MICRO MEGA, MACRO IDEA - L’APPELLO DI FLORES D’ARCAIS: “VOTIAMO RENZI PER DISTRUGGERE IL PD” - II PROGRAMMA È PESSIMO, IL SUO STILE INSOPPORTABILE, PERCHE’ ALLORA VOTARE IL “BERLUSCONI FORMATO PUPO”? “PERCHÉ LA SUA VITTORIA DISTRUGGEREBBE IL PD, LO MANDEREBBE IN PEZZI, LO DISPERDEREBBE COME UN SACCHETTO DI CORIANDOLI” - “SULLA TABULA RASA POTREBBE NASCERE UNA FORZA…”

Paolo Flores d'Arcais per Il Fatto Quotidiano

II programma di Matteo Renzi è pessimo, il suo stile insopportabile. Il 25 novembre alle primarie voterò Matteo Renzi, firmando anche il "giuramento" per il centrosinistra alle elezioni di primavera. Nelle quali invece, hic stantibus rebus, voterò Grillo. Non mi sentirò in contraddizione e meno che mai disonesto. Infatti. Il programma di Renzi è pessimo: i diritti dei lavoratori, per i quali si batte ormai solo la Fiom, non esistono.

Eppure se si vogliono le primarie, si dovrebbe volere pure il voto dei lavoratori per eleggere i delegati e approvare o respingere gli accordi sindacali. Ma Renzi è un fan di Marchionne stile curva-sud. Anzi era: ora che ha insultato Firenze fa l'offeso, finché calpesta gli operai va benissimo.

Renzi ciancia di tolleranza zero contro la corruzione, e anzi propone perfino il reato di traffico di influenze (lo fa anche la Severino) e il ripristino del falso in bilancio, ma lascia le pene nel vago, e resta il bonus di tre anni della famigerata legge bipartisan. Non una parola sull'abrogazione di tutte le leggi ad personam, sulla prescrizione dopo il rinvio a giudizio, su pene effettivamente deterrenti (cioè anni di galera effettivamente scontati) per l'autoriciclaggio, l'evasione fiscale e soprattutto l'intralcio alla giustizia, e sull'eccetera tante volte analiticamente esposto su questo giornale: la lotta alla corruzione resta grida manzoniana.

Eppure le cifre di un solo anno di corruzione, evasione e mafie corrispondono alle manovre "lacrime e sangue" di un'intera legislatura. Ci sarebbero soldi sia per ridurre il debito pubblico, sia per aumentare il welfare (anziché ucciderlo), sia per ridurre le tasse.
Quanto allo stile, la democrazia avrebbe bisogno di vedere al suo centro il primato dell'argomentazione razionale, una sorta di illuminismo di massa, che faccia da antidoto ai veleni della politica spettacolo con cui la democrazia è stata inquinata fino allo sfinimento e alla degenerazione.

Mentre lo stile di Renzi è media-set puro, un "format" di spettacolo replicato in ogni teatro con scenografie, spezzoni di filmati e un caravanserraglio di effetti speciali e battute ad effetto. Esattamente come lo spot con cui vendere un'auto o un profumo. Ma il voto non è una merce, la democrazia non è "consumo" ma cittadinanza attiva.
Perché allora votare questo Berlusconi formato pupo, che per soprammercato vuole turlupinarci parlando (di tanto in tanto) di "sinistra"? Perché la sua vittoria distruggerebbe il Pd, lo manderebbe letteralmente in pezzi, lo disperderebbe come un sacchetto di coriandoli.

E in questo modo i milioni di elettori animati da volontà di "giustizia e libertà" e dall'intenzione di realizzare la Costituzione (tranne l'articolo 7, da abrogare), elettori che credo siano una decisa maggioranza nel paese, non sarebbero più imbrigliati, congelati, manipolati, usati dalla nomenklatura partitocratica (il Pd, ma anche Idv, Sel e residui rifondazionisti). Una situazione del genere sarebbe rischiosa, ovviamente. Ne potrebbe scaturire un peggio. Ma a forza di "male minore" abbiamo un governo Napolitano-Monti che realizza una legge pro-concussori chiamandola "anticorruzione" e una legge-bavaglio che non era riuscita a Berlusconi.

Al ricatto del "rischio peggio" bisogna sottrarsi, perciò. Solo sulla tabula rasa del fu centro-sinistra potrebbe infatti nascere una forza "giustizia e libertà", un "partito d'azione" di massa anziché d'élite, propiziato dalla Fiom, dalle testate non allineate, dai movimenti di opinione della società civile in lotta (e da tanti quadri locali del Pd, anch'essi "liberati").

Quanto alla "immoralità" di sottoscrivere il documento del centrosinistra già programmando lo "spergiuro" di un voto per altra lista (M5S), credo sia venuto il momento di praticare in forma sistematica il cinismo costituzionale. L'articolo 49 stabilisce che i partiti sono un nostro strumento, quello tramite cui (strumento) i cittadini (soggetto) "concorrono con metodo democratico a determinare la politica nazionale".

I partiti hanno rovesciato di fatto questo dettame costituzionale, sono diventati i padroni della politica, e noi i loro strumenti. Vanno di nuovo strumentalizzati. Usandoli come taxi (lo teorizzava Enrico Mattei, ma da posizioni di potere, non di cittadinanza) e salendo secondo le nostre esigenze, visto che per la Costituzione i sovrani siamo noi.

 

matteo-renzi-padre-coverMATTEO RENZI E MOGLIE AGNESE PAOLO FLORES DARCAIS IL CAMPER DI RENZI INVESTE UN PUPAZZO CON LA MASCHERA DI MASSIMO DALEMA jpegVERNACOLIERE SU RENZI E BERSANIMATTEO RENZI A PORTA A PORTA - SULLO SFONDO BERSANIMATTEO E AGNESE RENZI CON ALBERTO E CHARLENE DI MONACO

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