QUANTE SPINE PER RENZI (MA IL BANANA TI DA’ UNA MANO) – DAL CAV CONSIGLI A MATTEUCCIO SUI MINISTRI E UN NIET ALLE MODIFICHE ALL’ITALICUM – NCD TEME UN ACCORDO TRA I 2 PER VOTARE NEL 2015 – CIVATI AVVERTE: ‘NIENTE PATTI CON LA DESTRA DI COSENTINO’

1. BERLUSCONI: ‘SI PUÒ LAVORARE INSIEME ALLA RIFORME'
Amedeo La Mattina per ‘La Stampa'

Se non ci fosse stato lo streaming Renzi-Grillo, la giornata sarebbe stata monopolizzata dalle affettuosità di Berlusconi per il giovane presidente incaricato. In Forza Italia consigliano al Cavaliere di non essere così tenero e «innamorato» di Matteo. Gli dicono presidente, picchia duro, anche perché andiamo verso le amministrative e le Europee: rischiamo di fare la fine della Sardegna con la sconfitta di Cappellacci.

E invece niente: è il più forte di lui. Il Grande Capo non riesce a picchiare sul fiorentino perché gli sta troppo simpatico, è intelligente, affabulatore. «Siamo d'accordo su un ringiovanimento della squadra di governo. Oggi ho avuto il piacere d'incontrare un presidente incaricato che ha esattamente la metà dei miei anni e mi sembra un buon segnale per il futuro del Paese e il rinnovamento della classe dirigente».

Se non fosse che in qualche modo deve recitare la parte dell'oppositore, Berlusconi gli voterebbe pure la fiducia. In ogni caso, ha detto uscendo dalla stanza dell'incontro, dopo aver dato un'occhiata radiologica a una bella commessa che stava sulla porta, ha dato al presidente incaricato la sua «assoluta disponibilità a lavorare insieme e ad approvare in Parlamento le riforme». Attenzione, non solo le riforme sulla legge elettorale e la Costituzione, anche quella fiscale e della giustizia. «Sulla gestione normale invece siamo all'opposizione: decideremo di volta in volta sui dei singoli provvedimenti».

Gli alleati di Renzi, a cominciare da Alfano, sentono puzza di bruciato, temono che tra Silvio e Matteo ci sia un accordo per tornare al voto nel 2015. Quindi vogliono vederci chiaro, non capiscono perché al Nuovo Centrodestra il presidente incaricato abbia detto che sarà possibile fare delle modifiche alla legge elettorale e legare questa all'approvazione del superamento del bicameralismo. A Berlusconi ha invece detto altro.

È stato lo stesso Berlusconi da dirlo pubblicamente, con i capigruppo Brunetta e Romani accanto che annuivano. «Non ci sono possibilità di cambiamenti perché è stata già una decisione sofferta e ci sono stati già dei cambiamenti sugli sbarramenti che per noi non dovevano essere così bassi».

L'obiettivo di Berlusconi è mettere in difficoltà Alfano e gli «utili idioti» di Ncd curiosi di sapere cosa si sono detti Renzi e Berlusconi quando si sono allontanati Brunetta, Romani e Delrio e sono rimasti a quattr'occhi. Le ipotesi, le voci e i sospetti hanno riempito Palazzo Montecitorio.

Renzi avrebbe sondato il Cavaliere sul nome di Livia Pomodoro, presidente del Tribunale di Milano, come ministro della Giustizia. Ricevendo come risposta un no perchè si tratta di un magistrato. L'ex premier avrebbe difeso il posto di Catricalà, viceministro alle comunicazioni, amico di Gianni Letta, garanzia su frequenze, Tv.

«Non state dietro alle voci di accordi segreti», consiglia Giovanni Toti. «Semmai la cosa importante è mantenere i patti sulle riforme. E' normale che Berlusconi abbia dato dei consigli a Renzi». Tanta simpatia per Matteo, ma per il Cavaliere il fiorentino è «inesperto, rischia di impaludarsi».

Gli ha detto di essere decisionista, di battere i pugni a Bruxelles e non farsi illusioni perchè in Europa non gli faranno sconti. Soprattutto «fatti una squadra di governo nuova e di persone fidate. Non dare l'Economia a una persona con la quale non hai uno stretto rapporto di fiducia, altrimenti si crea un dualismo che a me ha nociuto». Secondo Berlusconi alla fine il ministro di via XX settembre lo deciderà Napolitano».

2. CIVATI ATTACCA RENZI: ‘NIENTE PATTI A DESTRA'
Antonio Pitoni per ‘La Stampa'

Nel giorno delle (non)consultazioni tra Renzi e Grillo, il «dissidente» Pippo Civati aggiunge, alla sua già lunga lista, l'ennesimo interrogativo sul nascente esecutivo a trazione Pd. «Quando mi hanno scritto da Napoli, pensavo fosse uno scherzo. Invece era tutto vero. A me fa un po' impressione». Poche parole, sul suo blog, con il link ad un articolo (di Retenews24.it) dal titolo eloquente: «Blitz di Cosentino in Regione. Galvanizza i suoi: "Adesso entriamo al governo, saremo noi il valore aggiunto di Renzi"...».
Nuova benzina sul fuoco, dopo le aperture di Gal e l'incontro tra il coordinatore di FI, Denis Verdini, e il leader di Forza Campania, Nicola Cosentino, che hanno scatenato, nei giorni scorsi, polemiche e sospetti su un possibile «soccorso azzurro» al nuovo esecutivo. Nonostante, di nuovo ieri, Renzi avesse ribadito il concetto: «La maggioranza di riferimento è quella che ha sostenuto il governo uscente». Civati, però, insiste per un chiarimento: «Perché intorno a questo governo vedo un assieparsi di personaggi di destra». Come il vice presidente di Gal al Senato, Vincenzo D'Anna, che gli ha dato del «manettaro». Ma «contro di lui non ho nulla», replica Civati. «È che non voglio stare con Gal, di cui registro l'entusiasmo». Poi c'è il capitolo giustizia, inserito in agenda da Renzi: «Voglio credere che Matteo non si avventuri in una delle materie più controversie del dibattito pubblico».
Questione, quella del soccorso azzurro, che in serata, la responsabile Giustizia del Pd, Alessia Morani, disinnesca così: «Renzi è stato chiaro, fanno parte della maggioranza di governo le stesse forze che hanno sostenuto il governo Letta. Se poi altre forze vorranno confrontarsi, a differenza di Grillo, ed eventualmente sostenere le riforme, abbiamo sempre detto che le regole vanno scritte con il più ampio consenso possibile».

 

 

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