giorgia meloni donald trump

CREDEVO FOSSE AMORE: CRONISTORIA DELLA LIAISON A SENSO UNICO TRA MELONI E TRUMP – LA “PONTIERA IMMAGINARIA” HA TACIUTO DAVANTI AGLI INSULTI A MACRON, STARMER, MERZ E SANCHEZ E SULL’UMILIAZIONE DI ZELENSKY NELLO STUDIO OVALE; HA PROVATO AD AMMORBIDIRE LE REAZIONI DELL’UE AGLI ATTACCI AMERICANI E MANDATO TAJANI ALL’INUTILE “BOARD OF PEACE PER GAZA” PUR DI COMPIACERE TRUMP A CUI VOLEVA DARE IL NOBEL PER LA PACE – “REPUBBLICA”: A CAMBIARE TUTTO È STATO IL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA. MELONI SI È CONVINTA DI AVERLO PERSO ANCHE PER COLPA DELLA GUERRA IN IRAN, DELLA CRISI MAI RISOLTA A GAZA E IN CISGIORDANIA, DELLE DERIVE TRUMPIANE CHE L'ITALIA NON AMA, ALLORA È STATA FATTA TRAPELARE LA NOTIZIA DI UNA BASE NON CONCESSA PER UN VOLO DI ATTACCO IN IRAN; LA LINEA SULLA GUERRA È PASSATA DAL "NON CONDIVIDO NÉ CONDANNO" A UNA PRESA DI DISTANZA; SOPRATTUTTO, MELONI HA DIFESO IL PAPA DAGLI ATTACCHI SCOMPOSTI DELL'AMMINISTRAZIONE AMERICANA. QUALCUNO DEVE AVER SUSSURRATO ALL'ORECCHIO DEL PRESIDENTE CHE HA POI SCELTO DI VENDICARSI…”

Estratto dell’articolo di Annalisa Cuzzocrea per “la Repubblica”

 

GIORGIA MELONI E DONALD TRUMP AL G7 DI EVIAN

E quindi Giorgia Meloni se n'era accorta. Si era accorta che Donald Trump è solito attaccare gli alleati storici degli Stati Uniti piuttosto che gli avversari di sempre, a partire da Russia e Cina. Aveva registrato gli insulti a Emmanuel Macron, Keir Starmer, Friedrich Merz, Pedro Sánchez anche se quand'era toccato a loro, non aveva detto nulla. Aveva capito che è a dir poco complicato, lavorare per il rafforzamento dell'Occidente, se un pezzo di quel fronte — l'America dei Maga — vuole distruggerne un altro, e cioè l'Unione europea. Solo, aveva fatto finta di niente.

 

Questo dice il messaggio video con cui la presidente del Consiglio risponde a caldo agli insulti consegnati da Trump al microfono dell'inviato di La7. Questo dicono tutti i cantori del melonismo, adesso, esattamente un giorno dopo aver raccontato che al G7 di Evian era andato tutto bene e che i rapporti con Trump sono ottimi come sempre […]

Donald Trump Giorgia Meloni4

 

Adesso che l'offesa è personale. Adesso che non sono in gioco la popolazione di Gaza, i cittadini del Libano e dell'Iran, la sovranità della Groenlandia, i commerci internazionali stravolti dai dazi, gli immigrati che vivono e lavorano negli Stati Uniti deportati dall'Ice, adesso — all'improvviso — Giorgia Meloni il ponte non lo vuole più.

 

Donald Trump Giorgia Meloni1

Non vuole rinsaldare il fronte occidentale, non vuole rivendicare la cultura Maga, chissà magari rimpiange anche la prefazione di J.D. Vance alla versione americana del suo ultimo libro e l'amicizia sperticata con Elon Musk, che era riuscito a farle incontrare il tycoon prima ancora del giorno del suo giuramento, a fine 2024 alla riapertura di Notre Dame a Parigi, mentre Andrea Stroppa — collaboratore del patron di Tesla in Italia — faceva le foto e vantava il suo intervento da intermediario per quell'incontro epocale.

 

Donald Trump Giorgia Meloni2

È una storia fatta di inseguimenti, quella di Meloni nei confronti di Trump. E questo rende la delusione più cocente. Una storia di complimenti fuori luogo: «È bellissima, se un politico lo dicesse in America la sua carriera sarebbe finita, ma io lo dico lo stesso», l'aveva accolta così Trump al Gaza Peace Summit. «Posso dirlo, non ti dà fastidio?», aveva continuato, non proprio un indice di rispetto istituzionale, ma tant'è: quello era il momento in cui tutto andava bene.

 

In cui ci si poteva spingere a dire che «la pace a Gaza la dobbiamo a Trump», durante un comizio elettorale in cui al contempo Meloni prendeva in giro tutti gli attivisti che chiedono da tempo una pace vera. […] E che dire di quando — in conferenza stampa con il cancelliere tedesco Merz — la presidente del Consiglio disse: «Spero che potremo dare il Nobel per la pace a Trump e confido che possa fare la differenza anche sulla pace giusta e duratura per l'Ucraina…».

 

Donald Trump Giorgia Meloni3

Era dopo che il tycoon e i suoi avevano umiliato Volodymyr Zelensky nello studio ovale, dopo che aveva minacciato di togliergli gli aiuti militari e li aveva effettivamente ridotti, nel periodo in cui Trump si mostrava più sensibile alle ragioni di Putin che a quelle di Kiev […] Solo che allora, conveniva far finta di non vedere.

 

C'è un video del 2019 in cui Meloni, allora leader di Fratelli d'Italia, parla con alle spalle Trump che fa un comizio al Cpac, la convention americana degli ultraconservatori.

Loda le sue ricette economiche, si lamenta che l'Italia non le segua, poi fa un discorso in cui attacca i burocrati europei, Macron, Merkel, nel nome della sovranità delle nazioni.

Farà lo stesso agli altri Cpac cui parteciperà, compreso quello del 2025 in cui manda un video nonostante il giorno prima Steve Bannon si fosse prodotto in un saluto nazista, spingendo a dare forfait perfino il leader dell'estrema destra francese Jordan Bardella.

 

giorgia meloni risponde a donald trump 8

Meloni no. Lei non si scompose. Del resto, era stata l'unica premier europea ad andare all'inaugurazione del mandato di Trump. Aveva alimentato la narrazione del "ponte" tra le due sponde dell'Occidente: un'amicizia talmente forte da promettere di risolvere i dissidi su dazi e Groenlandia, o le preoccupazioni sul Medio Oriente. Anche lì, come a Messina, di quel ponte non si è vista […]

 

Quel che si è visto, è stato il tentativo di Meloni di ammorbidire la risposta dell'Unione europea nei confronti di ogni minaccia trumpiana, fino ad allontanarsi dalla linea dei Paesi fondatori. E a mandare Antonio Tajani al vacuo board of peace per Gaza come osservatore, col cappellino Maga in testa. In cambio qualche "sei bellissima", "sei fantastica", "una grande donna amata da tutti", "una grande leader che fa grandi cose", parole senza fatti. A parte uno, importantissimo, quando Trump era appena stato eletto: la liberazione di Cecilia Sala dalle carceri iraniane.

 

giorgia meloni donald trump

A cambiare tutto, anche in questo caso, è stato il referendum sulla Giustizia. Meloni si è convinta di averlo perso anche per colpa della guerra in Iran, della crisi mai risolta a Gaza e in Cisgiordania, delle derive trumpiane che l'Italia non ama, allora ha cercato il suo momento Sigonella: è stata fatta trapelare la notizia di una base non concessa per un volo di attacco in Iran; la linea sulla guerra è passata dal "non condivido né condanno" a una presa di distanza ancora maggiore; soprattutto, Meloni ha difeso il Papa dagli attacchi scomposti dell'amministrazione americana.

 

All'inizio, nessuna reazione. Poi, qualcuno deve aver sussurrato all'orecchio del presidente che la narrazione del governo italiano nei suoi confronti è cambiata. E lui deve aver scelto di vendicarsi. Siamo ad oggi […] Tajani annulla una missione a Miami, il presidente della Lombardia Fontana ne disdice un'altra, La Russa è pronto a ingoiare un pollo vivo piuttosto che credere che la premier abbia implorato alcunché. Il ponte immaginario è andato a fuoco. Insieme alla coerenza e al senso di realtà.

GAZA RIVIERA - DONALD TRUMP - GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIAgiorgia meloni donald trump GIORGIA MELONI TRUMP ACCORDI DI PACE SHARM DONALD TRUMP E GIORGIA MELONI giorgia meloni donald trump

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