attilio fontana

FONTANA, PARLACI DEI MILIONI CHE ERANO NASCOSTI ALLE BAHAMAS - NEL 2015 IL GOVERNATORE HA UTILIZZATO LO SCUDO FISCALE PER RIPORTARE IN ITALIA 5,3 MILIONI AFFIDATI A DUE TRUST ALLE BAHAMAS, INTESTATI ALLA MAMMA E 300MILA EURO DEPOSITATI IN UNA FILIALE DELLA BANCA UBS IN SVIZZERA - I TRUST ERANO STATI CREATI NEL 2005, QUANDO L'ATTUALE GOVERNATORE PRESIEDEVA IL CONSIGLIO REGIONALE. ANCHE SE ERANO INTESTATI ALLA MAMMA DENTISTA, FONTANA ERA SOGGETTO DELEGATO E BENEFICIARIO ECONOMICO…

1 - «NEI MIEI PATRIMONI NON C'È NULLA DI NASCOSTO»

Giampiero Rossi per il “Corriere della Sera”

 

andrea dini attilio fontana

«Scandalizzato» ma «determinato». Gli assessori e i collaboratori che lo hanno incontrato o sentito, riassumevano così - ieri - lo stato d'animo di Attilio Fontana. Il presidente della Lombardia aveva saputo nella notte tra venerdì e sabato di essere tra gli indagati per la vicenda della fornitura-donazione di camici dall'azienda di suo cognato. A «scandalizzarlo» è il fatto di aver ricevuto la notizia dai giornalisti. E come prima risposta nel merito, via Facebook, afferma: «Nelle dichiarazioni richieste dalle norme sulla trasparenza sono riportati nel dettaglio i miei patrimoni, non vi è nulla di nascosto e non vi è nulla su cui basare falsi scoop».

 

roberto maroni attilio fontana matteo salvini

Ieri, dopo aver trascorso la mattinata a Varese per alcuni incontri già previsti, il governatore è tornato a Milano per incontrare collaboratori e avvocati e ragionare sulle prossime mosse. L'intenzione è di affrontare pubblicamente la questione soltanto nell'aula del Pirellone, davanti al Consiglio regionale che da domani si riunirà per tre giorni consecutivi per affrontare la partita del bilancio. Un intervento che, fanno sapere dal suo staff, era già previsto e in preparazione da giorni.

 

ATTILIO FONTANA

Compreso un accenno alla vicenda dei camici della ditta Dama, che con ogni probabilità assumerà un peso specifico maggiore nel discorso del presidente. Al momento il giorno più plausibile è mercoledì. Nella sua ricostruzione Fontana ricorderà di aver saputo, sì, che l'azienda di suo cognato si era fatta avanti per offrire camici alla Regione, ma di non essersi mai interessato alla procedura.

 

«Quando è venuto a sapere della fornitura, per evitare equivoci gli ha detto di trasformarla in donazione e lo scrupolo di aver danneggiato suo cognato lo ha indotto in coscienza a fare un gesto risarcitorio - ha spiegato ieri l'avvocato Jacopo Pensa -. Non sono in grado di capire dove sia il reato, ma i pm sanno quello che devono fare ed evidentemente sono state fatte indagini che hanno implicato l'iscrizione a garanzia dell'indagato».

giuseppe conte attilio fontana 1

 

Assessori e collaboratori insistono anche nel ricordare che «eravamo in piena emergenza sanitaria», e che con procedura d'urgenza erano state acquisite le forniture di altre quattro aziende, a una delle quali per un controvalore superiore ai 6 milioni di euro, nonostante un prezzo superiore a quello della Dama.

 

«È più che mai determinato ad andare avanti a testa alta», dicono i suoi. E allontanano così i timori di chi nel centrodestra lombardo invita a fare quadrato attorno al presidente per scongiurare un eventuale passo indietro. E in serata è lo stesso Attilio Fontana a mandare un messaggio rassicurante. Ringrazia per le «centinaia» di messaggi di «solidarietà e stima» e annuncia: «Domani si riprende come sempre il lavoro».

 

Attilio Fontana

2 - LO SCUDO FISCALE DA 5 MILIONI DI EURO E IL BONIFICO PER RISARCIRE I PARENTI

Val.Err. per “il Messaggero”

 

Uno scudo fiscale da 5,3 milioni di euro. Un mega conto in Svizzera e un bonifico, da 250 mila euro, per risarcire il cognato (e la moglie) per la mancata vendita di camici alla Regione Lombardia per oltre mezzo milione di euro. Perché quel contratto, che per i pm ha molti profili sospetti, il giorno successivo sarebbe stato trasformato dalla Dana, la società scelta dall'amministrazione per l'acquisto del materiale sanitario, in una magnanima donazione in tempi di pandemia. In modo unilaterale e bloccando la fornitura.

 

IL PASTICCIO

Oltrepassa le Alpi il pasticcio del governatore Attilio Fontana che, non soltanto, ha usufruito dello scudo fiscale (circostanza finore inedita) dichiarando cifre a sei zeri sottratte al fisco (ma i trust alle Bahamas erano intestati alla mamma) ma, dopo essersi definito ignaro del contratto stipulato tra la Regione che amministra e la società del cognato, aveva pensato di dovere contribuire personalmente ai mancati guadagni dei suoi familiari.

 

ATTILIO FONTANA E MELANIA RIZZOLI

La polemica politica, ovviamente, infuria e non è servita a smorzarla il post diffuso dal presidente in tarda serata nel quale sottolinea di non avere nulla da nascondere: «Nelle dichiarazioni richieste dalle norme sulla trasparenza - spiega Fontana - sono riportati nel dettaglio i miei patrimoni, non vi è nulla di nascosto e non vi è nulla su cui basare falsi scoop mediatici».

attilio fontana

 

Patrimonio scudato a parte resta da riferire delle date relative alla vicenda dei camici dell'azienda del cognato di Fontana. Il 19 maggio scorso la lettera di Andrea Dini che decide di trasformare l'appalto in donazione sarà inviata alla centrale di acquisto dell'amministrazione lombarda. Il 20, Fontana, attraverso una fiduciaria, fa un bonifico di 250mila euro dal suo conto svizzero. Beneficiario è la Dama. La società del cognato che non incasserà più i soldi della Regione. Parte immediatamente la segnalazione all'Antiriciclaggio di Bankitalia, che in tempi rapidissimi trasmette alla finanza la pratica. Il 9 giugno i militari del nucleo valutario della Finanza sentono come persona informata sui fatti il responsabile dell'Antiriciclaggio. L'11 giugno Fontana blocca il bonifico.

attilio fontana 1

 

LO SCUDO

Lo scudo fiscale per 5,3 milioni di euro risale al settembre 2015. Fontana era sindaco di Varese e, alla morte della mamma novantaduenne, come erede, decide di mettere a posto le cose, approfittando della legge per il rientro di capitali illecitamente detenuti all'estero. I soldi sono affidati a due trust alle Bahamas, intestati alla mamma e 300mila euro depositati in una filiale della banca Ubs in Svizzera.

 

attilio fontana si mette la mascherina

I trust erano stati creati nel 2005, quando l'attuale governatore presiedeva il consiglio regionale. Erano intestati alla mamma dentista ma il governato della Lombardia era soggetto delegato e beneficiario economico. «Non vi è stato da parte mia alcun intervento», era stata la prima reazione del presidente lombardo Attilio Fontana l'8 giugno, giorno in cui la trasmissione Report (con servizi registrati) era andata in onda con un servizio sui camici comprati e poi donati dall'azienda di suo cognato Andrea Dini alla Regione Lombardia.

attilio fontana 4

 

All'epoca il governatore commentava: proprio il fatto che sia diventata una donazione «mi sembra che fughi qualunque tipo di problema», aveva aggiunto. Adesso, tramite il suo legale, Jacopo Pensa, ha ammesso che quel bonifico era stato «un gesto risarcitorio». «Quando è venuto a sapere della fornitura, per evitare equivoci gli ha detto di trasformarla in donazione e lo scrupolo di aver danneggiato suo cognato lo ha indotto in coscienza a fare un gesto risarcitorio», spiega il legale. Questo risarcimento, continua Pensa, «è rimasto lettera morta».

BEPPE SALA E ATTILIO FONTANA

 

LE REAZIONI

Pd e M5S chiedono compatti le dimissioni del governatore dal Pirellone. E al coro si unisce Leu. A fare quadrato attorno al presidente della Regione Lombardia (della Lega) è invece il centrodestra. Matteo Salvini in testa, che accusa i magistrati, e parla di Giustizia a orologeria.

 

 

Ultimi Dagoreport

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…