conte schlein ricci decaro

VUOI VEDERE CHE QUESTI ALLOCCHI DEL "CAMPO LARGO" RIESCONO A BUTTARE LA VITTORIA QUASI ANNUNCIATA NELLE MARCHE? - GIUSEPPE CONTE CONGELA L’APPOGGIO DEL M5S A MATTEO RICCI, EX SINDACO DI PESARO E CANDIDATO ALLA PRESIDENZA DELLE MARCHE, FINITO INDAGATO PER CONCORSO IN CORRUZIONE: “VALUTEREMO” - IL CUL DE SAC DI CONTE E' LA “QUESTIONE MORALE”, CARA AGLI ELETTORI FORCAIOLI DEL M5S (E IL CASO APPENDINO?), CHE PUO' FAR SALTARE LE ALLEANZE ALLE REGIONALI: ROMPERE SULLE MARCHE, SIGNIFICA FAR ZOMPARE L'ACCORDO IN CAMPANIA (DOVE PER IL VIA LIBERA AL GRILLINO FICO MANCA SOLO L’OK DI DE LUCA) - NELLE CARTE DELL'INCHIESTA SU RICCI, CONTE CERCA UN APPIGLIO LEGALE PER FAR DIGERIRE AI SUOI UN CANDIDATO "INDAGATO" MA SCHLEIN TEME CHE IL M5S POSSA SFILARSI - LA GRANA PUGLIA PER IL PD CON DECARO PRONTO A CHIAMARSI FUORI DALLA CORSA: NON VUOLE TRA LE PALLE MICHELE EMILIANO, CHE INTENDE CANDIDARSI A CONSIGLIERE REGIONALE…

matteo ricci annuncia di aver ricevuto l avviso di garanzia 3

Alessandro De Angelis per “la Stampa”  - Estratti

 

Bisogna riavvolgere di qualche ora la pellicola del film, per rispondere al quesito: «Che farà Conte su Ricci? ». Nel Palazzo è la madre di tutte le domande, in un campo e nell'altro, perché «se il sostegno regge, la partita è aperta» in questo ennesimo Ohio della politica italiana. Altrimenti è chiusa in partenza. Riavvolgendo si arriva alla telefonata proprio con Matteo Ricci, dopo la quale il leader Cinque stelle dirama un comunicato attendista. Quel «valuteremo» che, per ora, congela l'appoggio. 

 

 

Già nel congelamento però c'è una traccia, tutta leguleia. 

Perché un avvocato è per sempre, ed è questa la chiave. Andiamo con ordine. Conte sa che la partita è tutta politica. 

 

Da un lato c'è la "questione morale". C'è poco da fare: il suo popolo, che non può perdere, vuole la forca. Cosa che Conte, più o meno a ogni inchiesta, agita sugli altri – a maggiore o minore intensità – meno sui suoi, come nel caso di Chiara Appendino. 

ELLY SCHLEIN - GIUSEPPE CONTE - IL SORPASSO - MEME BY IL GIORNALONE - LA STAMPA

 

Dall'altro però c'è quel complesso incastro che porta all'alleanza per le prossime politiche. Passa eccome dalle regionali. E qui si rischia l'effetto domino. Se si complicano le Marche, si può complicare la Campania, dove l'accordo su Roberto Fico di fatto c'è, ma non è ancora stato ufficializzato perché è ancora aperta la trattativa con quel volpone di Vincenzo De Luca. A proposito, il governatore uscente ha chiesto: la segreteria regionale del Pd per suo figlio, un paio di assessori e una campagna elettorale indulgente sul suo operato, mica bruscolini. E dunque rompere su Ricci significa incasinare la Campania e patatrac. 

matteo ricci casco valentino rossi

 

(…) Diciamo così: Elly Schlein, pur avendo blindato Ricci, è comunque appesa a Conte e Conte è appeso alla procura. 

 

Diversamente dal passato, il leader Cinque stelle aspetta di vedere la sostenibilità del quadro che esce dalle carte e dal confronto di Ricci coi giudici. E veniamo qui all'avvocato. La novità è che stavolta non è scattato un riflesso pavloviano tra avviso di garanzia e richiesta di un passo indietro. Insomma, il classico processo sommario per prendere voti all'alleato in nome della "questione morale".

 

Come, a livello nazionale, accade sulla guerra. Però stiamo parlando comunque di una bandiera identitaria. E dunque c'è bisogno di un appiglio avvocatesco, dentro l'indagine, per giustificare il superamento di un ulteriore tabù: sostenere un candidato "indagato", peraltro del Pd. In fondo, sulle piroette il leader pentastellato ha costruito la sua fortuna politica. Ora prova ad applicare lo stesso metodo alle vicende giudiziarie. 

 

giuseppe conte e roberto fico

L'appiglio, per la piroetta, si chiama "condotta". A occhio non sono emersi vantaggi in termini di arricchimento personale dell'ex sindaco che, non è un dettaglio, governava dal 2020 proprio con i Cinque stelle. Resta però da vedere se Ricci «poteva non sapere» e se ci sono i margini per dire che non ha avallato la scelta delle due società create ad hoc, secondo l'accusa, per avere finanziamenti. 

 

Per farla breve, Conte la tentazione garantista ce l'ha, però non può essere una causa persa. Deve essere, almeno nel racconto, giocabile. Anche perché l'inchiesta è già diventata un terreno di campagna elettorale arato dalla destra.

 

GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE -

Questa volta cioè sembra davvero propenso a trovare un aggiustamento. Lo racconta anche come ha gestito la vicenda Sala, giunta di cui è all'opposizione. Rispetto ai precedenti si è attestato al minimo sindacale.

 

 

Ai tempi di Toti andò a Genova a comiziare sulla «nuova tangentopoli». Sugli scandali della giunta Emiliano andò a Bari sfidando il Pd sulla questione morale. E impose un rimpasto. Ora legge le carte e lì dentro cerca elementi per rendere convincente un giudizio assolutorio. 

 

 

I TIMORI DI SCHLEIN

Maria Teresa Meli per il "Corriere della Sera" - Estratti

 

S i chiamano e si richiamano. È da due giorni che Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno convulse conversazioni telefoniche sul «caso Ricci». Al Nazareno stanno con il fiato sospeso. Il leader del Movimento Cinque Stelle «sta facendo storie», sussurrano preoccupati al Partito democratico. «Quando si tratta di legalità io non guardo in faccia a nessuno», spiega lui alla segretaria del Pd. L’ex premier vuole capire, vuole aspettare per avere un «quadro più chiaro».

matteo ricci schlein

 

A Schlein, perciò, non resta che attendere. E riflettere con i suoi sui possibili sviluppi della situazione. I ragionamenti che vengono fatti si snodano tutti lungo lo stesso filo con un interrogativo di fondo: «Conte sta cercando di alzare la posta per la trattativa nelle altre Regioni?». Una domanda e una speranza. Perché se così fosse il Pd non avrebbe problemi: «Quella è una dinamica fisiologica nelle coalizioni». Se invece l’ex premier decidesse all’improvviso di scartare allora sarebbero guai.

 

Ricci sarebbe costretto a ritirarsi e senza di lui il Pd potrebbe dire addio al sogno di strappare le Marche a Fratelli d’Italia. Se non altro perché trovare un altro candidato a poco più di due mesi dalle elezioni rappresenta una missione impossibile.

 

matteo ricci annuncia di aver ricevuto l avviso di garanzia 1

Dunque su quella partita elettorale, che al Nazareno davano praticamente per vinta, si addensano nubi: l’esito, dopo questa botta, anche se Conte non fa retromarcia, non è più scontato.

 

Il distacco da Francesco Acquaroli nei sondaggi era di qualche punto e al Pd prevedono già che lo stillicidio degli interrogatori, le fughe di notizie e le indiscrezioni sui giornali non aiuteranno, anche se tutti sulla buona fede di Ricci metterebbero la mano sul fuoco.

 

«Io son tranquillissimo — ha ripetuto lui alla segretaria — perché sul serio non mi sono mai occupato di queste cose. Erano gestite dai dirigenti del Comune. Spiegherò tutto al procuratore e chiarirò questa vicenda».

 

Ma di grane al Nazareno ne hanno anche altre riguardo alle Regionali che verranno. In Puglia la fibrillazione è al massimo. Antonio Decaro sta dicendo in giro che lui si trova «tanto bene a Bruxelles», che presiede una commissione di prestigio e che è «appena stato eletto eurodeputato e andarsene via dopo così poco tempo è complicato».

 

DECARO EMILIANO

Ai piani alti del Partito democratico sperano che si tratti solo di una forma di pressing dell’ex sindaco di Bari per convincere il Pd a intervenire su Michele Emiliano. Elly Schlein finora non lo ha fatto. Non si è mossa per convincere il presidente uscente della Puglia a fare un passo indietro e a non candidarsi al consiglio regionale.

 

Ma una cosa è certa: Decaro con Emiliano non scenderà mai in pista. Già adesso ha i suoi dubbi, che riguardano non solo il ruolo all’Europarlamento ma anche il rischio — spiegano i suoi — «che da presidente della Regione debba rispondere degli errori della gestione precedente».

 

In Puglia il centrodestra presenterà il forzista Mauro D’Attis. Un «candidato a perdere» lo hanno definito al Pd.

(…)

giuseppe conte vota per i referendum GIUSEPPE CONTE - ELLY SCHLEIN - NICOLA FRATOIANNI - ANGELO BONELLI - MANIFESTAZIONE PD AVS M5S PER GAZA - FOTO LAPRESSE - FOTO LAPRESSE

matteo ricci annuncia di aver ricevuto l avviso di garanzia 2

Ultimi Dagoreport

peter thiel donald trump dario amodei christopher olah papa leone xiv

DAGOREPORT - L'ENNESIMO ROUND TRA DONALD TRUMP E PAPA LEONE SI SVOLGERÀ IL 25 MAGGIO IN VATICANO - IL NUOVO “PAPAGNO” SARÀ LA PUBBLICAZIONE DELLA PRIMA ENCICLICA DI ROBERT PREVOST. SI INTITOLA “MAGNIFICA HUMANITAS” ED È DEDICATA INTERAMENTE ALL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE - NON FARÀ ASSOLUTAMENTE PIACERE A TRUMP SAPERE CHE TRA I RELATORI DEL DOCUMENTO PAPALINO, BRILLA IL NOME DI UN ALTRO ACERRIMO NEMICO DELL’AMMINISTRAZIONE USA: CHRISTOPHER OLAH, CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, LA PRIMA AZIENDA BIG TECH CHE SI ONORA DELL’APPELLATIVO DI “ETICA” – ALTRO DISPIACERE PER TRUMP: IL 28 MAGGIO IL GENIO DI ANTHROPIC, DARIO AMODEI INCONTRERÀ A PALAZZO CHIGI L'ORMAI DETRUMPIZZATA GIORGIA MELONI E IL GIORNO DOPO, QUASI SICURAMENTE, SERGIO MATTARELLA. OGGETTO DEGLI INCONTRI: LO SVILUPPO DI UN DATA CENTER IN ITALIA E PROGETTI NELL’AMBITO DELLA DIFESA – MASSI', E’ ANDATA ALLA GRANDE AD AMODEI LA DECISIONE DEL PADRE DI EMIGRARE IN CALIFORNIA: FOSSE RIMASTO A MASSA MARITTIMA, IN TOSCANA, CHE SAREBBE STATO DI LUI? TRA “SCUOLA OBSOLETA” E “POLITICA MARCIA”, UN AMODEI DE’ NOANTRI AVREBBE APERTO AL MASSIMO UNA PIZZERIA… - VIDEO

cannes culi donne signorine prostitute donne escort

DAGOREPORT - CIAO CANNES, CIAO CORE! NON È CHE NON ESISTANO PIÙ I GRANDI FILM: SONO I FESTIVAL CHE NON HANNO PIÙ SENSO, “RELITTO PERFETTO” DI UN MONDO INGHIOTTITO DALLA TECNOLOGIA – QUEST’ANNO HOLLYWOOD È ASSENTE DALLA CROISETTE, SE NE FOTTE DI GIURIE E CRITICI, IMPEGNATA A COMPETERE CON SOCIAL, SERIE, GAMING, PIATTAFORME, NOTIFICHE, STREAMING PERMANENTE – CANNES OGGI RENDE MOLTISSIMO, MA GRAZIE A MODA, GIOIELLI, RED CARPET, CELEBRITY DRESSING, INFLUENCER, LUSSO E LUSSURIA PREZZOLATA; QUELLA CHE UNA VOLTA PRENDEVA IL NOME DI “MERCATO DELLA CARNE” - IL GLAMOUR UNA VOLTA ERA UNA APPENDICE DEL FESTIVAL. ORA SEMBRA LA SUA RAGIONE PRINCIPALE. MA I DIVI DOVE SONO? - IL RED CARPET PRODUCE PIÙ FLASH DEI FILM. LE MAISON COMPRANO PRESTIGIO CULTURALE. LE STAR PASSANO DA UN PRIVE' ALL’ALTRO. E ANCHE LA POLITICA RISCHIA DI DIVENTARE PARTE DELLO SPETTACOLO…

claudia conte

FLASH! – CLAUDIA CONTE ANCHE QUEST’ANNO SARÀ CO-DIRETTRICE ARTISTICA DEL FERRARA FILM FESTIVAL! NELLA CITTÀ EMILIANA, SE LA TENGONO STRETTA: DOPO L’INGRESSO NEL TEAM DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, L’EVENTO HA OTTENUTO 25MILA EURO DAL MINISTERO DELLA CULTURA DI ALESSANDRO GIULI – IL POLVERONE SCATENATO DALLA “CONFESSIONE” DI ESSERE L’AMANTE DI MATTEO PIANTEDOSI NON HA SCALFITO L’IMMAGINE PUBBLICA DI CLAUDIA CONTE: LA TRASMISSIONE A RADIO1 (CON RUBRICA DELLA POLIZIA) PROCEDE, I PREMI CONTINUANO A PIOVERLE ADDOSSO (L’ALTRO GIORNO HA RICEVUTO IL LEONE D’ORO DEL GRAN PREMIO INTERNAZIONALE DI VENEZIA), E LEI CONTINUA A POSTARE I SUOI PENSIERINI SU INSTAGRAM E SU “L’OPINIONE”

davide vecchi salvini

FLASH! L'ADDIO DELLA RAVETTO ALLA LEGA SCOPERCHIA IL GRAN CASINO NEL NUOVO STAFF COMUNICAZIONE DEL PARTITO! SALVINI HA VOLUTO AFFIDARE I GRUPPI PARLAMENTARI A DAVIDE VECCHI, (CHE DA GIORNALISTA DEL "FATTO QUOTIDIANO", LO PERCULAVA) E NEL GIRO DI POCHI MESI DUE DIPENDENTI SE NE SONO GIA' ANDATI "PER IL BRUTTO CLIMA". PARE CHE VECCHI PIACCIA SOLO A SALVINI E ALLA FAMIGLIA VERDINI - TRA LE RAGIONI DELL'ADDIO ALLA LEGA DELLA RAVETTO CI SAREBBE ANCHE LA DIFFICOLTÀ AD ACCEDERE ALLE TRASMISSIONI TV, L'UNICA COSA CHE VERAMENTE LE STAVA A CUORE...

 
 
fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…