virginia raggi daniele frongia raffaele marra

RAGGI CALANTI SUL CAMPIDOGLIO – L’ASSESSORE FRONGIA IN AULA DIFENDE LA SINDACA IMPUTATA PER FALSO: "SEPPE DELL'AUMENTO DI STIPENDIO DI MARRA DOPO LA SUA NOMINA"-  LA DIFESA PRESENTA UN BROGLIACCIO CHE SCAGIONEREBBE LA RAGGI – LA SENTENZA PREVISTA PER IL 10 NOVEMBRE

Da www.huffingtonpost.it

 

 

RAGGI MARRA

Si è svolta questa mattina davanti al giudice Roberto Ranazzi una nuova udienza del processo a carico della sindaca di Roma Virginia Raggi, accusata dalla Procura di Roma di falso in atto pubblico in merito alla nomina di Renato Marra a capo della direzione Turismo di Roma Capitale.

 

Gli avvocati della difesa, Alessandro Mancori, Pierfrancesco Bruno ed Emiliano Fasulo hanno depositato agli atti una copia del brogliaccio-prospetto per la nuova macrostruttura, compilato dal delegato della sindaca al Personale Antonio De Santis e dall'allora capo del Personale Raffaele Marra in base ai desiderata dei diversi assessori capitolini e presidenti di municipio per le diverse posizioni dirigenziali della macrostruttura capitolina.

 

raggi marra frongia romeo

Sulla base del brogliaccio la sindaca Virginia Raggi avrebbe poi preso le sue decisioni, avallando o meno le proposte di assessori e presidenti. Come hanno sottolineato gli avvocati: "Sul brogliaccio non sono presenti le fasce retributive di provenienza e quelle di destinazione dei diversi dirigenti". Un punto importante secondo la difesa, infatti, sarebbe la prova che la sindaca non potesse sapere di aumentare così di circa 20mila euro l'anno lo stipendio del fratello di Raffaele Marra. Dopo lo scandalo uscito sui giornali la sindaca decise di revocare la nomina, arrabbiandosi via chat con il delegato al Personale De Santis per non averla informata.

VIRGINIA RAGGI E RAFFAELE MARRA

 

"La revoca della nomina di Renato Marra? Ritengo che ex post la sindaca abbia valutato negativamente questa nomina in relazione all'aumento della fascia stipendiale (di circa 20mila euro l'anno, ndr). Credo che alla sindaca siano arrivate alcune informazioni successivamente a questa nomina. Forse è stato ritenuto troppo alto l'aumento".

 

Lo ha detto Daniele Frongia, assessore allo sport, nel processo che vede Virginia Raggi imputata di falso documentale in relazione alla nomina alla Direzione Turismo del dirigente della Polizia Municipale Renato Marra dopo un'istruttoria svolta dall'ufficio delle Risorse Umane e del Personale guidato dal fratello Raffaele. "Alla sindaca - è il ricordo di Frongia, che all'epoca (autunno 2016, ndr) aveva la delega di vicesindaco - spettava la decisione finale in relazione alla nomina di qualunque dirigente. Inevitabilmente finiva per accontentare qualcuno e scontentare altri dopo essersi confrontata con i vari assessori e presidenti di Municipio su promozioni e spostamenti. Io con la sindaca non ho mai parlato di Renato Marra. Era l'allora assessore al Commercio Adriano Meloni a parlarne spesso perchè lo stimava e perchè avevano fatto assieme alcune operazioni. Renato era chiamato 'mini Marra' per distinguerlo dal fratello".

raggi marra frongia romeo

 

Tra l'agosto e il settembre del 2016 "i rapporti tra Raggi e Raffaele Marra e i miei con lo stesso Raffaele si erano un pò raffreddati quando sulla stampa uscirono le prime notizie sulla questione immobiliare (per la quale poi Raffaele fu arrestato il 15 dicembre di quell'anno, ndr). Di questo raffreddamento lo stesso Raffaele ebbe modo di lamentarsi. Non c'era però alcuna tensione. Anche logisticamente i rapporti si erano ridotti: quando Marra era al Gabinetto della sindaca, stava a Palazzo Senatorio dove ero rimasto io e c'era la Raggi.

 

raffaele marra virginia raggi

Passato al Personale il suo ufficio stava duecento metri più in là in un'altra palazzina". Prima di Frongia, ha testimoniato in udienza Luca Viggiano, vice di Marra all'epoca dei fatti e attuale dirigente del segretariato generale. Viggiano, che ha spiegato come si svolse la procedura di interpello e l'istruttoria svolta dall'ufficio di Marra, rispose personalmente nel dicembre del 2016 all'allora responsabile dell'Anticorruzione in Campidoglio Mariarosa Turchi che, sollecitata dalla Anac, aveva bisogno di chiarimenti e informazioni sulla nomina di Renato Marra e sull'iter che era stato seguito. "Indipendentemente dai dirigenti da nominare - ha detto Viggiano - l'ufficio del Personale non ha alcun potere discrezionale. Alla fine c'è solo la decisione esclusiva del sindaco che è l'organo di vertice dell'amministrazione comunale".

 

Il processo proseguirà il 19 ottobre prossimo con la deposizione di Maurizia Quattrone, il funzionario della squadra mobile che ha svolto le indagini per conto della Procura di Roma. Il 23 ci sarà l'esame in aula della stessa sindaca, accusata di aver dichiarato alla funzionaria Turchi di aver deciso, lei da sola, ogni dettaglio della nomina di Renato Marra, attribuendo così al fratello Raffaele "il ruolo di mera pedissequa esecuzione delle determinazioni da me assunte, senza alcuna partecipazione alle fasi istruttorie, di valutazione e decisionali". Circostanza poi smentita dalle chat tra la sindaca e Raffaele Marra, nelle quali Raggi rimproverava al suo strettissimo collaboratore di averla "messa in difficoltà" per la questione dello stipendio assegnato a Renato. Nell'udienza del 25 potrebbe essere sentito dal tribunale Raffaele, imputato in un processo stralcio per abuso d'ufficio nella stessa vicenda.

VIRGINIA RAGGI DANIELE FRONGIA RAFFAELE MARRA

 

Ultimi Dagoreport

federico freni antonio tajani giorgia meloni francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT - DAVVERO BASTA UN MEZZO TAJANI PER BOCCIARE LA NOMINA ALLA GUIDA DELLA CONSOB DEL SOTTOSEGRETARIO ALL’ECONOMIA FEDERICO FRENI, IN QUOTA LEGA? - DAVVERO DOBBIAMO CREDERE CHE, DOPO QUATTRO ANNI DI IMPECCABILE SERVIZIO, IL “MAGGIORDOMO” DI CASA MELONI, CAMUFFATO DA LEADER DI FORZA ITALIA, SI TOGLIE IL TOVAGLIOLO DAL BRACCIO E SI TRASFORMA IN RAMBO? DAVVERO, IL "VAFFA" A FRENI E' ACCADUTO ALL’INSAPUTA DEI FRATELLINI DI MELONI? – IL GOVERNO HA MOTIVATO IL RINVIO CON UN SIBILLINO: “ULTERIORI APPROFONDIMENTI” - SCUSATE: DA PARTE DI CHI? FORSE QUELLI ATTESI DALLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGA SUL “CONCERTO” TRA I SOCI (LOVAGLIO, CALTAGIRONE, MILLERI) NELLA SCALATA A MEDIOBANCA-GENERALI ATTRAVERSO MPS? - FRENI, CHE PURE NON È INDAGATO, È COLUI CHE PER CONTO DEL GOVERNO HA SEGUITO IN PRIMA PERSONA LA SCALATA - MAGARI, PRIMA DI FAR TRASLOCARE FRENI DAL MEF ALLA CONSOB, E' PIU' SAGGIO ATTENDERE GLI ‘’ULTERIORI APPROFONDIMENTI’’ CHE NEI PROSSIMI MESI, CON GLI INTERROGATORI DELLE ‘’PERSONE INFORMATE DEI FATTI” E DEI TRE INDAGATI (LOVAGLIO-CALTAGIRONE-MILLERI), POTREBBERO EMERGERE DALLA PROCURA DI MILANO…

roberto vannacci matteo salvini giorgia meloni

FLASH! – OLTRE AL SILURAMENTO DI FEDERICO FRENI ALLA GUIDA DELLA CONSOB (CERCASI UN TECNICO), NEL TURBOLENTO VERTICE DI MAGGIORANZA DI IERI NON POTEVA MANCARE IL CASO VANNACCI - IN TEMPI DI CRUCIALI E DEMENTI TRUMPATE GEOPOLITICHE, MELONI HA MESSO ALLE STRETTE SALVINI: O IL TUO VICE SEGRETARIO CON LE STELLETTE AL CONTRARIO SI DA’ UNA REGOLATA E LA FINISCE DI SPARARE CAZZATE (L’ULTIMA: L’INVITO ALL’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA) OPPURE, CARO MATTEO, LO DEVI ESPELLERE DALLA LEGA – IL BARCOLLANTE LEADER DEL CARROCCIO L’HA RASSICURATA: “NON SARÀ UN PROBLEMA” (MA NESSUNO CI CREDE…)

donald trump padrone del mondo

DAGOREPORT – TRUMP HA UCCISO LA POLITICA, COSI’ COME LA CONOSCEVAMO: CON LUI VALE IL DIRITTO DEL PIU’ FORTE (LE TRADIZIONALI CATEGORIE DI DESTRA E SINISTRA IN QUESTO SFACELO, HANNO ANCORA SENSO?) - DIPLOMAZIA, DIRITTO INTERNAZIONALE, MULTILATERALISMO E DIALOGO SONO STATI ROTTAMATI IN NOME DEL “SI FA COME DICO IO” - UN BRUTALE RITORNO ALLA POLITICA DI POTENZA DELL’OTTOCENTO E TANTI SALUTI A ONU, NATO, UE E ORGANISMI SOVRANAZIONALI – GODONO SOLO PUTIN E XI JINPING, CHE INFATTI DAVANTI AL BLITZ IN VENEZUELA E ALLA MINACCIA DI TRUMP DI OCCUPARE LA GROENLANDIA TACCIONO – SI DIRA’: MA TANTO TRUMP NEL 2028 SARA’ FUORI DALLA CASA BIANCA. SICURI? GIA’ NEL 2021 NON ACCETTO’ LA SCONFITTA E MANDO’ I SUOI SCAGNOZZI AD ASSALTARE IL CONGRESSO – ORA STA IMPRIMENDO AGLI USA UNA LENTA SVOLTA AUTORITARIA E I SEGNALI NON MANCANO…

antonio di pietro raul gardini

FLASH – PERCHÉ TONINO DI PIETRO HA ASPETTATO 33 ANNI PER RIVELARE LA VERITÀ SULLA PISTOLA RITROVATA LONTANO DAL CADAVERE DI RAUL GARDINI IL 23 LUGLIO 1993? SOLO ORA, IN UN’INTERVISTA AD ALDO CAZZULLO CHE ANDRÀ IN ONDA DOMANI SU LA7, DURANTE “UNA GIORNATA PARTICOLARE”, DI PIETRO AMMETTE: “L’HO PRESA IO STESSO CON IL FAZZOLETTO QUANDO SONO ARRIVATO E ABBIAMO PRESO ATTO CHE SI ERA UCCISO”. POI PRECISA: “NON FUI IO IL PRIMO A INTERVENIRE, MA L’EX MAGGIORDOMO”. NON CAMBIA IL SUCCO DEL DISCORSO: PERCHÉ NE PARLA PUBBLICAMENTE SOLO ADESSO, DOPO TRE DECENNI IN CUI SI È SUSSEGUITO OGNI TIPO DI IPOTESI SU QUELLA PISTOLA…

roberto vannacci matteo salvini

FLASH – ROBERTO VANNACCI BATTERÀ I TACCHI E ANDRÀ ALLA KERMESSE LEGHISTA “IDEE IN MOVIMENTO”, DAL 23 AL 25 GENNAIO A ROCCARASO? PER L'ADNKRONOS, IL GENERALE NON CI SARA' MA I RUMORS SOSTENGONO CHE IL GENERALE E SALVINI AVRANNO UN FACCIA A FACCIA, PROPRIO IN ABRUZZO - IL MILITARE ABBASSERÀ I TONI, RIALLINEANDOSI ALLA VECCHIA BASE LEGHISTA, O SALUTERÀ INAUGURANDO UN PARTITO SUO? - UNA FORMAZIONE “VANNACCIANA” POTREBBE VALERE TRA IL 2-3%. POCHINO MA IN GRADO DI ROMPERE LE UOVA ALLA LEGA E AL CENTRODESTRA...