mario draghi scuola

DIMENTICATE LA AZZOLINA: DRAGHI SULLA SCUOLA FA SUL SERIO – SUPER-MARIO HA MESSO L’ISTRUZIONE AL PRIMO PUNTO DELLA SUA AGENDA, E VUOLE RIVEDERE IL CALENDARIO SCOLASTICO PROLUNGANDO LE LEZIONI A FINE GIUGNO PER RECUPERARE QUELLE PERSE. I DOCENTI CI STARANNO? MACCHÈ, I SINDACATI HANNO GIÀ INIZIATO A RUMOREGGIARE…

Lorena Loiacono per "il Messaggero"

Mario Draghi – viandante sul mare di nebbia

 

Hanno perso troppi giorni di lezione, ora gli studenti italiani potranno recuperarli. La cura per la scuola, nei progetti del premier incaricato Mario Draghi, parte proprio da qui: rivedere il calendario scolastico, per colmare quelle lacune imposte dall' emergenza sanitaria, e avviare il prossimo anno senza cattedre vacanti, fin dal primo giorno. E' quanto chiesto da Draghi ai gruppi parlamentari durante i primi incontri. Ma per la scuola in concreto che cosa significa?

 

Giuseppe Conte e Lucia Azzolina by Osho

Gli istituti potrebbero restare aperti per portare avanti le lezioni anche nel periodo estivo. Vale a dire dopo l' ultimo giorno previsto dai calendari attuali, l' 8 giugno nella maggior parte delle regioni italiane. Il motivo? La necessità di recuperare le giornate di lezione perse, quando la scuola è stata costretta a restare chiusa tra quarantene e allarmi sanitari, e di rivedere quegli argomenti che inevitabilmente sono stati trascurati durante le lezioni in didattica a distanza. I docenti di norma sono in servizio fino al 30 giugno, lo stesso vale per la maggior parte dei supplenti annuali.

MARIO DRAGHI

 

POSTICIPO DI 3 SETTIMANE

Quindi si potrebbe realizzare un posticipo di tre settimane, fino a fine mese. Potrebbe non essere però così semplice: tutto il personale cosiddetto Covid, assunto a tempo determinato per fare fronte alle criticità delle norme anti-contagi, ha il contratto fin all' 8 giugno.

 

PROVE DI DISTANZIAMENTO A SCUOLA IN VISTA DELLA RIAPERTURA

Si tratta di circa 75mila persone tra docenti e bidelli a cui prolungare il contratto e, visti i ritardi continui nei pagamenti, sembra difficile riuscire a trovare i fondi. Inoltre la prospettiva non trova per ora l' appoggio dei sindacati, per i quali l' idea di rivedere i calendari è tutta da discutere.

 

CONTE AZZOLINA

«Prima vogliamo ascoltare il premer Draghi per conoscere i suoi piani nel dettaglio sottolinea Maddalena Gissi, segretaria nazionale della Cisl scuola - confidiamo nella sua capacità di trovare soluzioni condivise. Credo che allungare a prescindere il calendario scolastico significa far credere che con la dad la scuola ha scherzato. Sappiamo bene che c' è bisogno di recuperare per tanti ragazzi che, durante la dad, non sono stati raggiunti dai docenti per motivi tecnici e per diversità di condizione socio-economica. È chiaro che per questi casi saranno gli stessi professori ad attivare iniziative di recupero».

 

SCUOLE VUOTE

La posizione dei sindacati è chiara, la stessa che fece opposizione all' ex ministra Azzolina quando, a dicembre scorso, propose alle Regioni di rivedere le date di chiusura dell' anno scolastico per il recupero. Incontrò un no unanime. L' intervento delle Regioni è fondamentale visto che sono loro a decretare il calendario.

 

 Quindi alcune potrebbero decidere per il sì, probabilmente quelle che più di altre hanno avuto la dad. Ma una Regione come la Sicilia, che solo ieri ha visto tornare in classe i ragazzi delle superiori, a fine giugno ha delle temperature estive talmente elevate che la lezione in presenza potrebbe diventare difficoltosa.

 

ANCHE I COMPAGNI TIFANO DRAGHI

Dall' Associazione nazionale dei presidi è arrivata invece una prima apertura sull' allungamento del calendario ma solo se «moderato». Un aspetto che invece potrebbe mettere tutti d' accordo è lo studio per una soluzione valida al problema delle cattedre vacanti. Un lavoro che dovrebbe partire ora, per arrivare in tempo il 1° settembre con tutti gli insegnanti in classe a far lezione.

 

Prima delle convocazioni, inevitabilmente, vanno considerati i pensionamenti e i trasferimenti. Ma lo scorso settembre il problema maggiore era la mancanza di docenti da portare in cattedra: i concorsi non si sono fatti, se non quello straordinario sospeso a ottobre e appena ripartito, e le richieste di pensionamento vanno avanti.

mario draghi a piazza affari

 

SNELLIRE LE PROCEDURE

Per accelerare i tempi i dirigenti scolastici chiedono di snellire le procedure per le chiamate: «Ci sono 800mila posti di insegnamento e oltre 200mila sono scoperti spiega il presidente dell' Anp, Antonello Giannelli - bisognerebbe assumere oltre 200mila docenti ed è fattibile se daremo alle scuole il potere di assumere, magari attraverso una forma di concorso alleggerita. Se il presidente incaricato sta pensando a una riforma strutturale, la accogliamo con favore.

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