AIR FORMINCHIONI - “I FRATELLI FORMIGONI FACEVANO LE VACANZE A SPESE DI DACCÒ” - GRENCI, IL FIDUCIARIO SVIZZERO INDAGATO PER ASSOCIAZIONE A DELINQUERE E 56 MLN € DI FONDI NERI, CONSEGNA AI PM GLI ESTRATTI CONTO, CON MIGLIAIA DI SPESE PER VOLI E CASE AI CARAIBI “OFFERTE” AI VERTICI DELLA REGIONE - DACCÒ NON AVEVA NESSUNA COMPETENZA NELLA SANITÀ, MA “GRAZIE ALLE SUE AMICIZIE FACEVA OTTENERE RIMBORSI ALLE CLINICHE CHE FATICAVANO A RICEVERLI DALLA REGIONE”…

Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella per il "Corriere della Sera"

«Un presidente di Regione conosce tanta gente, nulla di male ad aver passato alcuni giorni di vacanza con Pierangelo Daccò». Il governatore lombardo Roberto Formigoni ha sempre risposto così sui suoi rapporti con il «"faccendiere" della sanità» (definizione degli inquirenti). Sì, ma chi pagava?

L'interrogatorio di Giancarlo Grenci, il fiduciario svizzero di Daccò indagato per associazione a delinquere, e alcune contabili da lui consegnate ai magistrati, mostrano «pagamenti di viaggi» a Formigoni, al suo collaboratore Alberto Perego, al fratello del governatore, Carlo, e una parente, tutti a carico di Daccò, in carcere dal 15 novembre per 7 milioni di fondi neri del San Raffaele e arrestato venerdì per altri 56 milioni della Fondazione Maugeri.

In un verbale-fiume del 14 dicembre, Grenci, riferendosi al rapporto tra Daccò e Formigoni, rivela: «So che erano in rapporti di amicizia e che risultano pagamenti con carte di credito di viaggi». E per dimostrare quanto dice, consegna l'estratto conto di una delle tante carte di credito di Daccò dalla quale risulta un viaggio pagato per un biglietto a nome Roberto Formigoni e Perego, valore oltre 8.000 euro, di cui un mese dopo Air France rimborsa a Daccò circa un quarto. Fino a tarda sera, ieri non è stato possibile rintracciare il governatore per una replica su una vicenda che, pur se per ora sembra penalmente non rilevante, appare però imbarazzante politicamente.

Grenci parla per più di 9 ore riempiendo 12 pagine di verbale depositato agli atti dell'inchiesta parallela sulla Fondazione Maugeri di Pavia che venerdì ha portato a 6 arresti, tra cui quello di Daccò e dell'altro imprenditore ciellino Antonio Simone. È uno degli interrogatori-chiave dei 7 resi da Grenci.

«Che idea si è fatto lei dell'attività che svolgeva Daccò, posto che ci ha detto che ha ricevuto diversi milioni di euro da ospedali e case di cura, che tali pagamenti sono supportati da documentazione falsa, che gli importi sono spropositati rispetto all'oggetto delle prestazioni peraltro inesistenti e che Daccò non risulta avere alcuna competenza specifica nel settore sanitario?», chiedono i pm.

Grenci risponde riferendo ciò che lo stesso Daccò gli ha detto: «Svolgeva un'attività di consulenza nel senso che risolveva problemi relativi a rimborsi e finanziamenti che gli enti per i quali lavorava facevano fatica ad ottenere dalla Regione Lombardia. Tale attività, più che su competenze specifiche, si fondava su relazioni personali e professionali che lo stesso Daccò aveva all'interno della Regione».

Su chi poteva contare Daccò? Secondo Grenci anche su Alessandra Massei, di recente diventata dirigente nell'unità organizzativa di Programmazione sanitaria, il cui ufficio è stato perquisito il 16 novembre dopo l'arresto di Daccò per i fondi neri del San Raffaele. Grenci dichiara che Massei (alla quale furono sequestrati documenti che annotavano riferimenti a un conto corrente Ocean Bank, emerso l'altro giorno tra i conti interessati dalle operazioni estere di Daccò per quasi 800 mila euro tra novembre 2008 e febbraio 2009) gli fu presentata da Daccò come una persona che «oggi occupa un posto importante» al Pirellone, e poi rivela anche che «è socia in una serie di attività con Daccò soprattutto in Sudamerica».

Finita la frase, Grenci aggiunge una notizia in sé non nuova: «So che Daccò e Simone ospitavano spesso sulle loro barche Roberto Formigoni. Tale circostanza mi è stata riferita da loro stessi. So che facevano le vacanze insieme, in particolare ricordo alcune vacanze a Saint Martin. Anche questo mi è stato riferito da Daccò». A questo punto, però, svela un particolare fino ad ora sconosciuto: «So che erano in rapporti di amicizia e che risultano pagamenti con carte di credito di viaggi».

Per provare quanto dichiara, Grenci consegna ai pm l'estratto conto della carta di credito di Daccò dal quale «risultano - precisa - pagamenti di viaggi anche a Formigoni Carlo, fratello del presidente, ad Anna Martelli, forse compagna di Formigoni Carlo, ad Alberto Perego, segretario del presidente (così lo qualifica Grenci, ndr ). Risultano pagamenti di viaggi a favore di Renato Pozzetto» (probabilmente l'attore comico, grande amico di Daccò, ndr ). Solo voli, soggiorni niente? «Non lo so - risponde Grenci -, tuttavia risultano pagamenti di affitti di ville da 80/90mila euro ai Caraibi per 2-3 settimane e ritengo che fossero ragionevolmente destinate ad ospitare più persone».

La prima ricevuta consegnata è del 12 dicembre 2008. La carta di credito è di quelle per vip: 20 mila euro di limite massimo. Il conto è intestato a Pierangelo Daccò di cui riporta la residenza in Inghilterra. Con questa carta di credito il 27 novembre 2008 risulta pagato un volo a nome di Formigoni/Roberto, partenza il 27 dicembre 2008, poco prima di Capodanno, biglietto numero 05733298313724 nell'agenzia «Buon viaggio» da Milano Malpensa (MXP) a Parigi Charles De Gaulle (CDG). Costo: 4.080,80 euro. Stesso biglietto, stessa somma e stessa destinazione per Perego/Alberto. In tutto 8.161,60 euro.

Un quarto, e cioè 2.594 euro, vengono rimborsati da Air France a Daccò (per i biglietti intestati agli stessi due cognomi, Formigoni e Perego, mancano i nomi di battesimo) il 30 gennaio 2009, non è dato capire se per un servizio non usufruito in tutto o in parte. Dagli atti non è dato sapere se vi siano state regolazioni anche per gli altri soldi, e se regolazioni vi siano state eventualmente anche per il denaro che Daccò spende poi fare volare Carlo Formigoni e Anna Martelli il giorno di Capodanno 2010.

Per loro, stesso tragitto Milano (stavolta Linate) - Parigi. Prezzo addebitato sul conto di Daccò: 3.573,80 euro a testa. La stessa coppia vola per 120,39 euro a testa con volo Air France tra aprile e maggio 2010: infatti non c'è la data del volo ma l'operazione viene iscritta il 23 aprile con valuta 13 maggio. Perego, invece, risulta su un biglietto Alitalia da Linate a Fiumicino per 244,85 euro nel 2005. All'attore Pozzetto, è intestato un biglietto da Malpensa a Parigi di Air France per il 27 febbraio 2010, costo, stando alle carte, 12.532,32 euro.

Gli atti allegati agli arresti di venerdì sulla fondazione Maugeri di Pavia registrano anche i giorni concitati trascorsi da uno degli arrestati, Costantino Passerino, il direttore amministrativo della Fondazione, già ascoltato come testimone il 30 novembre 2011. Gli investigatori lo intercettano mentre va in Croazia dove trasferisce 500 mila euro e acquista alcune schede telefoniche locali per sé e per la moglie per «organizzare attività di disturbo delle indagini», scrivono i pm al gip Tutinelli.

L'allarme scatta il 5 aprile quando la polizia giudiziaria Ps-Gdf segnala ai pm alcune intercettazioni dalle quali emerge anche un interessamento a ciò che Passerino e l'avvocato civilista della Fondazione, Loriana Zanuttigh temono che i giornali possano in futuro scrivere sulla vicenda, in quel momento non ancora alla ribalta delle cronache. La legale assicura di essere in grado di monitorare due testate, l'Espresso e il Corriere della Sera , perché, afferma, ha «trovato un importante aggancio» in entrambi ed è sicura che sul settimanale non uscirà niente. Ma sbaglia: l'Espresso pubblica un articolo, che in edicola il giorno degli arresti, venerdì, parla dell'inchiesta e di 30 milioni di euro che sarebbero spariti.

 

 

 

FORMIGONI SU YOUTUBE FORMIGONI ROBERTO FORMIGONI FORMIGONI SULLO YACHT DI PIERO DACCO salvatore maugeri FONDAZIONE SALVATORE MAUGERI Renato Pozzetto arriva alla camera ardente di don Luigi Verze allospedale San Raffaele

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....