“500 AEREI USA SONO DECOLLATI DALLE BASI ITALIANE PER GLI ATTACCHI ALL’IRAN”. LE PAROLE CHOC DI QUELLO STOCCAFISSO FROU FROU DI MARK RUTTE, SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO MOLTO VICINO A TRUMP (CHE CHIAMA “DADDY”, "PAPARINO"), METTONO IN IMBARAZZO IL GOVERNO “PROSCIUTTO E MELONI” – IL MINISTRO DELLA DIFESA CROSETTO SMENTISCE: “DAL NOSTRO PAESE NON SONO PARTITE AZIONI DI GUERRA. SOLO DI SUPPORTO, "IN VIGENZA DEGLI ATTUALI ACCORDI” - LA DUCETTA, DI FRONTE ALLE PAROLE “ILLOGICHE E INSENSATE” DI RUTTE, SENTE ODORE DI COMPLOTTO E TEME UNA VENDETTA DI TRUMP PER MANO DEL SOLERTE AMICO CHE GUIDA L'ALLEANZA - DELLE DUE L’UNA: SE HA MENTITO RUTTE SI DEVE DIMETTERE, ALTRIMENTI SI DEVE DIMETTERE MELONI – PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA - DAGOREPORT
DAGOREPORT
1 – “DALL’ITALIA 500 AEREI USA PER GLI ATTACCHI ALL’IRAN” RUTTE SHOCK, LITE CON CROSETTO
Concetto Vecchio per “la Repubblica” - Estratti
Mark Rutte, segretario generale della Nato, rilascia un'intervista a Fox News: «Cinquecento aerei statunitensi sono decollati dalle basi americane in Italia per sostenere l'azione militare Usa contro l'Iran. Un numero enorme». In Italia è quasi mezzogiorno. Passano pochi minuti e le opposizioni reagiscono furenti. I decolli sono avvenuti sottobanco?
Senza la necessaria autorizzazione delle Camere? «O Rutte è un bugiardo o Meloni ha mentito al Parlamento», si domandano i capigruppo pd Francesco Boccia e Chiara Braga: «Giorgia Meloni aveva assicurato che l'Italia non sarebbe stata coinvolta in una guerra, per noi sbagliata e illegale, e che è stata duramente criticata anche dal Senato americano».
Rutte è negli Usa per incontrare Donald Trump. Un anno fa lo aveva chiamato «daddy». Nascono subito molte congetture a Roma su questa sortita, che mette in difficoltà la premier.
(...)
La Difesa è costretta a smentire.
Alle 14 il malumore è condensato in una nota del ministero: «Sorprende che il segretario della Nato, che nulla ha a che fare con l'operazione Epic Fury, faccia una ricostruzione che trasmette un messaggio totalmente fallace confondendo la tipologia dei voli autorizzati».
Non è vero che sono state ingannate le Camere, ribadiscono le medesime fonti.
«L'Italia autorizza esclusivamente i voli che sono previsti dai trattati e che escludono totalmente le attività cinetiche». In altre parole: dal nostro Paese non sono partite azioni di guerra. Solo di supporto. «In vigenza degli attuali accordi». E quindi «sono state autorizzate esclusivamente attività di natura tecnica e logistica, non cinetiche, nell'ambito delle procedure previste dagli accordi esistenti. Le volte in cui si è prospettata una richiesta che esulava da questo perimetro, come è noto, l'Italia non ha concesso l'autorizzazione». E poi, la stoccata polemica: «Sarebbe bastato un approfondimento alla fonte per poter avere la reale rappresentazione di ciò che è avvenuto e avviene ogni giorno».
Giorgia Meloni e Guido Crosetto - Festa dei Carabinieri a reggio calabria
La polemica non si placa. Un funzionario della Nato torna sull'argomento: «L'Italia ha dato attuazione alle intese bilaterali esistenti in materia di basi militari e sorvoli». Il ministro della Difesa Guido Crosetto si dice pronto a riferire in aula «aereo per aereo» i voli che sono stati autorizzati.
(...) «Una tempesta in un bicchiere d'acqua», dice il ministro Antonio Tajani. Ma allora perché Rutte si è spinto a tanto? Per compiacere Trump e dargli prova che l'Italia non l'ha lasciato solo?
Per il governo è un grattacapo, costretto com'è a precisare, rettificare, smentire. Alle 15 Giorgia Meloni atterra a Berlino, per partecipare a una riunione dell'E5, con i capi di governo di Germania, Francia, Regno Unito, Polonia. Il vertice è preparatorio in vista del vertice Nato in programma ad Ankara, il 7 e 8 luglio.
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
Rutte è a Washington, si collega in video. Alle 17 è costretto a tornare sui propri passi, con un comunicato della sua portavoce: «Il tipo di supporto a cui si riferiva il segretario generale della Nato riguarda la logistica o l'assistenza tecnica». Ma le opposizioni insistono: resta necessario che il governo riferisca in aula.
2 - MELONI E I SOSPETTI SU TRUMP LA TELEFONATA AL LEADER NATO "FRASI ILLOGICHE E INSENSATE"
Tommaso Ciriaco per “la Repubblica” . Estratti
DONALD TRUMP GIORGIA MELONI - TEMPTATION ISLAND - 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA
Le parole di Mark Rutte la sorprendono a Foggia, mentre è in visita alla festa della Guardia di finanza. Giorgia Meloni letteralmente oscilla, come fosse un pendolo: incredulità, preoccupazione, infine fastidio spinto. Quelle dichiarazioni non sono solo uno sgambetto, visto che nessuno può ignorarne gli effetti sull'opinione pubblica.
Ma arrivano a poche ore dall'incontro del segretario generale della Nato con Donald Trump: circostanza sospetta, quantomeno. Di certo, giudica quelle parole - questo il senso dei ragionamenti - «illogiche» e «insensate». Anche perché non collimano con l'accusa opposta, quella che il presidente Usa ha rivolto a palazzo Chigi, di aver negato l'utilizzo delle basi nel momento del bisogno.
E dunque, a caldo si fa spazio un'interpretazione: è un altro colpo inferto dal tycoon, stavolta assestato in un'intervista alla trumpianissima Fox News per mano del solerte amico che guida l'Alleanza. Solo ore dopo prenderà piede una lettura più diplomatica: voleva aiutare gli europei lodandone l'impegno, ha combinato un pasticcio.
Dalla Puglia, la presidente del Consiglio prende il cellulare e sente Rutte. Il rapporto è sempre stato ottimo (anche se, certo, nulla è comparabile al legame del politico olandese con Trump, che chiamò «daddy» – vale a dire «paparino» – per riconoscerne l'interventismo utile a sedare le crisi internazionali).
Meloni si lamenta e ottiene una precisazione necessaria a stoppare la polemica. Nel frattempo, però, la premier parla con Guido Crosetto. E con lui mette giù una nota dai toni volutamente aspri. Anche perché alla Difesa risultano due elementi che negano i numeri dell'olandese: dai registri classificati risulterebbero circa duecento voli, tutti legati ad interventi di manutenzione o rifornimento. Legali, dunque. E soprattutto "non cinetici": non offensivi, in sostanza.
MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 34
Le frasi di Crosetto sono quelle di Meloni. E d'altra parte, ufficiosamente alla leader viene attribuito anche quest'altro ragionamento: «Sono state concesse solo attività tecniche e logistiche, mai operative, nel rispetto degli accordi in vigore. Quando sono arrivate richieste (al plurale, ndr) fuori da questo ambito, come noto, l'Italia ha sempre negato l'autorizzazione. Del resto, se fosse diverso non si spiegherebbero le accuse di Trump, che rimprovera all'Italia di non aver supportato gli Stati Uniti durante la guerra in Iran».
È su questo nodo che si concentra il risentimento meloniano.
(...)
Torniamo a Berlino, a ieri. Meloni sente Rutte assieme a Emmanuel Macron, Friedrich Merz, il dimissionario Keir Starmer e Donald Tusk.
Al termine del vertice, la premier tiene a far sapere che bisogna «rafforzare» il pilastro europeo della Nato e «rendere ancora più solido il legame transatlantico». Segnali distensivi. Ai quali si accompagna, da Roma, l'intervento dell'ambasciatore Usa in Italia, Tilman J. Fertitta - assai vicino ad Alfredo Mantovano - che dice: «La premier ha portato il Paese a diventare leader mondiale.
Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse
Giorgia Meloni - Il Giorno de La Verita - foto lapresse
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
MELONI TRUMP TEMPTATION ISLAND MEME 1
BILATERALE MARK RUTTE - DONALD TRUMP - DAVOS - FOTO LAPRESSE
MARK RUTTE E DONALD TRUMP
(...)




