“DOBBIAMO SALVARE LA LEGA DA UNO SCHIANTO ANNUNCIATO ALLE ELEZIONI” – I LEGHISTI DEL NORDEST DANNO L'ULTIMATUM A MATTEO SALVINI: “DOPO FERRAGOSTO DOVRÀ DIRCI SE ACCETTA LA PROPOSTA CHE GLI ABBIAMO FATTO: DARE UNA STERZATA AL PARTITO E ANDARE ALLE ELEZIONI CON UNA GUIDA COLLEGIALE" – IL LEADER DEL CARROCCIO NON VUOLE CEDERE E DIFENDE LA TRASFORMAZIONE DELLA LEGA IN UN PARTITO NAZIONALE: “ADESSO IL CONCETTO DI BUON GOVERNO, DI LEGALITÀ E DI AUTONOMIA È SENTITO IN VENETO E IN LOMBARDIA COSÌ COME IN PUGLIA, NEL LAZIO E IN ABRUZZO. NE VADO ORGOGLIOSO…”
Estratto dell’articolo di Federico Capurso per “la Stampa”
I ribelli del Nord, guidati in questa fase dalla Lega lombarda, vogliono da Matteo Salvini una risposta. «Dopo Ferragosto - dice a La Stampa uno dei big della fronda interna - Matteo dovrà dirci se accetta la proposta che gli abbiamo fatto: dare una sterzata al partito e andare alle elezioni con una guida collegiale». Precisano, però, che «non è un ultimatum». E se Salvini non accetterà? «Vedremo, intanto prima facciamolo rispondere». […]
L'obiettivo è prendersi la Lega, non sbattere la porta e uscire. Certo, però, che se le cose dovessero restare così, molti dei ribelli avrebbero poco da perdere. Nessuno dei governatori, da Attilio Fontana a Massimiliano Fedriga, fino a Maurizio Fugatti, può essere ricandidato.
Dovrebbero fare il salto in Parlamento, così come Luca Zaia, che oggi presiede il Consiglio regionale veneto. E le decisioni sulle candidature in Parlamento dovrebbero sempre passare dalle mani di Salvini, ad oggi non molto propenso a premiare i malpancisti. Né sembrano interessati loro a dare una mano in campagna elettorale. Insomma, uno strappo - tra le righe - non lo esclude più nessuno. […]
Adesso, assicurano i lighisti, tutto quello che si sta facendo ha il solo obiettivo di «salvare la Lega da uno schianto annunciato alle elezioni. Ce lo chiede la base e la base va ascoltata».
Salvini, nella sua consueta intervista estiva al Caffè della Versiliana, con i fedelissimi in prima fila, non molla di un centimetro la sua idea di partito. La premessa è una carezza ai rivoltosi: «La Lega è nata sui territori. Abbiamo i governatori più apprezzati d'Italia. Per me il valore del territorio, il decentramento, il federalismo, sono valori aggiunti».
Chiusa questa parentesi, il leader sbarra la porta a chi gli chiede di tornare a parlare al Nord e dà prova di essere sempre convinto della sua idea di partito nazionale: «Siamo nati in Lombardia e nel 1991 - ricorda - feci la tessera della Lega lombarda. Ma adesso il concetto di buon governo, di legalità e di autonomia è sentito in Veneto e in Lombardia così come in Puglia, nel Lazio e in Abruzzo. Ne vado orgoglioso».
Parla poi della sua permanenza in politica: «Finché ho voglia, passione e entusiasmo, continuo a fare la vita che ho scelto. Guardo con ottimismo al futuro». Sarà il suo ultimo mandato da segretario della Lega. […]
Intanto, i vecchi scissionisti di Patto per il Nord, che da tempo lanciano ami a chi nella Lega salviniana si sente a disagio, continuano a martellare: «La strategia di Salvini è lasciare che la Lega affossi, diventi irrilevante, pur di arrivare ad essere lui a stilare le liste elettorali per far eleggere i suoi fedelissimi nella prossima legislatura». Le loro porte sono sempre aperte. Ma i leghisti ribelli non ascoltano ancora quelle sirene. «La resa dei conti - dicono - si fa dentro, non fuori».
matteo salvini con camicia verde ai funerali di umberto bossi, a pontida
matteo salvini
SALVINI COME MADURO - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
matteo salvini . notte delle scope lega 2012
matteo salvini al gazebo della lega a milano foto lapresse 1



