“FAREMO TUTTA LA MORAL SUASION POSSIBILE PERCHÉ MPS NON SIA OGGETTO DI UNO SPEZZATINO, MAGARI DA UNIPOL” – IL RESPONSABILE ORGANIZZAZIONE DI FRATELLI D’ITALIA, GIOVANNI DONZELLI SULLA PARTITA ATTORNO MONTEPASCHI, PER POI AFFERMARE CON UNA FACCIA DI BRONZO: “IL GOVERNO NON INTERVERRÀ MAI NEGLI SVILUPPI DEL RISIKO BANCARIO” – ANCHE LA LEGA SI FIONDA A GAMBA TESA: “NON PENSIAMO CHE MEGA GRUPPI DISTANTI DALLE ESIGENZE DEI CITTADINI ABBIANO PORTATO PARTICOLARI VANTAGGI AI CORRENTISTI E ALLE NOSTRE IMPRESE” – FORZA ITALIA PRENDE LE DISTANZE DAGLI ALLEATI: “LA POLITICA DEVE FARE SOLO BUONE REGOLE” – IL PD: “L’ESECUTIVO STIA FUORI DAI GIOCHI...”
Estratto dell’articolo di Giovanni Turi per “la Stampa”
GIORGIA MELONI GIOVANNI DONZELLI
«Da toscano mi interessa che vinca Siena». Dal palco de La Versiliana, il responsabile organizzazione di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, rompe gli indugi sulla partita attorno a Mps. E il suo appello è chiaro: nessuno «spezzatino, magari da Unipol, per togliere il simbolo o chiudere le sedi» di quella che considera l’istituto «con la storia più importante dell’Italia e delle banche in assoluto».
D’altra parte, «il governo Meloni non interverrà mai» negli sviluppi del risiko bancario. Al massimo, per ribadire «che la territorialità di una banca è una risorsa». Da qui, il messaggio: «Faremo tutta la moral suasion possibile per dire che Mps, dopo che la politica l’ha salvata», non sia oggetto di «uno spezzatino».
LUIGI LOVAGLIO E CARLO MESSINA
Anche la Lega è tornata a battere il terreno finanziario. Con una nota, il Carroccio ribadisce di «non aver mai nascosto la predilizione per mantenere Mps risanata come banca statale al servizio del territorio». Ma la sua vendita «è stata forzata dalle regole Ue che puntano a “lasciar fare al mercato”». E poi la posizione: «Non pensiamo che mega gruppi sempre più grandi e distanti dalle esigenze dei cittadini abbiano portato particolari vantaggi ai correntisti e alle nostre imprese medie e piccole che avevano rapporti fruttuosi con le banche di prossimità».
MATTEO SALVINI E CLAUDIO BORGHI
Pertanto, «guardiamo con interesse alla possibilità che si creino più poli bancari, sempre tutelando storia, tradizione e occupazione». Più esplicito il senatore leghista Claudio Borghi: «Storia e tradizione della più antica banca del mondo vanno tutelate». [...]
Su altre frequenze dagli alleati, invece, c’è Forza Italia. «Ognuno ha la propria posizione», dice il deputato e portavoce nazionale del partito, Raffaele Nevi. Che ribadisce come «la politica debba fare soltanto buone regole».
Qualsiasi risultato scaturisca dalle mosse e contromosse attorno al Monte, «alla fine avremo un sistema complessivamente più solido», sostiene il collega forzista Alessandro Cattaneo, secondo cui «interferenze dirette» del governo andrebbero «contro i principi liberali».
antonio misiani foto di bacco (2)
Un minimo comune denominatore che viene ribadito da Antonio Misiani, responsabile Economia del Pd: «La politica non deve entrare a gamba tesa né scegliere una proposta rispetto a un’altra». Eppure, «dobbiamo guardare anche al grado di concorrenzialità del mercato bancario, evitando una crescita eccessiva della concentrazione». [...]