aula senato ignazio la russa giorgia meloni

FRATELLI D'ITALIA E' UN FIGHT CLUB - MELONI E' INCAZZATA NERA (E NON C'ENTRA L'ONDA DI VANNACCI) CON LA RUSSA PER LA GESTIONE DELLA LEGGE ELETTORALE IN SENATO. LA SECONDA CARICA DELLO STATO, TRA I COFONDATORI DI FRATELLI D'ITALIA, AVREBBE GESTITO CON “LEGGEREZZA” IL CASO DEL SUBEMENDAMENTO TRAPPOLA DELLE OPPOSIZIONI SULLE PREFERENZE - LA RUSSA POTEVA DICHIARARE INAMMISSIBILE LA PROPOSTA DEL CAMPO LARGO ED EVITARE LO PSICODRAMMA INTERNO ALLA MAGGIORANZA? - MELONI HA FATTO UNA FIGURA BARBINA RIMANGIANDOSI LE PROMESSE DI UN TEMPO SULLE PREFERENZE PUR DI EVITARE LA ROTTURA CON FORZA ITALIA E LEGA...

1. L'IMBARAZZO DI MELONI "FIGURACCIA DA EVITARE" I DUBBI SULLA LINEA LA RUSSA 

Estratto dall’articolo di Francesco Malfetano per “La Stampa” 

 

giorgia meloni foto lapresse 9

Il pollice verso che si leva dai banchi della maggioranza in Senato è quello di Andrea De Priamo, presidente della prima Commissione a Palazzo Madama e meloniano di lunghissimo corso.

 

È il segnale atteso dai parlamentari di Fratelli d'Italia: a dispetto di quanto fatto trapelare la sera precedente, alla fine voteranno contro il sub-emendamento con cui l'opposizione ha provato a introdurre delle preferenze "pure" all'interno della legge elettorale e, soprattutto, a spaccare il centrodestra. 

 

Mentre Roma è travolta da una tempesta, quella di Palazzo Madama - almeno all'apparenza - si risolve in un bicchiere d'acqua. Amaro, però, per Giorgia Meloni. Secondo quanto è possibile ricostruire la premier avrebbe preferito non dover rinnegare sé stessa per spirito di corpo.

ignazio la russa - cerimonia del ventaglio in senato - foto lapresse

 

Meloni, insomma, per coerenza avrebbe davvero ragionato sulla possibilità di sostenere le modifiche con cui Pd, M5S, Avs e Iv hanno provato lo scacco matto, ma ciò avrebbe significato venir meno alla faticosa intesa raggiunta con Matteo Salvini e Antonio Tajani, basata sì sull'introduzione delle preferenze ma in una versione con i capilista bloccati. [...]

 

«La figuraccia andava evitata» è il senso delle parole che diversi esponenti meloniani riportano. Nel partito, infatti, non manca chi fa notare che una modifica al testo della legge elettorale simile a quello approdato in Aula ieri era già stato respinto in Commissione.

francesco boccia ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE

 

Si invoca, insomma, la flessibilità che da sempre - e per ogni parte politica - caratterizza certi iter parlamentari. I veleni sono incontrollati e tracimano da via della Scrofa. 

 

C'è chi parla di «leggerezza» di La Russa derubricando a falsità quel «non poteva fare altrimenti» che è la versione ufficiale e chi, invece, sostiene avrebbe concordato l'operazione con il capogruppo del Partito democratico Francesco Boccia - di cui il presidente del Senato resta a lungo ad ascoltare l'intervento seduto alla postazione di un commesso al primo piano di Palazzo Madama - con un obiettivo piuttosto dichiarato: offrire una via d'uscita per liberarsi di una legge elettorale che, con l'ascesa di Roberto Vannacci, ha visto snaturata la propria missione e la propria efficacia. 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 2

 

«Si poteva rimandare in Commissione per evitare spaccature e portarla su un binario morto» è la tesi larussiana che riporta un parlamentare di centrodestra dietro la garanzia dell'anonimato ma che, ovviamente, è difficile attribuire davvero alla seconda carica dello Stato. [...]

 

2. FDI IN TILT SULLE PREFERENZE MELONI RINNEGA SÉ STESSA 

Estratto dall’articolo di Giulia Merlo per “Domani” 

 

[...] A scompaginare le carte un sub-emendamento del Partito democratico, che prevedeva invece l’introduzione delle preferenze pure, eliminando i capilista bloccati. 

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

Ecco la trappola: un testo fotocopia era stato presentato da Futuro nazionale alla Camera e votato in solitaria da FdI, vincolato dalle dichiarazioni della stessa presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che nel 2014 aveva presentato un emendamento pro preferenze (letto in aula da Matteo Renzi), stigmatizzando le corsie preferenziali per i nominati.

 

Quindi ora – è stato il ragionamento dei dem – come può il partito della premier cambiare idea e votare al Senato contro qualcosa per cui aveva detto sì alla Camera? È seguito un vertice più che teso tra il governo, rappresentato dalla ministra Elisabetta Casellati, e la maggioranza, con Forza Italia e Lega pronti alle barricate contro l’alleato.

 

La risposta finale si è incaricato di darla il capogruppo di FdI, Lucio Malan, chiudendo all’ipotesi di un voto in solitaria dei meloniani all’emendamento dem: «Manteniamo gli accordi all’interno della maggioranza. Voteremo contro». E l’aula ha respinto la proposta con 99 voti contrari e 68 a favore. [...]

giorgia meloni manifestazione per il record di longevita del governo foto lapresse 2

 

Al Senato il testo passerà presumibilmente indenne, visto l’assenza del voto segreto, ma rimane inevaso il problema delle quote di genere. L’emendamento prevede la preferenza di genere ma nessun vincolo per i partiti nell’individuazione dei capilista bloccati.

 

Dunque difficilmente le “franche tiratrici” che alla Camera avevano fatto saltare il banco potranno dirsi soddisfatte del nuovo testo che si troveranno davanti a Montecitorio il prossimo 28 settembre. [...]

 

3. MELONI INFURIATA CON LA RUSSA SULLE PREFERENZE. LA CATENA DI ERRORI

Estratto dall’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”

 

Ignazio La Russa Giorgia Meloni

Piove, preferenza ladra. Meloni apre l’ombrello prima di scivolare sul subemendamento Boccia, le preferenze estese. Viene respinto (99 favorevoli e 68 contrari). Il governo che ripristina le preferenze, dopo trentacinque anni, passa come quello che le boccia. E’ una Waterloo comunicativa. 

 

[...] E’ il risultato della paura, di una catena di errori e della sfrenata libertà, democratica, di Ignazio La Russa che ricorda: “Io sono il presidente del Senato, ho una mia autonomia”. Per Meloni c’è la sua mano e la raccontano infuriata perché “sulla genesi di questa giornata ci sarebbe molto da …”. Marco Lisei, il senatore di FdI, dice che “si è andati fuori dal solco. Non si doveva subemendare”. Il cigno nero della storia è La Russa, lo zio me ne frego! [...]

IGNAZIO LA RUSSA

 

[...] L’errore si sarebbe consumato in commissione, una volta presentato l’emendamento Lisei che fa decadere a cascata quelli delle opposizioni. Boccia, Paita e Pirondini, i capigruppo di Pd, M5s, Iv protestano non solo con La Russa.

 

Evidenziano una certa complicità degli uffici del Senato e La Russa non può consentire che si metta in discussione la nobiltà dei suoi funzionari. Garantisce che si può subemendare.

 

Era estate. Si sottovaluta l’effetto comunicativo e quel Vannacci che già di mattina “si appella a tutta la destra” per votarlo. Vannacci non ha senatori e può guastare a volontà, come può farlo Renzi che prende la parola per rivolgersi a Meloni: “Non si faccia impaurire da Tajani e Salvini anche perché è il solo essere vivente che si fa impaurire da Tajani e Salvini”.

 

roberto vannacci - forum ambrosetti di cernobbio - foto lapresse

Anche Boccia lavora sull’orgoglio: “Per Meloni la coerenza è una ragione di vita. Si tira indietro? E’ la sua maggioranza che in commissione ha precluso i nostri emendamenti. L’errore lo hanno commesso loro”.

 

Si cercano colpevoli, a destra. Andrea De Priamo, il presidente della Commissione Affari costituzionali, che ha sostituito Balboni, viene inseguito: “Devo rispondere al ministro, scusate”. [...] 

 

La legge elettorale chiamata Stabilucum continua a essere modificata tanto che meriterebbe il nome di Modificabilum. Si scopre così che la soglia per i partiti cespuglio si abbassa mentre si alza il numero di firme per chi vuole presentarsi alle elezioni. Sembra che debba cadere il mondo, il governo, che si debba andare a elezioni a gennaio. [...]

ignazio la russa giorgia meloni e roberti vannacci video dell account robertus vannaccius ignazio la russa - cerimonia del ventaglio in senato - foto lapresse

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