donald trump mark carney

DACCI OGGI IL NOSTRO DAZIO QUOTIDIANO - LE NUOVE TARIFFE IMPOSTE DA TRUMP AL CANADA FANNO INCAZZARE OTTAWA, CHE ROMPE LE TRATTATIVE COMMERCIALI CON GLI STATI UNITI E PREPARA LA RITORSIONE: L’8 SETTEMBRE ENTRERANNO IN VIGORE I DAZI SUI PRODOTTI MADE IN USA - IL PREMIER CANADESE MARK CARNEY NON INDIETREGGIA:  “RISPONDEREMO DOLLARO PER DOLLARO, PER PROTEGGERE I NOSTRI LAVORATORI E LE NOSTRE IMPRESE” - TRUMP RINCARA LA DOSE: “IL CANADA VUOLE I VANTAGGI DI UNO STATO AMERICANO SENZA ESSERLO”

1. DAZI: TRUMP, DA CANADA VUOLE VANTAGGI DI UNO STATO USA SENZA ESSERLO  

Donald Trump

(LaPresse) - "Il Canada vuole i vantaggi di essere uno Stato, senza esserlo!!!". Così il presidente Usa Donald Trump replica sul suo social Truth in seguito alla rottura della trattativa con il Canada sui Dazi. "Inoltre - aggiunge Trump - per molti anni ha imposto ai nostri bravi agricoltori tariffe esorbitanti. Basta!!!". 

 

2. DAZI: USA MINACCIANO DI INASPRIRE MISURE DOPO REAZIONE CANADA  

(AGI/AFP) - Il primo ministro canadese Mark Carney ha annunciato sabato una serie di contromisure commerciali contro gli Stati Uniti, dopo aver respinto quello che ha definito un "cattivo accordo" proposto da Washington, aprendo una nuova fase dello scontro economico tra i due Paesi.

 

donald trump mark carney g7 evian, francia foto lapresse

I nuovi Dazi canadesi, che entreranno in vigore l'8 settembre, colpiranno prodotti statunitensi dei settori dell'acciaio, dei latticini, della carta, dei macchinari agricoli e dell'elettronica.

 

Secondo Ottawa, le misure interesseranno circa 20 miliardi di dollari di importazioni e avranno un valore equivalente ai Dazi imposti dagli Stati Uniti ed entrati in vigore sabato. La risposta di Washington non si e' fatta attendere. Il rappresentante commerciale statunitense Jamieson Greer ha dichiarato a Fox News che gli Stati Uniti "andranno avanti con le misure per rispondere alla ritorsione canadese", senza tuttavia fornire ulteriori dettagli.

 

mark carney al world economic forum di davos foto lapresse

Ha inoltre escluso l'immediata ripresa dei negoziati tra i due Paesi. Dopo settimane di colloqui, Carney aveva deciso venerdi' sera di interrompere le trattative poco prima della scadenza fissata dalla Casa Bianca.

 

"All'ultimo momento, gli Stati Uniti hanno cercato di aggiungere elementi per limitare la nostra capacita' di concludere altri accordi commerciali", ha denunciato il premier canadese. "Quando vieni attaccato, e' perche' sei in guerra. Siamo stati attaccati", ha aggiunto, sostenendo che Washington "chiedeva troppo e offriva troppo poco". 

 

Carney ha spiegato che tra i punti piu' controversi figuravano richieste americane considerate lesive della tutela della lingua francese e della cultura del Que'bec. In particolare, Ottawa contesta eventuali restrizioni ai sussidi destinati alla cultura francofona, al ruolo dei media in lingua francese online e all'obbligo di etichettatura bilingue dei prodotti venduti in Canada.

 

mark carney trump

"Questo non e' accettabile", ha affermato il primo ministro. Dall'insediamento di Donald Trump nel gennaio 2025, il Canada e' stato uno dei principali bersagli della politica commerciale della Casa Bianca. Il presidente americano ha piu' volte evocato l'idea di trasformare il vicino settentrionale nel "51 Stato" degli Stati Uniti, alimentando un deterioramento dei rapporti bilaterali.

 

L'ultima escalation tariffaria colpisce anche prodotti tradizionalmente protetti dall'accordo di libero scambio tra Stati Uniti, Canada e Messico. Il governo canadese aveva cercato di allentare le tensioni inviando segnali di apertura, tra cui la richiesta alle province di porre fine al boicottaggio di vini e distillati statunitensi, una delle principali rivendicazioni americane.

 

mark carney trump

Gli sforzi, pero', non hanno prodotto risultati. La decisione di interrompere i negoziati ha raccolto un ampio consenso politico in Canada. Il premier dell'Ontario, Doug Ford, ha dichiarato che "non ci si puo' fidare del presidente Trump", sostenendo apertamente la linea del governo federale.

 

Resta tuttavia l'incognita economica. Gli Stati Uniti rappresentano di gran lunga il principale partner commerciale del Canada e assorbono circa il 70% delle esportazioni del Paese, rendendo particolarmente elevato il rischio di ripercussioni sull'economia canadese.

 

donald trump - dazi

Anche il Business Roundtable, che riunisce oltre 200 dirigenti delle principali aziende americane, ha invitato i due governi a tornare al tavolo delle trattative e ad abolire "i Dazi dannosi".

 

Per attenuare l'impatto della crisi, Carney ha annunciato misure di sostegno alle imprese che resteranno in vigore "per tutto il tempo necessario". I dettagli saranno resi noti la prossima settimana.

 

Dal suo arrivo al governo nel marzo 2025, il premier ha inoltre accelerato la strategia di diversificazione commerciale del Canada, rafforzando i rapporti economici con partner in Asia e in Europa. "Siamo piu' forti oggi di quando gli Stati Uniti hanno iniziato questa guerra commerciale: piu' uniti, piu' determinati e piu' ambiziosi", ha concluso.

  

3. DAZI, NUOVA GUERRA USA-CANADA CARNEY: «CONDIZIONI INIQUE, RISPONDEREMO DOLLARO PER DOLLARO» 

donald trump - dazi

Estratto dall’articolo di Sara Gandolfi per il “Corriere della Sera” 

 

Torna la guerra dei dazi tra Stati Uniti e Canada. Il primo ministro di Ottawa, Mark Carney ha commentato con poche, dure parole, la drammatica rottura dei negoziati commerciali fra i due Paesi nordamericani.

 

«Gli Usa chiedevano troppo e offrivano troppo poco. Non intendiamo compromettere la sovranità del Canada né minare settori industriali chiave». Così venerdì notte, pochi minuti prima della scadenza dell’ennesimo ultimatum di Donald Trump, ha chiesto ai suoi negoziatori di lasciare Washington e tornare a casa. 

 

A mezzanotte sono dunque entrati in vigore i dazi statunitensi al 50% su acciaio ed alluminio e anche nuovi dazi al 50% su una lunga lista di prodotti, pari a circa il 5% dell’export canadese, dal legname da costruzione alle mazze da hockey, per un valore complessivo stimato in 28 miliardi di dollari.

donald trump al trump national golf club bedminster 2

 

Il Canada ha subito annunciato che farà altrettanto. «Risponderemo dollaro per dollaro, per proteggere i nostri lavoratori e le nostre imprese», ha detto il liberale Carney, spiegando che i dazi di ritorsione sui prodotti «made in Usa» saranno effettivi dall’8 settembre.

 

Il suo popolo lo segue compatto: già oggi, nelle strade e sulle vetrine dei negozi, sono ricomparsi i simboli della «resistenza»: bandiere e adesivi con la scritta «Proudly canadian» (orgogliosamente canadese). [...]

 

Riprende dunque il braccio di ferro fra i due Paesi del Nord America, un tempo alleati e ancora oggi economicamente interdipendenti - nel 2025 si sono scambiati beni e servizi per un valore di 880 miliardi di dollari - soprattutto in settori chiave come l’automotive e l’energia. [...]

Donald Trump

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