UN EXPO DI TANGENTI - FORMIGONI E’ “SCONCERTATO” PER LE ACCUSE CONTRO NICOLI CRISTIANI: “ABBIAMO RESO LA VITA DIFFICILE AI DISONESTI, MA QUALCUNO È RIUSCITO A SGATTAIOLARE” - MA IL VERGINE DEL PIRELLONE È NELLE CARTE DELL’INCHIESTA - ROTONDARO, AGENZIA PER L’AMBIENTE, A CRISTIANI: “MI SONO MOSSO SU QUELLA PARTITA LÀ... FORMIGA MI HA AUTORIZZATO A PARLARNE CON ALLI” (IL FEDELISSIMO CON DELEGA ALL’EXPO) - E ALL’IMPRENDITORE LOCATELLI SPIEGA CHE CRISTIANI “HA AVUTO UN CONTATTO CON IL PRESIDENTE E GLI HA DATO L'OK... È QUELLA COSA CHE VI ERAVATE DETTI PER... EXPO”...

Gianni Barbacetto e Antonella Mascali per il "Fatto quotidiano"

Il giorno dopo, i riflettori sono tutti puntati sul grande capo, il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni. Ieri il personaggio del giorno era il vicepresidente del consiglio regionale, Franco Nicoli Cristiani, arrestato assieme ad altre nove persone per traffico di rifiuti speciali e corruzione.

I carabinieri gli hanno trovato in casa, a Brescia, le "big bubble": così venivano chiamate le banconote da 500 euro che, divise in due buste, formavano la mazzetta da 100 mila euro pagata il 26 settembre dall'imprenditore Pierluca Locatelli, anch'egli arrestato. Ieri Nicoli Cristiani non ha risposto in carcere al gip di Brescia, Cesare Bonamartini, e ha annunciato di essere pronto a dimettersi.

Ora però è Formigoni a parlare: "Quello che è accaduto mi delude, immalinconisce, mi addolora e mi sconcerta. Noi abbiamo reso la vita difficilissima ai disonesti. Ma qualcuno è riuscito a sgattaiolare...". Eppure c'è anche il nome di Formigoni, nelle carte giudiziarie di Brescia. Il 14 novembre 2011, Nicoli Cristiani accenna a un appuntamento con Formigoni che sta procurando a Locatelli.

Parla con il dirigente dell'Arpa (l'agenzia regionale per l'ambiente) Giuseppe Rotondaro, che ieri, interrogato in carcere dal gip, ha sostenuto che i 10 mila euro ricevuti da Locatelli sono "una consulenza". Nelle intercettazioni, invece, si definiva il "pony express" della tangente a Nicoli e gli riferiva di "essersi mosso su quella partita là... Formiga mi ha autorizzato a parlarne con Alli".

Chi è Alli? È Paolo Alli, un fedelissimo di Formigoni, sottosegretario regionale con delega all'Expo 2015. Nicoli Cristiani dice a Rotondaro: "Vedo Alli domani mattina. Gli parlo e poi gli fisso l'appuntamento direttamente". Poi gli raccomanda: "Faglielo sapere che mi sono mosso in questo modo".

Poche ore dopo, Rotondaro chiama Locatelli per raccontargli di essersi incontrato con Nicoli Cristiani: "Franco mi ha detto di dirti che lui ha avuto un contatto con il presidente (omissis) e gli ha dato l'ok, domani parlerà lui con Paolo... è quella cosa che vi eravate detti per... Expo... Quindi si è mosso, mi fa piacere, ha avuto... c'è già anche uno molto autorevole".

Commenta il gip nella sua ordinanza: "Il Locatelli pronunciava una frase dalla quale si intuiva il versamento continuo di soldi a funzionari e/o politici di turno".

Ieri Formigoni ha confermato che il vicepresidente del consiglio regionale gli aveva accennato a un appuntamento: "È vero, un paio di settimane fa, Franco Nicoli Cristiani mi disse che c'era un imprenditore di sua conoscenza che voleva partecipare all'Expo e mi chiese se questi poteva parlare con il sottosegretario Alli. Gli ho detto di sì. Non mi sembrò una cosa strana, in quanto Paolo Alli è il sottosegretario per l'Expo. Ma poi questo appuntamento non si è mai realizzato".

Non c'è solo l'indagine di Brescia.

Quanti indagati, attorno a Formigoni. Il suo ex assessore al turismo, Piergianni Prosperini, Pdl, è stato arrestato e ha poi patteggiato una pena a 3 anni e mezzo per aver ricevuto tangenti da un editore televisivo, in cambio di budget regionali per la promozione del turismo in Lombardia. È poi imputato anche in un altro processo per corruzione. Non è stata una bella storia neanche quella di Nicole Minetti, accusata di induzione e favoreggiamento della prostituzione, anche minorile, assieme a Lele Mora ed Emilio Fede, per le "cene eleganti" di Arcore.

È diventata consigliera regionale del Pdl grazie al posto blindato nel listino di Formigoni. A proposito delle liste elettorali è indagata l'assistente di Nicole Minetti, Clotilde Strada, responsabile Pdl della raccolta firme: "618 sono false", sostiene la Procura di Milano. Indagato a Monza l'ex assessore lombardo Massimo Ponzoni, Pdl, per corruzione e bancarotta fraudolenta. Il consigliere del Pdl Gianluca Rinaldin è invece sotto processo a Milano per corruzione, truffa aggravata, finanziamento illecito ai partiti e falso.

Quando era in Regione, consigliere di Forza Italia, avrebbe preso una mazzetta da 30 mila euro e un finanziamento illegale da 100 mila euro per la ristrutturazione del lido di Menaggio, a Como. Monica Rizzi, della Lega, assessore regionale allo sport, è accusata dalla procura di Brescia di aver organizzato un'attività di dossieraggio contro altri esponenti del Carroccio per favorire la vittoria elettorale di Renzo Bossi, il Trota. Daniele Belotti, sempre della Lega, è indagato a Bergamo per le violenze degli ultras dell'Atalanta.

Ci sono poi i consiglieri e assessori regionali non indagati, ma finiti nelle inchieste sulla 'ndrangheta in Lombardia per i loro rapporti con gli uomini delle cosche: da Stefano Maullu ad Alessandro Colucci, da Massimo Buscemi ad Angelo Giammario, da Domenico Zambetti (tutti Pdl), fino ad Angelo Ciocca (Lega). Prima di Nicoli, anche un altro vicepresidente del consiglio regionale era finito in un'inchiesta per corruzione, concussione e finanziamento illecito: Filippo Penati, ex capo della segreteria del leader del Pd Pier Luigi Bersani, a cui la Procura di Monza contesta di aver ricevuto tangenti per circa 4 miliardi di lire dagli imprenditori Giuseppe Pasini Piero e Di Caterina.

 

 

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