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DALEMAO, POSA IL FIASCO! – DOPO LE POLEMICHE PER LA SUA PARTECIPAZIONE ALLA PARATA MILITARE DI PECHINO CON I PUZZONI PUTIN E KIM JONG-UN, MASSIMO D’ALEMA REPLICA SPREZZANTE: “IN UN PAESE NORMALE SE C'È UNA PERSONALITÀ CHE HA UN BUON RAPPORTO CON UN PARTNER INELUDIBILE COME LA CINA DOVREBBE ESSERE CONSIDERATO UN FATTO POSITIVO PER IL PAESE”. E CITA XI JINPING COME FOSSE MAO: “UNA VOLTA HA DETTO CHE LE MURAGLIE LE FAI QUANDO NON VUOI ESSERE INVASO, NON QUANDO VUOI INVADERE” – COME DAGO-DIXIT, C’È UN MOTIVO BEN PIÙ POLITICO NELLA PRESENZA DI “BAFFINO” A PECHINO: L’EX PREMIER È PROPRIETARIO DELLA SOCIETÀ ''SILK ROAD WINES'', “I VINI DELLA VIA DELLA SETA”. IL DAGOREPORT

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C'E UN MOTIVO PIU POLITICO NELLA PRESENZA DI D'ALEMA ALLA PARATA MILITARE DI XI JINPING: IL VINO...

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Estratto dell’articolo di Fabio Martini per “La Stampa”

 

MASSIMO DALEMA IN CINA PER LA PARATA DELLA VITTORIA

Sono le 9 del mattino e dopo un volo Pechino-Roma durato 10 ore, Massimo D'Alema entra nell'ufficio in piazza Farnese e qui – sarà per orgoglio, sarà perché ci crede – è rilassato come poche altre volte in questi anni, appare persino incoraggiato dal fuoco polemico che lo ha investito per la partecipazione alla parata militare nella capitale cinese.

 

Sostiene D'Alema: «I cinesi, ogni dieci anni, celebrano la loro Liberazione con una parata militare alla quale invitano sempre i governi di tutto il mondo. Questa volta gli europei non c'erano e proprio questa, a mio avviso, è stata la scelta sbagliata.

 

Siamo dentro una crisi del vecchio ordine mondiale, abbiamo bisogno di costruirne uno nuovo che non abbia egemonie di alcun tipo e perciò non possiamo permetterci di fare un errore: schiacciare una grande potenza come la Cina e metterla alla guida di un grande blocco anti-occidentale. Errore madornale: se pensi di isolare il resto del mondo, finisci per isolarti».

 

MASSIMO DALEMA ALLA PARATA MILITARE DI PECHINO

[…]  ma stavolta il contesto era diverso: una parata militare al passo dell'oca, uno show in armi, la prima e la seconda fila della foto di famiglia occupate da leader abituati a sopprimere gli oppositori: D'Alema, perché stare lì?

«La scelta delle leadership occidentali di disertare questo evento ha finito per portare in primo piano le presenze più sgradevoli di alcuni Paesi autoritari. Un'immagine molto parziale: la celebrazione non si è ridotta ad una parata militare.

 

Un'informazione distorta non ha consentito di evidenziare, tra l'altro, che alla parata la presenza di leader, rappresentanti e personalità provenienti da Paesi democratici era maggioritaria e soprattutto è sfuggita la vera notizia di queste giornate, che non è stata la presenza di Putin o del dittatore coreano, ma quella di quasi tutti i leader di paesi asiatici, dal primo ministro indonesiano al presidente del parlamento della Corea del Sud.

MASSIMO DALEMA ALLA PARATA MILITARE DI PECHINO

 

Si è svolto lo storico incontro con il primo ministro indiano Modi. I due Paesi più popolosi del mondo, che in passato hanno avuto scontri anche armati, hanno trovato un terreno di incontro. E sono stati trascurati anche eventi significativi: una commovente cerimonia in onore dei militari americani che avevano contribuito alla Resistenza cinese, un'altra in onore della Resistenza europea nella quale è stata cantata Bella ciao».

 

La sapienza cinese nel calibrare le cerimonie non cancella il messaggio non rassicurante: le dava per scontate le critiche che le sono piovute addosso?

«In un Paese normale se c'è una personalità non più impegnata direttamente nell'agone politico che ha un buon rapporto con un partner ineludibile come la Cina dovrebbe essere considerato un fatto positivo per il Paese. Anche perché nelle tante analisi di queste ore sfugge un dato essenziale…».

 

Lei era a Pechino; quale le pare il messaggio sfuggito ai radar mainstream?

MASSIMO DALEMA CON IL SUO VINO SFIDE

«Goldman Sachs ci ha spiegato che da qui a non molti anni la Cina avrà il primo pil del mondo, l'India il secondo, gli Stati Uniti il terzo e l'Indonesia il quarto. Poi ci saranno il Pakistan, il Brasile, la Nigeria, tutta gente che stava lì! Chiaro?

 

Mentre noi, per isolarli, non ci siamo andati. Stiamo vivendo la fine dell'egemonia occidentale, che è una delle cause del caos del mondo e dobbiamo costruire un nuovo ordine, che non sia l'egemonia di qualcun altro, cosa non desiderabile. Ma sia un ordine multilaterale, sostenibile, di coesistenza tra mondi diversi.

 

Qui da noi invece, siamo più impegnati a difendere in modo fazioso un mondo che non c'è più, anziché ragionare su come stare in quello che c'è. Quello vero. Quello di oggi».

 

massimo d alema - forum internazionale della democrazia a pechino

Xi si è presentato alla parata con la giacca rivoluzionaria di Mao, che una volta disse: «Il potere politico nasce dalla canna del fucile». Una lezione sempre incombente?

«La Cina non bombarda nessuno, non ha una storia di aggressività e una volta Xi ha detto che le Muraglie le fai quando non vuoi essere invaso, non quando vuoi invadere. La Cina è aggressiva sul piano economico e su questo piano dobbiamo trovare un accordo equilibrato che salvaguardi i nostri interessi, ma sul piano geopolitico la Cina rappresenta un elemento di stabilità».

 

Nell'arco di 80 anni lei è stato uno dei 31 italiani chiamati a ricoprire l'incarico di presidente del Consiglio di un Paese che ha mantenuto una scelta occidentale da lei persino rafforzata: in questi giorni di polemiche ha mai sentito l'onere di una coerenza con quell'incarico?

«Certo. Io penso di aver agito sempre con assoluta coerenza. Mi sono preso la responsabilità dell'intervento in Kosovo perché allora siamo andati a difendere una popolazione dalla pulizia etnica condotta da un capo di governo accusato di crimini contro l'umanità. Esattamente quello che accade oggi a Gaza.

 

SILK ROAD WINES - VINI DELLA VIA DELLA SETA

Solo che noi allora agimmo per difendere quella popolazione. Oggi invece l'Europa non fa praticamente nulla per fermare Netanyahu. Io penso di essere stato e di essere assolutamente coerente».

massimo d alema - forum internazionale della democrazia a pechino MASSIMO DALEMA IN CINA PER LA PARATA DELLA VITTORIA.

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