UN, DUE, TRE, GRILLINO – NEL DIRETTORIO A CINQUE STELLE C’È SPAZIO PER LA QUALUNQUE – SIBILIA NON CREDE ALLO SBARCO SULLA LUNA, DI BATTISTA TEME “PROVOCAZIONI” CON RAGAZZE CONSENZIENTI “CHE POI TI DENUNCIANO PER STUPRO”, PER FICO GRILLO È “PATRIMONIO MONDIALE DELL’UMANITÀ”

Mattia Feltri per “La Stampa”

 

CARLO SIBILIACARLO SIBILIA

Beppe Grillo se ne è reso conto: così non funziona. Affidare la vita del partito a intermittenti consultazioni on line, a eventuali assemblee di parlamentari, a interpretazioni del regolamento o all’umore del giorno rischia di consegnare l’immagine di un movimento rapsodico, non sempre razionale, prossimo della bizzarria. Per scongiurare il pericolo, Grillo ha avanzato la proposta di un direttorio composto da cinque eletti, e ne suggerisce i nomi: Alessandro Di Battista, Luigi Di Maio, Roberto Fico, Carla Ruocco, Carlo Sibilia. Vediamo i profili dei giovani incaricati di irrobustire il lato pensante dei cinque stelle. 

 

Partire da Sibilia non è atto da maramaldi. Anzi. Sibilia (avellinese, 28 anni) è uno che prima di entrare alla Camera si offrì al dibattito politico con una proposta di legge che, oltre ai matrimoni gay, consentisse di «sposarsi in più di due persone» e «anche tra specie diverse purché consenzienti». Il mistero che ancora avvolge quest’ultima affermazione è stato dimenticato grazie alla maturazione politica che ha condotto Sibilia ad affrontare vari temi di grande rilievo. 

 

ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTA

Il giorno del 45° anniversario della sbarco sulla Luna, Sibilia si è chiesto, nella sua personalissima contabilità, come mai «dopo 43 anni ancora nessuno se la sente di dire che era una farsa». L’uomo non andò mai sulla Luna, sostiene Sibilia, che insiste sulla politica estera quando, lo scorso ottobre, c’è una sparatoria nel Parlamento canadese: «Opera di un pazzo o di qualcuno che ha ritrovato la ragione?». A chi «attribuire le colpe», si chiede arguto Sibilia non prima di avere offerto «solidarietà a chi ha perso la vita», disgraziatamente non più in grado apprezzare il gentile pensiero.

 

ALESSANDRO DI BATTISTAALESSANDRO DI BATTISTA

Ecco, partire da qui potrebbe sembrare un po’ da farabutti. Ma l’idea è di andare in crescendo. Infatti ha ben altra caratura Di Battista (romano, 36 anni), detto Dibba, forse il più osannato dei grillini. Dibba è uno che ha l’aria di quello cui non la si dà a bere. «Diamo fastidio», dice, e sa i rischi che corrono rivoluzionari della sua stoffa: «Prevedo attacchi sempre più mirati, magari a qualcuno di noi un po’ più in vista. Ti mandano qualche ragazza consenziente che poi ti denuncia per stupro, ti nascondono una dose di cocaina nella giacca...». E chi? «Pezzi di Stato deviati. Il sistema fa questo». Lui ha girato il mondo, è stato in Guatemala, in Congo, nel Nepal, conosce i narcos e sa che le decapitazioni dell’Isis sono figlie di Guantanamo come Guantanamo fu figlia dell’11 settembre e così via, fino ad Annibale. È stato sorpreso in aula mentre guardava una partita in streaming ma la sua passione non si discute: celebre il tentativo (poi si trattenne) di entrare in una Commissione abbattendone la porta col busto marmoreo di Giovanni Giolitti. 

 

beppe grillo e roberto fico a napoli beppe grillo e roberto fico a napoli

Roberto Fico (napoletano, 40 anni), poi, è uomo titolato, è il presidente della Commissione di vigilanza Rai, ruolo interpretato in forme innovative: partecipa all’occupazione della Rai con Grillo, non ha niente da dire quando il suo capo dice di evadere il canone, fa interrogazioni sul direttore di Rainews che è andato al Bilderberg, propone la chiusura di Porta a Porta. Per Fico, Grillo è «patrimonio mondiale dell’umanità come le Dolomiti e la Costiera Amalfitana». Come è evidente, il calibro del direttorio si dilata. Infatti Carla Ruocco (napoletana, 41 anni) è madre e donna moderata, ogni tanto si alza in aula e dice che Renato Brunetta è il gran capo del malaffare - ma è il minimo per restare nei Cinque stelle. Appena entrata a Montecitorio disse che suo desiderio era di favorire un’adeguata «redistribuzione della ricchezza», e come non essere d’accordo? Già meno solida, ma interessante, l’affermazione secondo cui «le Borse calano e lo spread cresce per colpa della legge elettorale». E così, piano piano, siamo arrivati sino a Luigi Di Maio (avellinese, 28 anni), vicepresidente della Camera, di gran lunga il più elegante dei cinque stelle, e uno che spicca perché, quando si sbilancia, dice: «Adesso vediamo». E qui siamo a livelli di saggezza quasi democristiana. 

LUIGI DI MAIO E BEPPE GRILLOLUIGI DI MAIO E BEPPE GRILLO

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