elly schlein giorgia meloni gianni oliva

ELLY, MA CHE STAI A DI’? – LO STORICO GIANNI OLIVA SPIEGA A SCHLEIN COME SI FA POLITICA: “LA DESTRA NON HA RISOLTO I PROBLEMI DI QUESTO PAESE, MA HA SAPUTO ‘RACCONTARLI’ RIVOLGENDOSI ALL'EMOZIONE DEI CITTADINI. LA SINISTRA HA UNA NARRAZIONE AFONA. C'È UN PROBLEMA DI LINGUAGGIO: QUANDO ELLY SCHLEIN SOSTIENE LA NECESSITÀ DI ‘UNA SANITÀ GENERALISTA’ A CHI PARLA? PER FARSI CAPIRE SI DICE ‘UNA SANITÀ PER TUTTI’. L'ALTERNATIVA SI COSTRUISCE CON IL LINGUAGGIO DELLA GENTE COMUNE. MAGARI ASCOLTANDO I CONSIGLI DEL ‘VECCHIO’ ROMANO PRODI CHE INVITA A INDIVIDUARE DIECI TEMI CENTRALI...”

ELLY SCHLEIN CANTA I KISSED A GIRL AL ROMA PRIDE 2024

Estratto dell’articolo di Gianni Oliva per “La Stampa”

 

ELLY SCHLEIN FOTO LAPRESSE

«La Dc non si definisce, si constata», scrive il direttore Malaguti (La Stampa, 2 novembre), attribuendo al Partito democratico di oggi la stessa lapidaria definizione della Democrazia Cristiana data a suo tempo dal corrispondente in Italia di Le Monde.

 

È vero: il Pd non si definisce, si constata. Con la differenza (sostanziale) che nella Dc della Prima Repubblica si constatava un partito di governo con il 35-40% dei voti, nel Pd di oggi un asfittico 20/22% che balbetta all'opposizione.

 

La Destra non ha affatto risolto i problemi di questo Paese, ma ha saputo "raccontarli" rivolgendosi all'emozione dei cittadini e, attraverso la narrazione, ha saputo dare l'impressione di saperli affrontare.

 

Gianni Oliva

La sicurezza è l'esempio più evidente: non sono affatto diminuiti né i furti, né gli scippi, né le risse, e le periferie urbane hanno aree di emergenza esattamente come prima. Però la Destra si è intestata la difesa dell'ordine, ha fatto gli hub in Albania, ha inveito contro gli sbarchi di clandestini, e se i problemi restano è colpa dei magistrati che hanno intralciato la politica, oppure del sindaco Sala che non controlla la malavita milanese.

 

La realtà non è necessariamente ciò che accade, ma ciò che si percepisce: la forza della buona politica è la capacità di far coincidere la percezione con la realtà. La Destra non fa buona politica, perché racconta una realtà addomesticata; ma la Sinistra fa altrettanto, con la differenza che la sua narrazione è afona.

 

romano prodi elly schlein

C'è un problema di linguaggio: quando Elly Schlein sostiene la necessità di «una sanità generalista» a chi parla? Per farsi capire si dice «una sanità per tutti», non «generalista».

 

C'è un problema di riferimenti ideologici: l'antifascismo, evocato ad ogni piè sospinto, può scaldare la generazione cresciuta dopo la guerra, ma per tutti gli altri è un'astrazione. "Antifascismo" deve materializzarsi in proposte concrete sulla via della giustizia sociale, della solidarietà, delle pari opportunità, non evaporare in un richiamo storico.

 

[…]

 

giorgia meloni al tg1 7

C'è un problema di chiarezza: la separazione delle carriere è una minaccia all'indipendenza della magistratura. Forse è vero, ma perché? Perché lo propone la Destra? Perché non era una minaccia trent'anni fa, quando la proponeva Giuliano Pisapia, allora deputato di Rifondazione comunista? Perché non lo era nel 2019, quando a sostenerla erano tanti di coloro che ora agitano in Aula i cartelli contrari?

 

Il problema vero è che il Pd è nato nel 2007 come una fusione a freddo tra gruppi dirigenti, con tante aspettative (giustamente) e scarsa progettualità (colpevolmente). Ricordo un intervento in un grande assemblea preparatoria fatta nei locali della Fiera di Rho, quando un delegato, rivolgendosi a Valter Veltroni, disse «qui ci sono anime diverse, ma sarai tu, con la tua capacità, a trovare la sintesi»: la sintesi non c'è stata, non c'è.

 

elly schlein

E in assenza di un progetto sono scattati i veti interni, quelli cui ogni "cordata" ("corrente" sarebbe una legittimazione impropria) ricorre per mantenere un'ombra di identità: come è possibile che il Pd, negli anni in cui è stato al governo, non abbia fatto una legge sul "fine vita"? O sul salario minimo?

 

Il Pd è rimasto una scelta tattica, come tattico è ora il "campo largo": ma le battaglie politiche si vincono con le strategie di lungo periodo, non con le tattiche. [...]

 

L'alternativa si costruisce nel concreto. Con le idee. Con le "testi pensanti", che certo non mancano. Con il linguaggio della gente comune.

 

ROMANO PRODI E ELLY SCHLEIN

Magari anche ascoltando i consigli del "vecchio" Romano Prodi che invita a individuare dieci temi centrali e portarli nelle piazze d'Italia. Come altri, continuerò a votare tappandomi il naso: ma mi piacerebbe poter dire, prima delle prossime elezioni, «il Pd non si constata, si definisce».

GIORGIA MELONI

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...