erdogan

MENTRE L’EUROPA IMBELLE PENSA DI RISOLVERE LA GRANA DEI PROFUGHI PAGANDO IL “PIZZO” ALLA TURCHIA, ERDOGAN CONSOLIDA IL SUO REGIME: NUOVO MANDATO D’ARRESTO PER GULEN E SUO FRATELLO - E’ LA SOLITA DOPPIA MORALE DELL’UE: FA AFFARI CON I TIRANNI PER ANNI, POI SI SVEGLIA E LI DEPONE

1 - TURCHIA: NUOVO MANDATO D'ARRESTO PER GULEN E FRATELLO

ERDOGANERDOGAN

(ANSA) - Un tribunale di Erzurum, nella Turchia orientale, ha emesso un nuovo mandato d'arresto nei confronti dell'imam e magnate Fethullah Gulen, ex alleato diventato nemico giurato del presidente Recep Tayyip Erdogan, e del fratello Salih, con l'accusa di "far parte di un'organizzazione terroristica".

 

2 - LA SFIDA DEL SULTANO AI LEADER D’EUROPA DIVISI

Andrea Bonanni per “la Repubblica”

 

merkel davutoglumerkel davutoglu

Con quell’aria ingannevole da ragioniere timido e un po’ spaesato, il primo ministro turco Davutoglu è venuto a Bruxelles per gettare un salvagente agli europei e salvarli da un catastrofico naufragio politico nelle acque dell’Egeo. Ma, come ogni salvataggio, anche questo ha un prezzo. Salato. E a fissarlo è il presidente Erdogan, reduce dalla conquista “manu militari” di uno dei pochi giornali turchi che ancora osavano criticarlo.

 

Non è stato un bello spettacolo quello offerto ieri dai leader Ue, divisi e indecisi a tutto, di fronte a questo Turco in Europa che, come il Turco in Italia di Rossini, spadroneggia a tutto campo sicuro della propria impunità. Il colpo di scena matura nella sera di lunedì, durante sei ore di colloqui riservati tra Davutoglu, Angela Merkel e il premier olandese Mark Rutte, il cui Paese ha la presidenza di turno della Ue.

merkel davutoglu merkel davutoglu

 

Buttando a mare le intese di massima raggiunte poche ore prima durante la visita del presidente del Consiglio europeo Tusk ad Ankara, Davutoglu alza la posta e mette sul tavolo una proposta molto più radicale. La Turchia si impegna in futuro a riprendere tutti i migranti irregolari che sbarcano sulle coste greche, sia i siriani e gli iracheni che hanno diritto di asilo, sia quelli che non possono aspirare a questa condizione.

 

DAVUTOGLUDAVUTOGLU

In cambio l’Europa accetta di accogliere un rifugiato siriano selezionato nei campi profughi per ogni siriano entrato irregolarmente nella Ue e rispedito in Turchia. In più, Ankara chiede che il finanziamento europeo sia raddoppiato: da tre a sei miliardi fino al 2018. Esige l’apertura e l’accelerazione di tutti i capitoli del negoziato di adesione che sono stati congelati. E vuole anticipare a giugno l’abolizione dei visti di ingresso per i cittadini turchi nella Ue.

 

PROFUGHI - FAMIGLIA SIRIANA APPRODATI DALLA TURCHIA A ISOLA DI LESBO IN GRECIAPROFUGHI - FAMIGLIA SIRIANA APPRODATI DALLA TURCHIA A ISOLA DI LESBO IN GRECIA

Al di là delle contropartite negoziali, la proposta turca avrebbe il merito di spostare drasticamente la logica con cui si è affrontata finora l’emergenza profughi, stroncando alla radice il traffico di esseri umani. La nuova regola diventerebbe che non si può entrare clandestinamente nella Ue, ma ci si può arrivare solo attraverso una regolare procedura di domanda d’asilo. Chi sbarca illegalmente viene rispedito nell’anticamera turca. E al suo posto entrerà un profugo che ha seguito la procedura prevista e concordata.

 

Ma questo sistema avrebbe anche il vantaggio di essere applicabile solo grazie ad uno schema di distribuzione dei rifugiati concordato a livello europeo, gettando a mare gli accordi di Dublino e ridefinendo regole nuove per la concessione del diritto di asilo. E proprio questo è stato il punto che ieri ha provocato l’impennata e il veto del premier ungherese Orbán, portavoce del fronte dell’Est che non vuol sentir parlare di quote di accoglienza obbligatorie.

Profughi siriani in Turchia Profughi siriani in Turchia

 

All’Italia, che da tempo insiste per una ridefinizione delle regole di Dublino, un simile accordo andrebbe bene. Anche se c’è il rischio molto reale che il traffico di migranti irregolari, bloccato sulla rotta Turchia- Balcani, si sposti di nuovo verso il nostro Paese cercando altre strade.

 

E poi c’è il prezzo del salvagente offerto da Davutoglu. Un prezzo alto, sia in termini finanziari sia politici. Il raddoppio dei tre miliardi che l’Ue ha già stanziato, ma non ancora versato ad Ankara, comporterebbe un nuovo salasso sui bilanci nazionali, visto che quello europeo è ormai spremuto come un limone.

la jolie nel campo profughila jolie nel campo profughi

 

Inoltre la richiesta di aprire tutti i capitoli negoziali e accelerare il processo di adesione della Turchia alla Ue, fatta all’indomani del bavaglio imposto con la forza e l’arbitrio al giornale di opposizione Zaman, suona come una sfida aperta ai principi democratici che l’Europa ha sempre posto come condizione irrinunciabile per aprire le proprie porte.

 

profughi sirianiprofughi siriani

Non a caso un po’ tutti, da Renzi a Hollande, dal presidente del Parlamento europeo Schulz all’Alto rappresentante per la politica estera e la sicurezza comune dell’Unione europea, Federica Mogherini, ieri hanno fatto riferimento a questi principi.

 

Evidentemente Erdogan non si accontenta di mettere sotto attacco le libertà fondamentali in casa propria, ma punta a indebolire la sorveglianza democratica anche nell’Europa in cui vuole entrare quasi con la forza.

 

PROFUGHI SIRIANI MONACOPROFUGHI SIRIANI MONACO

Infine, ad aumentare le cautele europee, c’è il convitato di pietra di tutti i vertici con la Turchia: la guerra in Siria. Anche se la questione non viene mai evocata apertamente, legarsi ad Ankara con un patto strategico sulla questione rifugiati vuol dire legarsi ad uno dei protagonisti della tragedia siriana, che ha una propria strategia ed una propria agenda non necessariamente coincidente con quella europea. Anche questa è una considerazione che i capi di governo dovranno prendere in conto. Ma di fronte all’esercito dei profughi che preme alle frontiere, i loro margini di negoziato sono pressoché inesistenti.

 

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