“CHE PIACERE VEDERTI”; “PIACERE MIO, VIENI A FARE UN GIRO CON ME?”, "HO GIA' FATTO..." - IL DISGELO TRA SCHLEIN E CONTE VA IN SCENA ALL’INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA SUI 50 ANNI DI “REPUBBLICA”, DOPO LE POLEMICHE SU ATREJU E SULLA RIVALITÀ PER LA LEADERSHIP DELLA COALIZIONE PROGRESSISTA: "SPERIAMO DI REGALARVI UN TITOLO DI PRIMA PAGINA SULLA NOSTRA VITTORIA" - LA BATTUTA DI SCHLEIN ALLA FIGLIA DI SCALFARI: “LUI È SEMPRE STATO GENEROSO NEI MIEI CONFRONTI, I SUOI COLLEGHI DI ADESSO UN PO' MENO” – ALLA FESTA DI "REPUBBLICA" SI INCIUCIA! LA FOTO DI SU-DARIO FRANCESCHINI CHE INTORTA PAOLO GENTILONI…
Giovanna Vitale per “la Repubblica” - Estratti
Non si parlavano da un po'. Da qualche tempo sembrava giocassero a evitarsi. Una strana freddezza nei rapporti, complice la rivalità per la leadership della coalizione progressista ormai nota pure ai sampietrini impilati sul selciato del Mattatoio, difficile da dissimulare. Fino a ieri sera. Quando, a compleanno quasi finito, non si materializza Giuseppe Conte.
Elly Schlein è ancora dentro, a scambiare idee e sensazioni sulla monumentale mostra del cinquantennale che «mi ha lasciato senza parole: rappresenta una storia importante da preservare e portare nel futuro». Non se l'aspettavano di incontrarsi lì, a quell'ora tarda poi. «Che piacere vederti», lo abbraccia la segretaria del Pd fra i flash dei fotografi. «Piacere mio», la bacia il capo del M5s: «Vieni a fare un giro con me? », le porge il gomito. «Ho già fatto, ci incrociamo domani in Parlamento», sorride l'alleata.
Il disgelo è avvenuto: ora, forse, il campo largo può tornare a germogliare. Miracoli di un pomeriggio particolare. Quello in cui tre generazioni di politici, sempre raccontati da Repubblica senza troppe indulgenze, si sono ritrovati per celebrare il genetliaco del quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. Mescolando all'attualità ricordi personali.
Anche di chi allora non era neppure nato. Come Schlein che confida di conservare ancora «diverse copie degli anni passati, in particolare quelle che titolavano sulle vittorie del centrosinistra. Speriamo», sospira, «di regalarvi presto altri titoli così». Intanto Conte è già lontano, si ferma a salutare Enrica Scalfari, la primogenita: «Ho incontrato suo padre in un paio di occasioni, ci siamo sentiti anche al telefono, è sempre stato generoso nei miei confronti, i suoi colleghi di adesso un po' meno», scherza.
È questo il clima, di amicizia, solidarietà, passioni condivise. Di una certa sinistra. Walter Veltroni lo dice con nostalgia: «La storia di Repubblica e la storia dell'Italia democratica, delle lotte per i diritti, sono profondamente intrecciate.
Questo è sempre stato un giornale-comunità, capace di riunire attorno a sé persone con gli stessi valori e una visione precisa di società. Ecco perché penso che si facesse un torto a Eugenio quando gli si contestava di aver fatto un giornale-partito».
Più esplicito Dario Franceschini, rapito dalla sfilata di foto e vignette: «Non si parla solo di un giornale, ma di un pezzo di storia della sinistra italiana. Sono cambiati partiti, segretari, governi ma Repubblica è stata e resta per noi il punto di riferimento». Più in là, Pier Ferdinando Casini quasi si commuove: «A parte che quando hai una certa età tutti i ricordi di gioventù ti sembrano bellissimi, qui c'è un pezzo straordinario di memoria del Paese per come l'abbiamo vissuto noi, che ne siamo figli». (…)
La folla preme, in un tripudio di pacche e saluti affettuosi. Paolo Gentiloni si abbandona all'amarcord: «Penso di aver letto tutti i numeri, fin dal '76. E anche se le mie posizioni politiche si sono molto evolute in questi 50 anni», ironizza rievocando i suoi esordi extraparlamentari, «le vostre non sono cambiate, per fortuna». È il pregio della coerenza.
Lo scrisse Scalfari nel suo primo fondo — «Anziché ostentare un'illusoria neutralità, questo giornale dichiara di avere operato una scelta di campo» — ed è ancora così.
Con un di più che non sfugge a Maria Elena Boschi, attratta dalle gigantografie: «È come star dentro una macchina del tempo accelerata: in pochi minuti e in pochi metri fai il giro del mondo e della storia d'Italia dell'ultimo mezzo secolo».
Buon compleanno Rep.
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MARIO ORFEO - SERGIO MATTARELLA - JOHN ELKANN - MOSTRA 50 ANNI REPUBBLICA
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