1- DIEGO LAQUALUNQUE SPUTTANATO (HOGAN ALLA CINESE?) DA UNA LETTERA AL “SUO” CORRIERE DELLA SERA: “IO SONO UN IMPRENDITORE E VORREI PORRE AL DOTTOR DELLA VALLE UNA DOMANDA. CHE COSA HA FATTO, A PARTE LE SUE NUMEROSE PRESENZE IN TV IN VESTE DI PALADINO DEL "MADE IN ITALY" - ANCHE SE MI RISULTA CHE GRAN PARTE DEI SUOI PRODOTTI VENGA REALIZZATA ALL’ESTERO - PER DIFENDERE I POSTI DI LAVORO IN ITALIA, PER TUTELARE I DIRITTI DEL CONSUMATORE A CONOSCERE DOVE TUTTI I PRODOTTI IN COMMERCIO SONO STATI REALIZZATI, PER CONTRASTARE LA LEGGE "TRUFFA" REGUZZONI-VERSACE PROPRIO CONCEPITA PER FAVORIRE CHI NEL SETTORI ABBIGLIAMENTO-CALZATURE EFFETTUA FASI IMPORTANTI DI LAVORAZIONE ALL'ESTERO. GENTILE DOTTOR DELLA VALLE, IL SUO POTERE ECONOMICO È INDISCUSSO, MA ALMENO QUANDO PARLA O SCRIVE SI RENDA CONTO CHE ALLE SUE PAROLE O AI SUOI SCRITTI DOVREBBERO FARE RISCONTRO ALTRETTANTI COMPORTAMENTI IN DIFESA DEL VERO E SOLO "MADE IN ITALY", QUELLO FATTO UNICAMENTE E TOTALMENTE IN ITALIA” 2- IL SUO ‘’LUSTRASCARPE’’ MASTELLA NEGA QUALSIASI SMANIA POLITICA O VOGLIA DI CONFINDUSTRIA. LO HA FATTO SOLO PER VENDERE PIU’ SCARPE? UNA MOSSA PUBBLICITARIA? 3- “D’ACCORDISSIMO COL MANIFESTO DI DELLA VALLE SE NON L’AVESSE SCRITTO DELLA VALLE”

1- MANIFESTI
Jena per La Stampa
- "Sarei totalmente d'accordo col manifesto di Della Valle se non l'avesse scritto Della Valle"

2- IPESE DIXIT
Napolitano: "La politica siamo tutti noi" - Profumo: "L'idea di Della Valle che la società civile sia meglio della classe politica è sbagliata"

3- DAGOREPORT
Dal comico pezzo di ‘Repubblica' sull'Indignado a pallini si scopre perchè ieri Dieguito ha comprato una pagina del Corriere e di Repubblica per il suo sconclusionato appello: a Parigi, racconta a un paralizzato Roberto Mania, incontra italiani che gli dicono di fare qualcosa chè "a noi non ci ascolta nessuno".

Ce la vediamo la scena. Diego Laquelconque che passeggia per Faubourg Saint'Honore' senza Mastella al guinzaglio e viene fermato a ogni vetrina da frotte di indigne' espatrie'. "Facci qualcosa contro il degrado italiano, commendator Della Valle! Ce lo dica lei, a questi politicanti inutili, che così non si può andare avanti!".

E lui che si mette a posto il ciuffo, disincastra i braccialetti dalle ciocche dei capelli e rassicura: "Avete ragione, adesso ci penso io e gliene dico quattro a tutti quanti! Destra e sinistra, tutti uguali sono! Anzi, non gliele dico, gliele scrivo sul Corrierrone. Sono anni che con i miei risparmi compro azioni di Rcs per far sentire la nostra voce, la voce della gente che produce per il bene dell'Italia!".

Detto fatto, l'esule di Parigi prende il cellulare, chiama il centralino di via Solferino e detta alle signorine il suo appello civile. Solo grazie all'intervento provvidenziale della della Rcs Pubblicità le sue parole non sono uscite dove avrebbero dovuto, ovvero nella pagina delle necrologie. Pare che l'incipit sulla morte di Bazoli, Geronzi e Berlusconi non abbia resistito a un'accurata e personale verifica di don Flebuccio de Bortoli. Sono tutti vivi e vegeti. Soprattutto vegeti.

4- UNA DOMANDA A DIEGO DELLA VALLE
Lettera al Corriere della Sera

Caro direttore, io sono un imprenditore e un lettore del Corriere della Sera. E sul mio giornale vorrei porre al dottor Diego Della Valle una domanda. «Gentile dottor Della Valle, ho letto con attenzione il suo appello ai politici e con estrema curiosità vorrei sapere se lei si riconosce tra "quella parte del mondo economico che per troppo tempo ha avuto rapporti con tutta la politica in base alle opportunità e alla sua convenienza del momento" e che cosa ha fatto, a parte le sue numerose presenze in programmi televisivi in veste di paladino del " made in Italy"- anche se mi risulta che gran parte dei suoi prodotti venga realizzata all'estero - per difendere i posti di lavoro in Italia, per tutelare i diritti del consumatore a conoscere dove tutti i prodotti in commercio sono stati realizzati, per contrastare la legge "truffa" Reguzzoni-Versace proprio concepita per favorire chi nel settori abbigliamento-calzature effettua fasi importanti di lavorazione all'estero.

Gentile dottor Della Valle, il suo potere economico è indiscusso, ma almeno quando parla o scrive si renda conto che alle sue parole o ai suoi scritti dovrebbero fare riscontro altrettanti comportamenti in difesa del vero e solo "made in Italy", quello fatto unicamente e totalmente in Italia. Ciò potrebbe dare certezza di lavoro a tanti dipendenti ora in cassa integrazione o mobilità e speranza di futuro ai giovani disoccupati del nostro Paese. Attendo con curiosità la sua risposta, grazie » .
Luciano Barbera - pinkhome2010@ gmail. Com

5- LA SINTASSI SOTTO LE SUOLE
Libero -
Diego Della Valle chiama a rapporto l'Italia la parte migliore del Belpaese, la più preparata e competente. Ci si aspetterebbe che il suo manifesto fosse la vetrina di questa Italia dei migliori. Invece, ahimè, proprio sul suo appello, tanto accorato quanto zoppicante, è cascato il patron della Tod's. Della Valle rimprovera i suoi colleghi imprenditori di aver spesso «avuto rapporti con tutta la politica» ma «senza mai richiamarli al senso del dovere». Richiamarli chi? La politica, naturalmente, che però, anche se dedita all'interesse comune, resta singolare. «A quei politici», si legge ancora «che si sono contraddistinti per la totale mancanza di competenza... saremo in molti a volergli dire di vergognarsi». Ma si sa, la rivoluzione non si fa con le parole.

6- IL ‘'LUSTRASCARPE'' MASTELLA NEGA QUALSIASI SMANIA POLITICA O VOGLIA DI CONFINDUSTRIA. LO HA FATTO SOLO PER VENDERE PIU' SCARPE?
di Fosca Bincher per Libero

No, non è l'avviso di un ingresso in politica. Diego Della Valle non ne ha alcuna intenzione. Ne è certo un vecchio amico come Clemente Mastella, che gli era di fianco negli anni d'oro della sua carriera e che non ha allentato il rapporto con Mister Tod's nemmeno in questi tempi. Anzi, con un po' di civetteria Mastella sussurra («ma non lo scriva») di avere ricevuto venerdì mattina in anteprima la pagina di pubblicità "Politici ora basta" apparsa ieri mattina su alcuni quotidiani. «Gli altri», spiega l'ex politico dc, «lo hanno ricevuto solo a tarda sera».

E perché allora Della Valle ha scritto di suo pugno (si capisce bene) quel manifesto? Per tirare la volata in politica al suo amico Luca Cordero di Montezemolo? «Ma no», assicura Mastella, «anzi posso dire che ogni volta che si è affacciata questa ipotesi Diego si è mostrato contrario a un impegno politico di Montezemolo e gli ha detto di non esporsi e non farlo».

Allora terza ipotesi. Della Valle ha lanciato la sua bombetta un po' sgrammaticata nel bel mezzo della conferenza stampa di Emma Marcegaglia, leader di Confindustria che insieme ad altre associazioni provava a fare anche lei un pizzico di antipolitica, oscurata beffardamente dal gesto di Mister Tod's. Della Valle punta alla guida di Confindustria?

«Ma figuriamoci! È l'ultima delle sue intenzioni. Anche questo non lo scriva, ma Diego manco ci va alle riunioni di Confindustria. Gli fanno venire l'orticaria, si annoia da morire». E allora, Mastella, perché quel manifesto? «Io credo che sia molto più semplice di quel che appaia. Diego è oggi quel che sono tantissimi italiani. Sì, gli imprenditori che si vergognano di andare all'estero. I cittadini che non ne possono più. Che vorrebbero mandare all'aria il sistema, tutto il sistema. Ecco, Della Valle è semplicemente quello: un indignados...».

Tutto qui, un indignado? «Eh, gli indignados vanno in piazza a protestare, mandano a quel paese i politici. Votano Luigi De Magistris a Napoli contro tutti i partiti. E se sono signori ricchi come Della Valle si comprano una pagina di giornale per dire quello che pensano». Solo così, un petardo lanciato per non annoiarsi troppo? «No», e a dirlo è un uomo politico come Mastella che è stato simbolo stesso del potere per lustri, «non è solo un urlo. È la disperazione dell'Italia di oggi. Perché il governo è nelle condizioni che tutti vedono, il centro destra è ai suoi minimi termini. Ma non è mai accaduto come ora l'impossibilità di una soluzione alternativa. Anche gli industriali in questi anni se non erano più soddisfatti di Silvio Berlusconi potevano puntare su Romano Prodi. Se non andava più giù Prodi, c'era Berlusconi. Ma ora è il deserto..».

Ma come, Mastella? Il panorama politico da anni non era così variegato: c'è Di Pietro, c'è Bersani, c'è Vendola, c'è il Terzo Polo... «Appunto. Non c'è una alternativa chiara e possibile. Le sembra che possa esserlo il Pd di Filippo Penati e di Piero Marrazzo? O seriamente che lo sia la Puglia di Vendola? Lo è quel coacervo di cose appiccicate insieme che è il Terzo Polo?». E allora? «Allora l'unica è avere un altro 1994. Un altro Berlusconi che rompa gli schemi, che spezzi il regime e sembri a tutti anti-sistema».

Eccolo qui, allora: un Della Valle... «Ma no, perché lui? Posso smentire in maniera assoluta che Diego pensi di entrare in politica. Non saprei nemmeno dire chi. Può essere chiunque. Uno tipo Pisapia, De Magistris o Matteo Renzi, che è contro Bersani. Come hanno rotto gli schemi loro, può nascere dal nulla il personaggio che è contro il sistema che c'è. Vince chi cattura gli indignati. Quelli indignati con il governo, quelli indignati contro Di Pietro o contro Bersani...».

Destra e sinistra non contano più? «A dire il vero il centrodestra una possibilità ancora ce l'ha. Io il suggerimento l'ho dato a Berlusconi: parla agli italiani, annuncia che non ti presenterai più, chiedi scusa magari per qualche eccesso nella vita personale e fai la mossa del cavallo, spiegando che prima di andartene vuoi lasciare due riforme importanti per il Paese. La prima è quella della legge elettorale, che tanto è imposta dal referendum.

La seconda è quella di accorciare le legislature da 5 a 4 anni perché non reggono più per tanto tempo. Guardi, i parlamentari tanto non li taglieranno mai. Ma questa riforma si può fare. E Berlusconi può uscire così con l'onore delle armi. E dare tempo al suo partito di ristrutturarsi».

Così fermerebbe i vari Della Valle? «Forse sì, anche perché tutto il resto mi sembra in bambola. Per il Pdl basterebbe ricostruirsi con l'unico modello di partito vero: la Dc. Non per fare il partito dei cattolici, anzi. Ma un partito vero. Così fermerebbero gli indignados con un prodotto politico vero. Che è l'unica alternativa a quel che c'è adesso».

E Della Valle? «Magari avrà il merito di mettere in moto tutto questo». E magari pensa pure di mettersene alla testa. Ma questo Mastella non lo dice.

 

 

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