carlo nordio nicola gratteri

TRA NORDIO E GRATTERI ORMAI È SFIDA A CHI LA SPARA PIÙ GROSSA. IL GUARDASIGILLI NON SI PENTE DI AVERE SCIAGURATAMENTE PARLATO DI “SISTEMA PARA-MAFIOSO” DEL CSM (GUIDATO DAL PRESIDENTE SERGIO MATTARELLA), ANZI: “QUELLE PAROLE LE AVEVA DETTE NINO DI MATTEO, NEL 2019. HO ALTRE FRASI, ANCHE PEGGIORI. OGNI GIORNO NE TIRERÒ FUORI UNA. POSSIAMO ANDARE AVANTI FINO AL REFERENDUM” – DALL’ALTRA PARTE DELLA BARRICATA, IL PROCURATORE DI NAPOLI DEFINISCE “INACCETTABILI” LE DICHIARAZIONI DI NORDIO E NON FA MARCIA INDIETRO DOPO AVER DETTO CHE “PER IL ‘SÌ’ VOTERANNO INDAGATI, IMPUTATI E MASSONI”: “DI COSA DOVREI SCUSARMI? HO DETTO CHE VOTERANNO A FAVORE CERTAMENTE LE PERSONE A CUI IL SISTEMA, VOLUTO DALLA RIFORMA, CONVIENE”

NORDIO: «HO SOLO CITATO UNA FRASE DEL PM DI MATTEO NE HO ALTRE ANCHE PEGGIORI, OGNI GIORNO NE DIRÒ UNA»

Estratto dell’articolo di Virginia Piccolillo per il “Corriere della Sera”

 

CARLO NORDIO AL CSM

«Inadeguato». «Indecente». «Eversivo». È stato un pomeriggio di fuoco per il ministro della Giustizia, Carlo Nordio. Quelle parole sul Csm e il «sistema para-mafioso» rilasciate al Mattino di Padova hanno scatenato critiche aspre. Ma al telefono, con il Corriere , lui rilancia: «Ne ho altre. Anche peggiori. Ogni giorno ne tirerò fuori una. Possiamo andare avanti fino al referendum».

 

Ma come? In un clima surriscaldato in cui tutti chiedono di abbassare i toni lei getta benzina sul fuoco?

 

Il Guardasigilli sorride: «Ah ma non è mica mio quel giudizio. Fossi matto. Io in questi casi ormai cito gli altri. Perché io non sono nessuno. Queste parole le aveva dette Nino Di Matteo, nel 2019, a un quotidiano», dice citando l’intervista dell’ex pm antimafia di Palermo che presentò la sua candidatura tuonando contro le «degenerazioni del correntismo» del Csm.

 

«L’appartenenza a una cordata è l’unico mezzo per fare carriera e avere tutela quando si è isolati, e questo è un criterio molto vicino alla mentalità e al metodo mafioso», aveva detto in quell’intervista (anche se poi aveva proseguito professandosi contrario al sorteggio e a una «riforma punitiva»).

 

SERGIO MATTARELLA E CARLO NORDIO AL CSM

Sembra quasi divertito Nordio da quella che più tardi — in una nota — definisce «indignazione scomposta». Il ministro si dice «sconcertato» per le reazioni «di una sinistra che in questa campagna referendaria sta facendo scorrettezze uniche». Ce l’ha con quei cartelli che invitano a votare no per non avere giudici controllati dal governo. [...]

 

L’antidoto a «queste fake news dei sostenitori del no» il Guardasigilli lo ha immaginato così. «Ritorcendogli contro» le dichiarazioni fatte in passato dagli stessi magistrati che ora avversano la riforma. «Siccome ho una memoria di ferro me le sono ricordate tutte. Le sto andando a riprendere e ne ho fatto una raccolta. E loro non si rendono conto che io sto semplicemente citando le loro parole».

 

sergio mattarella - intitolazione della sede del Csm a Vittorio Bachelet

Da quella raccolta ha già tirato fuori quelle più contestate. Come il «mercato delle vacche» con cui descrive lo «scambio di favori» tra correnti. Lo ha fatto anche a Castel Brando, in quella «chiacchierata di fronte ad alcuni Rotary e Lions Club che poi è stata sintetizzata e pubblicata». [...]

 

I magistrati nella loro maggioranza, aveva aggiunto «non sono ideologizzati: sono le correnti ad essere strumenti di potere e carriera. Gli iscritti all’Anm sono il 97%: una percentuale bulgara. Perché? Perché se non ti iscrivi non fai carriera, se vuoi avanzare devi aderire.

 

E quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, può trovare chi gli ha chiesto il voto e viceversa. Se non ha un “padrino” è finito, morto. Il sorteggio rompe questo meccanismo».

 

nicola gratteri e carlo nordio

Nel colloquio il Guardasigilli aveva ripetuto anche che «in nessun caso cadrà il governo», grazie anche a una «maggioranza schiacciante». E che «l’unico risultato sarebbe quello di fermare la riforma. E sarebbe una vittoria di quei pochi magistrati che sguazzano nel verminaio ai danni dei cittadini, di destra e di sinistra».

 

Un clamore, quello suscitato dalle sue dichiarazioni, che ha eguagliato quello generato dalle parole di Nicola Gratteri su mafiosi che voteranno sì. Se glielo si fa notare, il ministro si mostra conciliante: «Gratteri ha spiegato le sue parole. Ma non ci può prendere in giro. Quello che ha detto è quello che lui pensa davvero».

 

GRATTERI: "DAL GUARDASIGILLI DICHIARAZIONI INACCETTABILI. SCUSARMI? IO VADO AVANTI"

Estratto dell’articolo di Conchita Sannino per “la Repubblica”

 

NICOLA GRATTERI CARLO NORDIO

«Vogliono continuare a strumentalizzare ancora per settimane le mie parole? Facciano pure. Penso che in tanti abbiano capito». È una domenica in cui Nicola Gratteri vorrebbe staccare da tutto.

 

Ma il fuoco acceso sulle parole del procuratore di Napoli, nonché magistrato simbolo della lotta alle mafie, non accenna a diminuire mentre esplode, sul fronte contrario, il caso Nordio. «Se in Csm un magistrato non ha un "padrino" è finito, morto. Il sorteggio rompe questo meccanismo ‘para-mafioso'», le parole choc del Guardasigilli. Un affondo a cui Gratteri, sotto scorta da 37 anni per le minacce della ‘ndrangheta, fa fatica a replicare.

 

CSM

Procuratore Nicola Gratteri, il ministro che parla di sistema "para-mafioso" riferendosi al Csm, la colpisce?

«Per me, queste parole non si commentano per nulla. O si commentano da sole. In ogni modo, inaccettabili».

 

Andiamo alla sua intervista. Se tornasse indietro, comunicherebbe quei concetti allo stesso modo?

«Io ho chiarito subito. E ho specificato il contesto: si trattava di un frammento estrapolato, di pochi secondi, da un ampio dialogo. Un ragionamento inserito nell'ambito delle attività di contrasto alle zone grigie e al crimine organizzato. Chi ha seguito tutto non credo sia stato colto da dubbi».

 

REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA

Eppure il ministro Salvini, e tanti a destra, continuano a chiedere che lei "si scusi con milioni di italiani".

«Ma scusare di cosa? Esprimendo la mia opinione in un paese democratico dove c'è la libertà di pensiero, ho detto che voteranno sì certamente le persone a cui il sistema, voluto dalla riforma, conviene. Un sistema che conviene a chi non vuole essere controllato dalla magistratura.

 

Mentre non conviene a chi non teme la magistratura, e anzi vuole – chiede – il controllo di legalità sulle azioni di tanti che possono avere rilievi di carattere penale. Quindi, ripeto definitivamente: non ho detto, come strumentalmente vogliono fare credere, che quelli che votano sì sono tutti appartenenti a centri di potere oppure persone non perbene».

 

[...]

 

nicola gratteri carlo nordio

Lei era un po' un'icona per molti della maggioranza. Come ci si sente a passare, perfino nelle parole di alcuni laici di destra nel Csm, da "magistrato capace e virtuoso" a toga da mettere sotto processo?

«Problema non mio. Va chiesto a loro, non a me».

 

[...]

 

Cosa cambia, ora? Continuerà a fare campagna per il no?

«Sì, fino all'ultimo giorno: con le mie forze, dicendo no a tanti inviti, andando anche da solo. Con la mia faccia e le mie idee, rispondendo a ogni domanda, parlando del merito della riforma. Di quello che cambia, di ciò che è messo in pericolo».

A destra obiettano: non sarà l'Armageddon, o la fine del mondo, è solo la separazione delle carriere.

 

Per lei, invece, inciderà nella vita dei cittadini e del Paese?

comitato si' referendum gruppi parlamentari fdi

«Assolutamente sì. Per i cittadini, per questo Paese, cambierà il rapporto di equilibrio tra i poteri. Stiamo parlando dello stato di diritto per il quale in tanti hanno combattuto. E questo, a dirla tutta, è il peggiore dei danni che si possa immaginare».

 

[...]

 

Ha pensato di tutelarsi dagli attacchi?

«Sì. Nello stesso modo in cui mi tutelo dal 1989. Lavorando. Tra l'altro, ogni volta che accadono cose del genere, noto che le manifestazioni di solidarietà aumentano. E questo dovrebbe far comprendere tante cose: come fa capire, a me, che la strada è giusta.

manifesti del comitato del no al referendum sulla riforma della giustizia

E che devo andare avanti».

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