ESSERE “VOLENTEROSI” NON BASTA: TRUMP CONTINUA A TRATTARE CON PUTIN E ZELENSKY SENZA COINVOLGERE GLI EUROPEI – GIAMPIERO MASSOLO: “APPRONTATE LE GARANZIE PER KIEV, ORA BISOGNA CHIUDERE IL NEGOZIATO CON MOSCA. UNA FASE NUOVA. L’INIZIATIVA DEI VOLENTEROSI CI HA RIDATO RUOLO. MA POTREBBE VOLERCI DI PIÙ: NON LASCIARE GLI AMERICANI A MEDIARE DA SOLI TRA I CONTENDENTI. UN’AGENDA EUROPEA PIÙ PARTECIPE ALLO SFORZO DI MEDIAZIONE” – “CONVIENE CONFRONTARSI FIN D’ORA CON WASHINGTON PER CAPIRE COSA TRUMP VOGLIA IN CAMBIO PER NON LASCIARCI ESPOSTI. TUTTO QUESTO POSTULA UN’INIZIATIVA EUROPEA UNITARIA, FLESSIBILE E AUTOREVOLE...”
Estratto dell’articolo di Giampiero Massolo per il “Corriere della Sera”
vladimir putin donald trump marco rubio anchorage, alaska foto lapresse
[...] Donald Trump alle prese con l’emisfero occidentale e l’ostinazione di Mosca può dare più corda a Kiev e agli europei (non a caso cauti sulla Groenlandia). Viceversa, dopo aver lui stesso sposato la logica del più forte, può cercare di dare una soddisfazione a Putin.
La prima ipotesi resta la più probabile. Lo ha confermato la riunione di Parigi: difficile per Trump post-Venezuela scegliere [...] liquidare l’impegno alleato in termini di spesa militare, non appoggiare l’assunzione europea di responsabilità per le garanzie a Kiev.
Gli Stati Uniti sembrano accelerare. I Volenterosi sono rincuorati nel loro sforzo. Con Trump, non si può tuttavia escludere a priori la seconda ipotesi: non forzare Putin sul cessate il fuoco, fare leva sulle garanzie per imporre concessioni a Zelensky.
VOLODYMYR ZELENSKY - KEIR STARMER - FRIEDRICH MERZ - EMMANUEL MACRON -
È nostro interesse contenerlo. Anche considerando nuovi paradigmi. Non si tratterebbe di smettere di garantire l’Ucraina. Ma di prendere atto che [...] il nostro obiettivo prioritario diventerebbe un altro: tenere agganciati gli Stati Uniti al sistema di sicurezza europeo in uno scenario dove Trump non affronta Putin ma punta a coinvolgerlo.
In entrambe le ipotesi, i nodi sono gli stessi: le cessioni territoriali (irrisolte a Parigi) e il futuro dei rapporti con la Russia. Dipendono soprattutto da Trump e Putin (come del resto l’avallo alle truppe europee sul terreno).
vladimir putin donald trump anchorage, alaska. foto lapresse
Approntate le garanzie per Kiev, ora bisogna chiudere il negoziato con Mosca. Una fase nuova. L’iniziativa dei Volenterosi ci ha ridato ruolo. Ma potrebbe volerci di più: non lasciare gli americani a mediare da soli tra i contendenti; concertare con loro le soluzioni da prospettare a Kiev; puntare a una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite [...] che sancisca il cessate il fuoco sulla base di un compromesso realistico tra le parti.
Insomma, un’agenda europea più partecipe allo sforzo di mediazione. Quanto invece ai futuri assetti in Europa, essi riguardano la dimensione della deterrenza.
Comportano una visione transatlantica condivisa del ruolo di Mosca. È presto per definirla. Ma conviene confrontarsi fin d’ora con Washington per capire cosa Trump voglia in cambio per non lasciarci esposti. Tutto questo postula un’iniziativa europea unitaria, flessibile e autorevole. L’Italia ha le carte per contribuire a svilupparla.
foto di gruppo vertice alla casa bianca con zelensky e i leader europei foto lapresse
giampiero massolo foto mezzelani gmt04
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