vito crimi

“ORA IL CAPO SONO IO” - DOPO ANNI DI GREGARIATO POLITICO, ESPLODE L’EGO DI VITO CRIMI: “HO TUTTI I POTERI PREVISTI DALLO STATUTO. HO AVUTO TANTISSIMI ATTESTATI DI STIMA, ATTIVISTI E COLLEGHI SI SENTONO RASSICURATI. MI DICONO CHE SONO LA PERSONA GIUSTA PER CONDURRE IL MOVIMENTO IN QUESTO MOMENTO DI CRESCITA, ALLA LUCE DELLA MIA LUNGA ESPERIENZA. TORNARE AL GOVERNO CON SALVINI? NO, PER CARITÀ. HA DIMOSTRATO DI ESSERE INAFFIDABILE E CODARDO…”

1 - CRIMI: “PASSACARTE? NO, SONO IL CAPO”

Simone Canettieri per “il Messaggero”

luigi di maio vito crimi

 

Certe responsabilità pesano, dunque si tiene leggero. Solo un secondo al ristorante del Senato, fresco di restyling, ma praticamente deserto. Un peccato visto il bendidio (si va dal misto spigola-salmone agli hamburger, poi c'è sempre la griglia per un filetto espresso). Pranzo veloce: 18 minuti. Cronometrati. Una telefonata ricevuta, sotto lo sguardo dello staff (affamato). I pochissimi presenti lo salutano con curiosa riverenza. D'altronde il viceministro dell'Interno - e senatore - Vito Crimi è il nuovo reggente del M5S.

 

luigi di maio vito crimi 2

Ha uno sguardo sornione. Sembra pacioso, ma sono apparenze. Bisogna parlarci una decina di minuti - prima fuori dal ristorante, poi in ascensore fino al Salone Garibaldi, fissando il panorama fuori da una finestra, premurandoci infine di accompagnarlo in ufficio - per capire un po' il tipo. E che aria tira. E tirerà tra i grillini. Piccolo aneddoto: il suo appartamento dietro la Camera durante la crisi estiva diventò - insieme alla casa di Pietro Dettori - il quartier generale del Movimento. Appena finiva un bilaterale con il Pd, gli allora capigruppo Stefano Patuanelli e Ciccio D'Uva andavano a casa sua per fare il punto. E subito si aggiungevano tutti gli altri big.

 

VITO CRIMI E ROBERTA LOMBARDI

Crimi, allora complimenti!

«Più che altro mi servirà un in bocca al lupo bello grande».

 

Beh, in effetti nessuno vorrebbe stare al suo posto: dopo l'addio di Di Maio, con le regionali alle porte, le tensioni nel governo, i dossier delicati. Lo ammetta: le tremano i polsi?

«Ma noooo. Allora se devo dirla tutta sono sereno: sa in questi anni quante ne ho viste?».

 

E superate?

«Sì. Insomma, porterò avanti il mio ruolo con giudizio. E so reggere lo stress».

Vito Crimi, Paola Carinelli

 

Oggi (ieri-ndr) riunirà i ministri del M5S per poggiare la spada sulle spalle del nuovo capodelegazione a Palazzo Chigi?

«Non ho riunioni in programma con i ministri, con alcuni di loro ci siamo sentiti. Ma tra poco, dopo pranzo, vedrò i facilitatori, il team del futuro».

 

Ma non è che farà il passacarte del Movimento in attesa di questi famosi stati generali? Insomma, sarà un burocrate?

«Nessun passacarte, ora il capo (del M5S-ndr) sono io».

 

grillo e crimi

Ma i problemi non mancano. Grillo continua a stare zitto, un po' spiazzato dal tempismo della mossa di Di Maio.

«Grillo è sereno, l'ho sentito anche oggi. E con Beppe parlo io: è tranquillissimo, fidatevi».

 

Ma queste sono frasi di circostanza: non si capisce il Movimento che fine farà e chi lo guiderà in futuro. E poi mai con il Pd o sempre ormai con il Pd?

«Calmi, andremo avanti. Certo ci sarà una fase nuova che sarà discussa da tutti nelle sedi opportune».

 

Ma lei perché appare così antipatico? In fin dei conti non lo è. C'è di peggio.

«Ma siete voi giornalisti che mi prendete sempre di mira da anni. Soprattutto all'inizio. Una pressione incredibile».

 

Non per difendere la categoria, ma è lei che ha detto che i giornalisti «le stanno sulle scatole» (l'espressione fu molto più colorita). È ancora così? Da reggente o capo del Movimento ora dovrà comunicare.

«Vuole sapere come andò quella storia?».

 

ANDREA IMPERIALI PRESIDENTE AUDITEL E VITO CRIMI

Certo.

«Allora era notte, ero stanco morto, appena uscito da una lunga riunione, snervante. Passeggiavo per il centro storico di Roma».

 

Continui continui.

«Niente, incontrai due ragazzi universitari che iniziarono a farmi delle domande sui giornalisti. Non mi accorsi che mi stessero registrando. E così mi sfogai. Poi mi sono scusato. Però lo ripeto: ero stanco. E sotto pressione».

 

VITO CRIMI

Ma lei è stato anche sottosegretario all'Editoria nel Conte 1 con posizioni molto dure (il compianto direttore di Radio Radicale, Massimo Bordin, lo soprannominò «gerarca minore» ndr).

«Ma io i giornalisti non li odio. Sono stato preso di mira, da sempre».

 

Mitica la foto del suo pisolino sugli scranni del Senato.

«Ricordo, ci fu quella foto, certo. Ma non solo quella. Il Movimento, soprattutto all'inizio, fu preso molto di mira».

 

Oggi come si è svegliato?

«Con altri attacchi. Ma come si fa a scrivere che io ho lasciato mia moglie per mettermi con una deputata che nel frattempo mi sono fatto crescere la barba e che sono dimagrito. Ma come si fanno a scrivere queste cose?».

 

Che poi forse non è così tanto dimagrito.

VITO CRIMI CON IL MEGAFONO

Ride: «Appunto».

 

2 - VITO CRIMI: «HO TUTTI I POTERI DA CAPO POLITICO CON ME I MILITANTI RASSICURATI»

Monica Guerzoni per il “Corriere della Sera”

 

Vito Crimi, la carezza di Di Maio è un passaggio di consegne da capo politico a reggente, o da leader a leader con pieni poteri?

«La carezza di Luigi è innanzitutto il gesto autentico di un amico e compagno di tante battaglie. Quanto alla leadership non ci poniamo il problema dei tempi o dei poteri, ma di guidare il M5S nella riorganizzazione. In ogni caso, da capo politico ho tutti i poteri previsti dallo statuto».

 

Stato d' animo?

«È una sfida, sento una grossa responsabilità. Ho avuto tantissimi attestati di stima, attivisti e colleghi si sentono rassicurati. Mi dicono che sono la persona giusta per condurre il Movimento in questo momento di crescita, alla luce della mia lunga esperienza. Ma non farò nessuno strappo, lavorerò in continuità con il percorso che Luigi ha avviato e che io devo portare avanti alla luce delle criticità rilevate».

 

Eravate al 32%, ora i consensi sono dimezzati.

vito crimi intimo

«È più importante il consenso a tutti i costi o far bene per il Paese? Noi non abbiamo aiutato i potenti, ma i poveri. Una categoria che non influenza le masse».

 

Non teme l' estinzione del Movimento? E la scissione?

«La che?».

 

Il «suo» M5S sarà di piazza o di governo? Con la Ue o no? Porti aperti o chiusi?

«Mai stati contro l' Europa, ma va rifondata. Con il nuovo governo stiamo contribuendo a migliorarla, tanto che la redistribuzione dei migranti è passata da 11 persone al mese a 98. Questi sono i risultati di una gestione integrata del fenomeno, le chiacchiere le lasciamo ad altri. Non è sui porti che bisogna ragionare, ma sulle partenze».

vito crimi e i piedi zozzi

 

Con lei alla guida, il rapporto con il premier Conte sarà meno conflittuale? E sarà lei il capo delegazione?

«Mai stato conflittuale, ma sempre di leale confronto e collaborazione. E così continuerà ad essere. L' elenco dei risultati che abbiamo portato a casa e che Luigi ha ricordato è sbalorditivo. Altro che conflittualità, è produttività. Io sul governo non ho il minimo dubbio e lavorerò in continuità, a partire da Autostrade».

 

Se Salvini vince le Regionali il governo va a casa?

«Il governo ha un cronoprogramma da definire e attuare, al di là delle tornate elettorali. Dobbiamo abbassare le tasse, come già abbiamo iniziato a fare per 16 milioni di italiani con il taglio del cuneo fiscale, obiettivo che dobbiamo perseguire grazie alla riforma dell' Irpef. Abbiamo obiettivi molto ambiziosi, su quelli vogliamo essere giudicati al termine del mandato».

 

ROBERTA LOMBARDI MARCELLO DE VITO VITO CRIMI

Di Maio può tornare capo politico, magari in tandem con Appendino o affiancato da un direttorio?

«Abbiamo avviato un percorso ambizioso, iniziato con il coinvolgimento di centinaia di facilitatori. Ogni scelta sarà condivisa e partecipata da tutti gli iscritti. Il Movimento è collegiale per definizione. Farò il massimo affinché questi valori possano esprimersi sempre di più, è solo uniti che riusciremo a realizzare il nostro programma».

 

Chi vedrebbe come capo politico dopo gli Stati generali? Fico, Patuanelli, Di Battista, Taverna, o Crimi?

«Avrà più chance questo Paese quando smetteremo di parlare di nomi per concentrarci sui contenuti. Proprio quello che intendo fare».

crimi vito

 

Si sente più vicino a Grillo o a Casaleggio?

«Sono due figure essenziali, senza le quali oggi non saremmo dove siamo. Sono vicino al progetto che hanno creato, a cui ho dato tutto me stesso fin dalle sue origini».

 

Teme pugnalate e fuoco amico ? E chi sono i traditori, Paragone e Fioramonti?

«Sono fiero di essere a capo di un Movimento che rispetta le sue regole senza guardare in faccia nessuno. Chi non rispetta i patti non mi fa paura, mi fa pena».

 

Di Battista è inseguito dai sospetti. Sarà leale con lei?

«Alessandro è come un fratello. Non mi pongo alcun dubbio sulla sua lealtà, prima che a me al Movimento».

 

Ci saranno novità sulle restituzioni per fermare la fuga di parlamentari?

GRILLO Lombardi e Vito A ROMA

«Ai parlamentari offrirò coinvolgimento e partecipazione, ma chiederò rispetto reciproco e unità. Il taglio degli stipendi e la loro restituzione, per una politica più sobria e vicina ai cittadini, è da sempre una nostra battaglia. Modificheremo le procedure, ma il principio non cambia».

 

Lei umiliò Bersani in streaming. Ci si vede in quella «alleanza politica strutturale» con il centrosinistra a cui lavora Conte?

«All' epoca di Bersani facemmo l' unica cosa possibile in quel contesto. Non vorrei sentir parlare di alleanze strutturali, ma di progetti e idee per il bene dei cittadini».

roberta lombardi con vito crimi

 

Tornerebbe al governo con Salvini?

«No, per carità. Ha dimostrato di essere inaffidabile e codardo».

 

Farà pace con la stampa dopo la durezza su Radio Radicale e fondi all' editoria?

«Su Radio Radicale rifarei tutto, per rispetto delle regole. Non devo fare pace, perché non ho dichiarato guerra a nessuno. C' era solo la volontà di portare equità in un settore strategico».

 

Roberta Lombardi la definì «orsacchiotto» e Massimo Bordin «gerarca minore». Chi è Vito Crimi?

«Vito Crimi è quell' attivista che dal 2005 si è battuto per il taglio dei privilegi, l' acqua pubblica e per mille altre battaglie. Un cittadino che combatte per un Paese più trasparente e senza disuguaglianze. E che da viceministro dell' Interno ha dimostrato di lavorare con serietà».

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…