QUALCUNO SALVI IL "DIAVOLO" DA CARDINALE! - DOPO AVER SCELTO L'ALLENATORE, AMORIM, GERRY CARDINALE CONCLUDE IL CASTING PER LA STRUTTURA DIRIGENZIALE DEL MILAN: MASSIMO CALVELLI SARA' AMMINISTRATORE DELEGATO E HENDRIK ALMSTADT SARÀ IL RESPONSABILE DEL MERCATO - SI TRATTA DI UNA SOLUZIONE "FACILE": I MANAGER SONO GIA' A LIBRO PAGA DI CARDINALE - PER L’AREA SPORTIVA NON CI SARA' UN REFERENTE UNICO, MA VIENE COSTITUITO UN GRUPPO DI LAVORO CHE SI RIFÀ AL MODELLO LIVERPOOL, DOVE OGNUNO SI OCCUPA DEL PROPRIO AMBITO SENZA SCONFINARE IN QUELLO DEGLI ALTRI...
Estratto dell'articolo di Carlos Passerini per il "Corriere della Sera"
zlatan ibrahimovic gerry cardinale
Nasce il nuovo Milan. In colpevole ritardo, quando tutti si stanno già muovendo da un pezzo, ma nasce. Dopo aver individuato l’allenatore, Amorim, scelto per il suo calcio offensivo ed europeo, Cardinale ha concluso il casting per la struttura dirigenziale che dovrà supportarlo.
Generalmente si fa il contrario, prima si sceglie il management sportivo e poi il tecnico, ma la verità è che i profili individuati all’inizio come head of football non sono arrivati, per un motivo o per l’altro.
TIFOSI DEL MILAN CONTESTANO GERRY CARDINALE
Il businessman americano ha così scelto «il modello Liverpool»: sé stesso al vertice, Massimo Calvelli come ad, Amorim allenatore più un gruppo di lavoro per l’area sportiva dove Hendrik Almstadt sarà il director of player trading, il responsabile degli affari di mercato. Vedremo se funzionerà.
Di certo, per quanto riguarda l’area sportiva, non ci sarà una figura unica, un referente unico, ma viene costituito un gruppo di lavoro che, nelle intenzioni del patron, si rifà al modello allargato del Liverpool, dove ognuno si occupa del proprio ambito senza sconfinare in quello degli altri, portando le competenze specifiche al servizio del club.
Un comitato quasi completamente straniero, praticamente una soluzione interna, visto che i membri sono tutti già a libro paga. E stanno già lavorando per rinforzare la rosa insieme ad Amorim, assicurano dai piani alti del club.
gerry cardinale e zlatan ibrahimovic ufc freedom 250 alla casa bianca
Partiamo da Almstadt. Tedesco, 53 anni, studi ad Harvard, molto vicino a Elliott e all’ex ad Ivan Gazidis che infatti lo portò in rossonero nel 2019, ha lavorato a lungo con Arsene Wenger all’Arsenal e gli si deve l’acquisto azzeccatissimo di Reijnders. Il suo è un ruolo chiave, all’interno del team, perché si occuperà delle trattative di mercato.
Un’altra figura è quella di Bobby Gardiner, inglese, 32 anni, director of football intelligence, che cura già dal 2018 dati e statistiche per il reclutamento. I famosi big data che, se da un lato sono uno strumento indispensabile nel calcio di oggi, per ogni club, dall’altra vanno maneggiati con cura: i numeri non spiegano tutto.
Lì, oggi come ieri e come domani, serve sempre l’uomo. Nell’area sportiva è confermato anche Jovan Kirovski, americano, molto vicino a Ibrahimovic, che continuerà ad occuparsi della crescita dei nuovi talenti, magari meglio di quanto non sia avvenuto finora. Oltre a lui confermati anche Vincenzo Vergine responsabile del vivaio e Donato Lomonte capo scout.
Esternamente all’area sportiva, l’americano David Castelblanco si occuperà degli investimenti di RedBird e della parte finanziaria, l’unica che negli ultimi anni ha continuato a portare risultati. Lo scudetto del bilancio, si sa, interessa però poco ai tifosi. Ed è qui che sta la sfida di Cardinale, uomo solo al comando, che dopo 4 anni ha scelto di decidere in prima persona.
Il suo obiettivo è portare il Milan «back to the future», che in italiano possiamo tradurre come il titolo del film, «ritorno al futuro». Chissà. Ciò che conta è che la struttura, allargata o meno, straniera o meno, funzioni. E sostenga il progetto sportivo evitando le lotte interne di potere che nella stagione scorsa hanno portato al flop Champions.
Ibra, ribadisce con forza il proprietario, è un consulente prezioso ma non decide: Zlatan lavora per Gerry, non il contrario. Una sottolineatura netta, che va registrata. Ma anche qui, contano i fatti. Perché di tutto il nuovo Diavolo ha bisogno tranne che di confusione, di ruoli non definiti. [...]



