ELLY ALLE PRESE CON LA ROGNA VINCENZO DE LUCA – A SALERNO L’EX GOVERNATORE DELLA CAMPANIA VUOLE CORRERE DA SINDACO MA IL PD A GUIDA SCHLEIN NON LO APPOGGERA’ (CON IL PARADOSSO DEL FIGLIO PIERO, SEGRETARIO REGIONALE DEM, CHE DOVRÀ TOGLIERGLI IL SIMBOLO E ORGANIZZARE UNA CANDIDATURA ALTERNATIVA) - MA IN CAMPANIA I PROBLEMI NON FINISCONO QUI. A CASTELLAMMARE, DUE GIORNI FA SI È INSEDIATA LA COMMISSIONE D’ACCESSO PER VERIFICARE L’ESISTENZA DI INFILTRAZIONI CAMORRISTICHE. “VENGONO MENO LE CONDIZIONI POLITICHE PER SOSTENERE IL SINDACO VICINANZA”, HA DETTO DE LUCA JR. LA FAIDA È TUTTA INTERNA AL PD, CON SANDRO RUOTOLO, FEDELISSIMO DI ELLY, PRINCIPALE AVVERSARIO DELL’EX DIRETTORE DELL’ESPRESSO…
Wanda Marra per Il Fatto Quotidiano – Estratti
I fratelli Manfredi, Gaetano e Massimiliano, sindaco di Napoli e ipotetico aspirante premier in caso di pareggio, il primo, presidente del Consiglio regionale della Campania, il secondo, si fanno i selfie insieme, paladini del campo largo sul modello Fico. Elly Schlein arriva scortata da tre diversamente campani: il deputato Stefano Graziano, il segretario regionale, Piero De Luca, e soprattutto l’europarlamentare Lello Topo, vera cassaforte dei voti napoletani. Istantanee dalla convention di Stefano Bonaccini alla Stazione Marittima di Napoli. (...)
VINCENZO DE LUCA CON ELLY SCHLEIN
(...) In prima fila sono seduti vicini Bonaccini e il presidente della Puglia, Antonio Decaro. Ad aprire la convention, officiata da Alessandro Alfieri, è Manfredi.
Il presidente dell’Anci è quello più attenzionato come premier alternativo a Conte e Schlein.
Non è un caso se alla fine Silvia Salis ha deciso di collegarsi da Roma, dove ha partecipato alla convention di Vincenzo Spadafora. Anche lì, si tesse una tela, magari per un candidato premier, alla presenza di Ernesto Ruffini, e dell’assessore di Roma, Alessandro Onorato.
A Napoli l’ex presidente dell’Emilia-Romagna lancia una sfida a Giorgia Meloni: “Se cambia la legge elettorale, ripristiniamo le preferenze”. Ufficialmente, la linea dem è fare muro contro l’eventuale cambiamento. Parlare di preferenze, allora, è un modo per giustificare il fatto di non sedersi al tavolo. Ma anche un modo di ricordare a Schlein chi ce l’ha.
A proposito di voti, nella mattinata di ieri è tutto un capannello tra Mario Casillo (storico Mr preferenze, ora vicepresidente della Regione) e Topo. Il più pressato è De Luca jr. Perché entro il fine settimana si deve sciogliere la questione della candidatura del padre, Vincenzo, a Salerno.
A nulla è valso il pressing del Nazareno sul sindaco, Vincenzo Napoli, per ritirare le dimissioni e impedire così la candidatura dello Sceriffo. “Fiducia nel lavoro del partito regionale, per noi la priorità è sempre tenere insieme la coalizione progressista”, dice la segretaria. La coalizione al momento pare incompatibile con la candidatura dell’ex presidente della Campania.
piero de luca elly schlein roberto fico gaetano manfredi
“Il partito non lo appoggerà, ma De Luca si candiderà lo stesso. Non voglio dire che il Nazareno lascerà fare, ma insomma più di tanto non si può mettere di traverso”, sono i ragionamenti che Topo, un tempo a lui vicinissimo, va facendo un po’ con tutti. E dunque alla fine, De Luca sr. correrà. Con il paradosso del figlio che dovrà togliergli il simbolo, organizzare una candidatura alternativa e sulla carta espellerlo pure dal partito. Opzione impensabile quest’ultima. A Salerno il Pd – che appunto è De Luca – è pure stato sfrattato dalla sede storica di via Manzo da Mario De Biase, ex deluchiano, ora acerrimo nemico.
Ma in Campania i problemi non finiscono qui. Ieri alla stazione Marittima c’era pure Gigi Vicinanza, sindaco di Castellammare, dove due giorni fa si è insediata la Commissione d’accesso per verificare l’esistenza di infiltrazioni camorristiche.
elly schlein e vincenzo de luca - vignetta by osho
“Vengono meno le condizioni politiche per sostenerlo”, ha detto De Luca jr, Schlein non s’è neanche avvicinata per salutarlo. La faida è tutta interna al Pd, con Sandro Ruotolo suo principale avversario. Ma lui resiste e al Fatto dice: “Mi devono convincere che con le mie dimissioni la camorra si indebolisce”. Sul palco, si fa notare l’ex capo della Polizia, Franco Gabrielli, che dà la linea sulla sicurezza. Anche lui studia da punta di diamante per i dem. “Il Pd non è mai stato unito come ora” nel rispetto del “pluralismo”, ribadisce Schlein.
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LUIGI VICINANZA
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ELLY SCHLEIN E VINCENZO DE LUCA
VINCENZO DE LUCA VS ELLY SCHLEIN - ILLUSTRAZIONE IL FATTO QUOTIDIANO
LUIGI VICINANZA
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