A SPASSO PER LA CASA BIANCA - NON SOLO LA “PASSEGGIATA” DELL’UOMO ARMATO DI COLTELLO, CONTRO LA CASA BIANCA HANNO PURE SPARATO! MA SE N’È ACCORTA SOLO LA DONNA DELLE PULIZIE CHE HA TROVATO I PROIETTILI - ORA IL SECRET SERVICE PROPONE UN BUNKER

1. USA, SPARI CONTRO LE FIGLIE DI OBAMA. BUFERA SULLE FALLE DELLA SICUREZZA DELLA CASA BIANCA

Anna Guaita per “Il Messaggero

 

intruso alla casa bianca   aumenta la sicurezza 8intruso alla casa bianca aumenta la sicurezza 8

Il loro compito è straordinariamente importante: devono proteggere la vita del presidente e dei suoi familiari. In un Paese nella cui storia quattro presidenti sono stati uccisi (Lincoln, Garfield, McKinley, Kennedy), uno è stato seriamente ferito (Reagan) e uno ha rischiato due volte di esserlo (Ford) è ovvio che il compito del servizio segreto sia cruciale. Ma negli ultimi tempi sembra proprio incapace di evitare scandali ed errori, con alcuni agenti accusati di aver usato prostitute o di essersi ubriacati. L'ultimo errore a venire alla luce risale al novembre del 2011, quando un uomo sparò contro la Casa Bianca, ma gli spari furono scambiati per rumori di un cantiere.

spari contro la casa bianca dove si sono conficcati i proiettilispari contro la casa bianca dove si sono conficcati i proiettili

 

Ieri il Washington Post, con un bell'esempio di giornalismo investigativo, ha rivelato che solo per l'allarme dato da una domestica quattro giorni dopo, si scoprì che c'era stato un attentato contro la Casa Bianca.

 

La sera di venerdì 11 novembre di tre anni fa sia Barack Obama che la moglie Michelle erano in California. Al secondo piano della residenza, c'erano la figlia minore Sasha, con la madre della first lady, Marian Robinson. La figlia maggiore, Malia, era fuori con alcuni compagni di scuola ed era attesa di ritorno da un momento all'altro.

 

Erano le 8,30 di sera. D'un tratto gli agenti sul tetto e un’agente di guardia sotto il balcone della sala da pranzo sentirono distintamente 6/8 spari. Tirarono fuori le loro armi e lanciarono l'allarme. Tutti e tre hanno detto al Washington Post di non aver avuto dubbi che si fosse trattato di colpi di arma da fuoco. E tuttavia quasi subito arrivò il "cessato allarme", perchè i rumori «provenivano dal cantiere vicino».

intruso alla casa bianca   aumenta la sicurezza 5intruso alla casa bianca aumenta la sicurezza 5

 

Il giorno dopo, veniva confermato che c'era effettivamente stata una sparatoria nelle vicinanze, ma che si era trattato di «un regolamento di conti fra bande rivali». Solo quattro giorni più tardi, una domestica notò che il vetro a prova di proiettile della sala da pranzo era stato scalfito. L'Fbi intervenne e constatò che anche il tetto era stato scalfito - proprio vicino alla postazione di una delle guardie - e che c'erano calcinacci e prove evidenti di sette colpi di fucile. Il giorno dopo, il 21enne Oscar Ortega-Hernandez veniva arrestato. Aveva guidato 3200 chilometri, dall'Idaho, per andare a uccidere Barack Obama. Dopo un lungo processo, il giovane è stato condannato a 25 anni di prigione.

intruso alla casa bianca   aumenta la sicurezza 4intruso alla casa bianca aumenta la sicurezza 4

 

Le rivelazioni sul clamoroso errore di quella notte sono venute alla luce in un mese in cui per ben tre volte un intruso è riuscito a entrare nel prato della Casa Bianca. Nel secondo di questi incidenti, l'uomo aveva in tasca un coltello a serramanico ed è riuscito ad arrivare fino alle porte del pianterreno. Il servizio segreto ha confermato al Washington Post che Obama è oggetto di un'infinità di minacce, molte di più dei presidenti precedenti. Molte tuttavia vengono tenute segrete «per evitare gli imitatori».

 

 

2. SE LA CASA BIANCA DIVENTA UN BUNKER

Oscar Ortega Hernandez Oscar Ortega Hernandez

Vittorio Zucconi per “la Repubblica

intruso alla casa bianca   aumenta la sicurezza 6intruso alla casa bianca aumenta la sicurezza 6

 

Uomo con il coltello spinse il portone della Casa Bianca e con sua enorme sorpresa la trovò aperta. Nessuno lo aveva fermato. Seimila e settecento agenti, quasi due miliardi di budget all’anno, centinaia di minacce quotidiane ai presidenti, cordoni di sbarramenti di cemento nelle strade e nessuno si era ricordato di chiudere la porta di casa. Il Washington Post scrive che Barack e Michelle sono furiosi, e ti credo.

 

L’intrusione del sergente Omar Gonzalez, reduce pluridecorato dall’Iraq che nella sera del 19 settembre scorso scavalcò le inferriate della Casa Bianca, attraversò indisturbato il prato e aprì la porta aperta della residenza ufficiale della Prima Famiglia, ha sferrato un altro colpo durissimo al mito del Servizio Segreto, ai quei “corazzieri americani” che devono essere pronti a fermare con il proprio corpo un proiettile destinato al capo, ma ora sono riusciti a coprirsi di ridicolo.

intruso alla casa bianca   aumenta la sicurezza 2intruso alla casa bianca aumenta la sicurezza 2

 

Perché la passeggiata nei giardini della Casa Bianca del reduce uscito di senno, che portava ottocento proiettili nell’auto parcheggiata non lontano e brandiva un coltello a serramanico, ha riaperto non soltanto il libro delle gaffe del Servizio segreto. Ma del rapporto politico, psicologico, storico e urbanistico che lega — od ormai separa — la casa di tutti, la grande villa bianca nel centro di Washington, dalla nazione.

 

intruso alla casa bianca   aumenta la sicurezza 1intruso alla casa bianca aumenta la sicurezza 1

La sera del soldato impazzito gli Obama avevano lasciato casa da appena 10 minuti, per volare verso un weekend d’autunno fra il fogliame rossiccio dei monti del Maryland, a Camp David. Ma le ragazze, Sasha e Malia erano nelle loro stanze al secondo piano in un’altra sera del 2011, quando Oscar Ortega Hernandez prese tranquillamente la mira con un fucile d’assalto dall’auto parcheggiata in una strada “no parking” e sparò almeno sette colpi ad alta velocità contro le finestre. I vetri corazzati fermarono i proiettili, ma l’attacco fu scoperto soltanto il mattino dopo da un’addetta alle pulizia che trovò sul balcone schegge di vetro. Il caso è stato scoperto in questi giorni dalle inchieste ufficiali, e da quelle giornalistiche, scatenate dalla visita del sergente con il coltello.

 

Il tradizionale Natale alla Casa Bianca Il tradizionale Natale alla Casa Bianca

Michelle, la prima Lady e soprattutto la madre di due figlie, ha convocato la direttrice del Secret Service , Julia Pearson raccomandata da lei al marito e in carica da poco più di un anno, per un liscio-e-busso come soltanto una moglie e una madre possono fare, chiedendole come sia possibile che neppure nel proprio letto, dentro l’edificio più sorvegliato del mondo, una famiglia possa dormire tranquilla.

 

Ma ha sollevato più attacchi che consensi la risposta data dall’agenzia incaricata di proteggere la vita delle alte personalità di governo, sia americane che straniere in visita.La soluzione proposta è quella di allargare ancora il perimetro difensivo della Casa Bianca, chiudendo altri isolati e strade attorno, e piazzando checkpoint e metal detector in tutti i punti di accesso. «Il simbolo della democrazia americana, che gli inglesi incendiarono nel 1812 per vendicarsi dell’Indipendenza, diventa il Cremlino» grida il Washington Post .

MIRIAM CAREY DOPO LO SCHIANTO CONTRO LE BARRIERE DELLA CASA BIANCA MIRIAM CAREY DOPO LO SCHIANTO CONTRO LE BARRIERE DELLA CASA BIANCA

 

«Per proteggere la Prima Famiglia da un demente con il coltello creiamo una Green Zone come a Baghdad?» si domanda Il New York Times . «Dopo gli orrori di Ferguson, che hanno mostrato la militarizzazione delle nostre forze dell’ordine, facciamo del monumento alla democrazia americana celebre in tutto il mondo un bunker» si è indignato Philip Kennicott, premio Pulitzer per l’Archiettura e l’Urbanistica.

 

Il punto d’equilibrio fra la necessità della sicurezza — soprattutto per un presidente come Obama che ha subìto, cifra ufficiale, tre volte più minacce e tentativi di aggressione sventati dei propri predecessori — e il valore simbolico di un edificio ancora oggi aperto al pubblico che paga l’affitto della casa e i salari di chi ci vive è straordinariamente difficile, tanto quando infinita è l’immaginazione di chi odia l’inquilino e lo vorrebbe uccidere.

MIRIAM CAREY DOPO LO SCHIANTO CONTRO LE BARRIERE DELLA CASA BIANCA MIRIAM CAREY DOPO LO SCHIANTO CONTRO LE BARRIERE DELLA CASA BIANCA

 

Quattro predecessori di Obama hanno lasciato la “ Executive Residence ”, il nome ufficiale della Casa Bianca, composti dentro una bara. Altri, come Ford e Reagan sono stati sfiorati, o feriti, dai colpi degli attentatori.

 

Anche se nessun presidente è mai stato ucciso dentro la Casa Bianca, per 33 volte dalla Seconda guerra mondiale, quando Franklin Delano Roosevelt decise di limitare l’accesso alla residenza e al giardino dove addirittura in passato si portavano a pascolare pecore e bambini a giocare, attentati sono avvenuti. Spari da lontano, con fucili, sono un classico, contro il quale le 147 finestre sono state blindate.

 

CASA BIANCACASA BIANCA

Un kamikaze americanissimo ed esasperato dalla coppia Clinton, tentò di pilotare il proprio monomotore contro gli appartamenti privati del secondo piano, precipitando contro un muro esterno del pianoterra. E nel 2009, terroristi tentarono senza successo un altro classico dell’omicidio politico, portando un furgone a schiantarsi contro una cancellata protetta dai jersey di cemento.

 

CASA BIANCACASA BIANCA

Nessuna protezione assoluta è possibile e nessuna garanzia di successo, di fronte ad attentatori disposti a sacrificare la propria vita per uccidere il bersaglio e già Hitler, nella sua giustificata paranoia, ripeteva che nella storia il 90% degli attacchi suicidi riescono nel loro scopo. Ci sono limiti a quello che il Servizio Segreto, nato per contrastare i falsari di banconote, può fare per calmare le ansie della First Lady e il rischio, diceva già Kennedy, «è parte del lavoro, come gli infortuni per un giocatore di football». Ma ci sono piccole cose che un servizio di sicurezza può fare, senza alienare completamente una nazione dal proprio simbolo. Per esempio quello che ogni madre di famiglia e ogni padre coscienzioso fa tutte le sere. Chiudere la porta di casa.

Ben Rhodes (destra di fianco a Obama) alla casa biancaBen Rhodes (destra di fianco a Obama) alla casa biancacasa biancacasa bianca

 

Ultimi Dagoreport

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?