arianna giorgia meloni

CRESCE IL MALUMORE ALL'INTERNO DI FRATELLI D'ITALIA NEI CONFRONTI DI ARIANNA MELONI CHE, DA QUANDO HA EREDITATO IL RUOLO DI CAPO DELLA SEGRETERIA DEL PARTITO, NEL 2022, NON NE HA IMBROCCATA MEZZA - NEMMENO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, PER CUI SI È STRENUAMENTE BATTUTA, E LE "TENSIONI LATENTI" CON GIORGIA, HANNO SCALFITO LA SUA IMMAGINE. FOSSE IN UN ALTRO PARTITO, ARIANNA SAREBBE STATA SILURATA INSIEME A DELMASTRO, BARTOLOZZI E SANTANCHÈ. MA A VIA DELLA SCROFA È MEGLIO EVITARE DI PROPORRE IL DISCORSO - I PASTICCIACCI POLITICI BY ARIANNA: LA SITUAZIONE POLITICA IN SICILIA È UNA POLVERIERA. IN LOMBARDIA IDEM - IL MISTERO DI FABIO TAGLIAFERRI, SCELTO PER GUIDARE "ALES" NON SI SA SU QUALI BASI E IL RAPPORTO CON EMANUELA CACCIAMANI, NOMINATA AD DI CINECITTA'. SENZA CONTARE LA BOMBA CLAUDIA CONTE CHE...

DAGOREPORT

https://www.dagospia.com/media-tv/dagoreport-in-momento-non-vorremmo-essere-panni-giorgia-meloni-467666

 

Stefano Iannaccone per "Domani"

 

Giorgia e Arianna Meloni

È l’intoccabile per antonomasia, la figura più vicina per il rapporto strettissimo di parentela con la presidente del Consiglio. Arianna Meloni è la Sorella d’Italia, che con la vittoria alle politiche del 2022 è uscita dal cono d’ombra di militante-dirigente locale per diventare la guida di Fratelli d’Italia.

 

A celebrare l’investitura ufficiale è stata l’assegnazione del ruolo di capo della Segreteria politica. Da una Meloni all’altra.

 

Nemmeno la sconfitta al referendum, per cui si è strenuamente battuta, ha scalfito la sua immagine, né è stata sfiorata da polemiche. Fosse in un altro partito, a trazione meno familiare, dovrebbe fare un primo bilancio. Ma a via della Scrofa è meglio evitare di proporre il discorso. Altrimenti più che un rendiconto si dovrebbe aprire una resa dei conti. Mettendo in discussione l’operato di Arianna Meloni. Impossibile.

giorgia arianna meloni

 

Intanto tutto intorno vengono sacrificati dirigenti. Il primo è stato quello dell’ex sottosegretario della Giustizia, Andrea Delmastro, arrostito nell’affaire-bisteccheria, seguito da Daniela Santanchè, che ha salutato – non proprio in punta di piedi – la poltrona di ministra del Turismo. Altri vengono messi un po’ in discussione, come il responsabile organizzazione, Giovanni Donzelli.

 

La più grande delle sorelle Meloni continua a godere dell’aura di infallibilità per eredità familiare. Per lei sono pronte a spalancarsi le porte del Parlamento, al prossimo giro. L’ultima vicenda di gestione discutibile di Fratelli d’Italia ha provocato problemi al governo: a innescare la rivelazione della giornalista Claudia Conte, sulla «relazione» con il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, è stata una domanda di Marco Gaetani, volto e voce di Radio Atreju, il vivaio meloniano.

 

GIORGIA E ARIANNA MELONI - MEME BY EMILIANO CARLI

Dimostrando che la segreteria politica fatica a tenere sotto controllo addirittura i giovani, fedelissimi alla linea di Fratelli d’Italia. Con conseguenze imprevedibili. Tanto che il povero Gaetani è stato convocato dai vertici del partito, come hanno rivelato alcuni retroscena, per una ramanzina. Ma ormai il pasticcio era compiuto.

 

E mentre prosegue il silenzio dopo gli scoop di Domani sul caso Piantedosi, in particolare sulla laurea di Conte di cui parla nella pagina di curriculum presentata per le docenze alla scuola di polizia, il governo e il partito cercano di arginare e silenziare quest’ultimo scandalo. Con la sorella della premier disorientata.

 

Arianna Meloni ha avuto il grande merito di essere una delle dirigenti più presenti nella campagna referendaria. Da Sassari a Pescara, dalla sua città natia Roma fino a Milano, è stata una trottola: nessuno si è speso tanto. Un’attività per portare a casa la vittoria del Sì da intestare al partito, soprattutto alla sorella, e per spianare la strada alle altre riforme care a casa Meloni.

francesco lollobrigida e arianna meloni entrano nello stesso portone foto oggi

 

È stata proprio la capa Segreteria di FdI a continuare a battere il tasto del premierato, spiegando anche durante la campagna per il referendum sulla Giustizia, che sarebbe stato il prossimo passo per cambiare la Costituzione. Favorendo – secondo i rumors del Transatlantico – la tesi delle opposizioni di una sovrapposizione delle riforme. Prima i magistrati, poi la forma di governo. Un assist alla campagna del No, secondo i ragionamenti di Lega e Forza Italia.

 

La missione è dunque fallita: i selfie, i comizi e i video social non hanno spostato i voti necessari. La svolta pop non è stata un trionfo, anzi è arrivato il segnale che qualcosa non ha funzionato nella mobilitazione del proprio elettorato. L’evidenza arriva dall’analisi dei flussi elettorali. La stima è che tra bocciatura della riforma e astensione, circa il 15 per cento degli elettori meloniani ha voltato le spalle a FdI. La responsabilità, però, non è stata attribuita ai vertici, l’addebito è arrivato sul conto di Santanchè.

 

giorgia arianna meloni

Non c’è solo la vicenda referendaria, che ha provocato sconquassi nel governo. Con un’onda lunga che ancora non si è fermata. La capa della Segreteria di Fratelli d’Italia ha gestito in maniera “leggera” le dinamiche locali.

 

Da mesi, per esempio, il partito in Sicilia è una polveriera. Nemmeno la fuoriuscita di Manlio Messina, ex vicecapogruppo alla Camera e a lungo riferimento meloniano nell’isola, ha fatto scattare l’allarme sulla situazione, che ha continuato a deteriorarsi. Fino a determinare una guerra per bande.

 

arianna e giorgia meloni in pausa sigaretta fuori dalla palestra foto oggi

I vertici nazionali, in testa Arianna Meloni, hanno lasciato correre, lasciando solo Messina. Solo la débâcle referendaria ha riacceso i riflettori sull’isola, mettendo sotto osservazione il presidente dell’Assemblea regionale, Gaetano Galvagno (uomo di fiducia di Ignazio La Russa), e l’assessora Elvira Amata. Comunque vada, alla fine, ci saranno molte macerie politiche intorno ai meloniani.

 

In Lombardia il clima non è tanto più tranquillo. Ha lasciato strascichi il siluramento dell’assessora regionale al Turismo, Barbara Mazzali, per far posto a Debora Massari, proprio su impulso della sorella della premier. Il “dimissionamento” di Santanchè, da sempre sodale di La Russa, non contribuirà a portare il sereno. E di conseguenza potrà complicare la partita per il candidato alla presidenza della Regione.

Giorgia e Arianna Meloni

 

Nel Lazio, storico feudo di FdI, il cortocircuito familistico è raddoppiato: la separazione sentimentale tra Francesco Lollobrigida e Arianna Meloni ha avuto ripercussioni sui rapporti nel partito. I fedelissimi del ministro dell’Agricoltura hanno iniziato a muoversi in contrapposizione con il corpaccione di Fratelli d’Italia, creando attriti nella giunta presieduta da Francesco Rocca.

 

E se non ha brillato sulla gestione del partito, la capa Segreteria di FdI non può rivendicare le scelte dei ministri. Il marchio è impresso sul profilo di Orazio Schillaci, ministro della Salute (tecnico in quota FdI), che oggi sarebbe una delle vittime di un eventuale rimpasto al pari del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, individuato come sostituto di Gennaro Sangiuliano. Ma con risultati non soddisfacenti, secondo i rumors di via della Scrofa, e le veline provenienti da Palazzo Chigi.

Walter Villadei - CLAUDIA CONTE - Marta Schifone - ARIANNA MELONI - PAOLO MESSA - NIAF

 

Anche sui manager la strategia della sorella della premier è stata al centro di discussioni. La scelta di puntare su Fabio Tagliaferri alla guida di Ales, società in house del ministero della Cultura, ha provocato molte polemiche per il curriculum poco solido in materia culturale del dirigente laziale di FdI. Così come il caso di Cinecittà, dove è approdata come amministratrice delegata, Manuela Cacciamani, la manager che oggi rivendica il rilancio della società, ma che per mesi è stata al centro di tensioni nella società di via Tuscolana.

 

In questi mesi, Arianna Meloni è stata anche al centro del caso Garante. Nel pieno della tensione tra l’Authority e Report, ha pensato bene di conversare con Agostino Ghiglia, componente del collegio, addirittura nella sede del partito. Da via della Scrofa la versione ha sempre puntato a minimizzare: «È stato un breve incontro in cui si sono scambiati convenevoli». Ma senza sollevare alcun appunto sull’inopportunità di quella visita di Ghiglia.

 

GIORGIA E ARIANNA MELONI COME LE GEMELLE DI SHINING - FOTOMONTAGGIO DEL FATTO QUOTIDIANO

Del resto fin dagli esordi sulla ribalta nazionale, non sono mancati errori. Il primo risale a qualche tempo fa, quando Arianna Meloni ha sponsorizzato, convincendo la sorella a puntarci, Enrico Michetti come candidato sindaco a Roma alle elezioni del 2021, sfidando le perplessità degli alleati. L’esito è stato noto: il Campidoglio è stato consegnato a Roberto Gualtieri, quando il centrodestra era dato come favorito. Un indizio di una aspirante leader, che altrove sarebbe messa in discussione.

 

Ma dentro Fratelli d’Italia si tappano la bocca pur non di farsi sfuggire anche un solo sibilo critico contro Arianna Meloni. In un partito a trazione familiare, il cognome è uno scudo. Basterà a proteggersi dalle bufere continue?

Agostino Ghiglia membro del Garante della Privacy entra nella sede di Fratelli d Italiasimonetta matone arianna meloni foto di bacco (2)giorgia meloni - la famiglia e fdi - vignetta di ellekappaMEME SULLA SEPARAZIONE TRA ARIANNA MELONI E FRANCESCO LOLLOBRIGIDAalessandro giuli fabio tagliaferriclaudia conte con arianna meloni marco gaetani radio atrejuARIANNA MELONImarco gaetani carlo fidanza claudia conte intervistata da marco gaetani - money talks reunion oasis - meme giorgia meloni e la sorella ariannaARIANNA MELONI E LA MADRE ANNA PARATOREfederico palmaroli arianna meloni foto di baccogiorgia e arianna meloniarianna meloni conferenza programmatica fdi pescara arianna meloni e luca bertazzoniignazio la russa arianna meloni italo bocchino (3)BORDELLA - POSTER BY MACONDO

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....