donald trump corte suprema

IL NO DELLA CORTE SUPREMA AI LIMITI DI TRUMP ALLO IUS SOLI ERA ATTESO. NON LO ERA IL VOTO DEI GIUDICI CONSERVATORI – A TRE TOGATI LIBERAL CHE HANNO DIFESO LA CITTADINANZA PER NASCITA SI SONO AGGIUNTI ANCHE TRE CONSERVATORI, DI CUI DUE NOMINATI DAL TYCOON: AMY CONEY BARRETT E BRETT KAVANAUGH (CHE VOTANDO CONTRO TRUMP SI È DISSOCIATO NEL RITENERE CHE VIOLASSE IL 14ESIMO EMENDAMENTO) – LA BATTAGLIA LEGALE RESTA APERTA: IL TYCOON HA DEFINITO LO IUS SOLI “UN MALE PER IL NOSTRO PAESE, LODANDO LA CINA DI XI JINPING CHE NON LO PREVEDE E CHIEDENDO AL CONGRESSO DI INTERVENIRE…

LA CORTE SUPREMA SALVA LO IUS SOLI L'IRA DI TRUMP: “FARÀ MALE AGLI USA ORA IL CONGRESSO CAMBI LA NORMA”

Estratto dell’articolo di Massimo Basile per “la Repubblica”

 

Corte suprema americana2

Donald Trump ha perso in tribunale e […] ha deciso di rivolgersi altrove. La Corte Suprema degli Stati Uniti ha respinto il suo tentativo di limitare il diritto alla cittadinanza per nascita, riaffermando il principio che da oltre un secolo costituisce uno dei pilastri della democrazia americana.

 

Per il presidente, però, il verdetto (la bocciatura del suo ordine esecutivo del 2025 che negava la cittadinanza ai figli di immigrati illegali e residenti temporanei) non chiude la battaglia legale.

 

I GIUDICI DELLA CORTE SUPREMA AMERICANA - VOTO SUI DAZI

In un messaggio su Truth ha definito lo ius soli «un male per il nostro Paese» e invitato il Congresso, dove i repubblicani controllano la maggioranza, a fare ciò che i giudici gli hanno impedito di ottenere: strappare la cittadinanza americana a milioni di bambini, molti dei quali rischierebbero di diventare apolidi.

 

Il "no" della Corte Suprema era atteso, il dubbio era sui numeri. Ai tre giudici liberal si sono aggiunti Brett Kavanaugh, che si è dissociato dalla maggioranza (5-4) nel ritenere che l'ordine esecutivo di Turmp violasse il 14º emendamento, ma si è unito alla maggioranza (6-3) nel concludere che l'ordine esecutivo fosse in violazione della legge federale.

 

donald trump amy coney barrett

Con i liberal hanno votato anche Amy Coney Barrett e il presidente della Corte John Roberts, che nelle motivazioni ha spiegato perché l'ordine esecutivo firmato da Trump nel gennaio 2025 violava il 14º emendamento della Costituzione.

 

[…] Si salvano così milioni di bambini che rischiavano di non essere riconosciuti negli Stati Uniti e, in molti casi, neanche nei Paesi di origine dei genitori. In media nascono negli Usa tra i 220mila e i 250 mila bambini all'anno da genitori che non hanno uno status legale pieno.

 

brett kavanaugh

La Corte, in due sentenze distinte, ieri ha anche assegnato due vittorie al presidente: nella prima ha riconosciuto il divieto, stabilito in alcuni Stati repubblicani, alle atlete transgender di partecipare alle gare sportive femminili; e nella seconda ha confermato l'assenza di limiti di spesa per le campagne elettorali.

 

Trump ha parlato di «grande successo» in entrambi i casi, ma la sua reazione sullo ius soli racconta molto del suo metodo politico e apre scenari inquietanti per il futuro. Se la Costituzione resiste a una lettura, allora il terreno diventa il Congresso.

 

voto della corte suprema usa sullo ius soli

[…] Trump non si arrenderà: dopo aver lodato la Cina di Xi Jinping perché non prevede ius soli, ha scritto su Truth: «Non è necessario alcun emendamento costituzionale.

Il Congresso dovrebbe iniziare oggi stesso a lavorare per porre fine alla cittadinanza per diritto di nascita, una pratica costosa e ingiusta per il nostro Paese».

 

Poche ore dopo, alcuni senatori repubblicani hanno invocato subito una legge e nuove restrizioni per aggirare il pronunciamento della Corte, ma il rischio per loro è perdere il sostegno a novembre di un elettorato decisivo come quello ispanico.

 

ius soli - stati uniti

LO SCATTO D’ORGOGLIO DEL COLLEGIO CREATO A IMMAGINE DEL PRESIDENTE

Estratto dell’articolo di Paolo Mastrolilli per “la Repubblica”

 

La Corte Suprema forgiata da Trump a sua immagine e somiglianza sta dalla parte del presidente, quasi sempre, ma non fino al punto di mettere a rischio il futuro stesso della democrazia americana.

 

La sentenza di ieri sullo ius soli, dopo quella del febbraio scorso sui dazi, sembra lanciare questa rassicurazione ai cittadini degli Stati Uniti sulla tenuta del sistema dei "checks and balances", l'equilibrio fra i tre poteri dello Stato, che però rischia di essere messo ancora a dura prova nei prossimi due anni.

 

il giudice anti aborto brett kavanaugh con donald trump

Il massimo tribunale ha una maggioranza di 6 giudici conservatori, Roberts, Alito, Thomas, Gorsuch, Kavanaugh e Barrett, contro i 3 liberal Sotomayor, Kagan e Brown Jackson, che non rappresenta l'opinione o i rapporti di forza reali nel Paese. È stata costituita da Trump durante il suo primo mandato, sfruttando un trucco inventato dall'ex capo della maggioranza repubblicana al Senato Mitch McConnell.

 

Quando nel febbraio del 2016 il giudice conservatore Antonin Scalia morì, la legge assegnava al presidente Obama il diritto e il dovere di sostituirlo. McConnell si era opposto, sostenendo che siccome quello era un anno elettorale, bisognava lasciare vuoto lo scranno e consentire agli elettori di riempirlo scegliendo il prossimo presidente.

 

antonin scalia

Negli Stati Uniti non esiste il semestre bianco e nulla negli ordinamenti prevede quanto sosteneva McConnell, ma lui comunque aveva il potere di impedire le audizioni di conferma del giudice Garland - nominato da Obama - e lo aveva usato. Il trucco aveva funzionato perché Trump aveva vinto, scegliendo poi invece il conservatore Gorsuch.

 

Quando però la liberal Ruth Bader Ginsburg morì nel settembre del 2020, a meno di due mesi dalle presidenziali poi vinte a Biden, McConnell si rimangiò il principio inventato nel 2016 e corse a far approvare dal Senato la nomina al suo posto della conservatrice Barrett.

 

Gli americani hanno capito l'imbroglio, e ora una metà di loro non considera legittima la Corte Suprema in carica, alimentando il risentimento, se non proprio l'odio.

Il massimo tribunale li ha aiutati in questo pregiudizio, schierandosi quasi sempre dalla parte di Trump che aveva creato la super maggioranza conservatrice.

[…]

IUS SOLI STATI UNITI

La Corte per la verità continua ancora a schierarsi abbastanza fedelmente dalla parte di Trump, con maggioranze di 6 giudici contro 3, come ad esempio è avvenuto di recente con la sentenza che ha negato l'asilo ai rifugiati da Haiti e Siria, oppure ieri con quelle sui trans negli sport femminili e sui finanziamenti elettorali.

 

Riguardo i due temi che più premevano al presidente, però, i giudici hanno fatto da argine. Prima è accaduto a febbraio con i dazi, giudicati illegali nonostante il capo della Casa Bianca ci avesse basato sopra la sua politica economica ed estera, avvertendo che una bocciatura sarebbe stata una catastrofe nazionale.

 

Ruth Bader

Ora con lo ius soli, fondamentale per le politiche sull'immigrazione, anche se Trump spera ancora di limitarlo, se non proprio cancellarlo, con una legge del Congresso. Difficile, perché al Senato servirebbero 60 voti per aggirare l'ostruzionismo, ma non impossibile, a seconda di come sarà scritto il testo e come andrà il voto di midterm.

 

Il segnale lanciato dai giudici sembra essere che sono sì conservatori, ma non fedeli al presidente fino al punto di smantellare le fondamenta della democrazia americana. Resta da vedere se manterranno questo polso quando magari lui chiederà di cancellare o influenzare le elezioni di novembre, operazione già cominciata ridisegnando i collegi parlamentari col benestare della Corte, oppure se pretenderà di candidarsi al terzo mandato nel 2028, nonostante il ventiduesimo emendamento della Costituzione lo vieti espressamente.

brett kavanaugh 2amy coney barrettamy coney barrett giura

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