GIORGIA MELONI HA UN’UNICA OSSESSIONE: NON FARSI SCAVALCARE (A DESTRA) DA VANNACCI – LA DUCETTA POTREBBE NON PARTECIPARE AL VERTICE DEI "VOLENTEROSI" DEL 13 LUGLIO, A PARIGI, A CUI PARTECIPERÀ ANCHE ZELENSKY – IN AGENDA L’APPUNTAMENTO NON È ANCORA FISSATO, E QUEL GIORNO LA DUCETTA SARÀ A PALERMO PER LO SVELAMENTO DELLA FIAT CROMA DI GIOVANNI FALCONE – “IL FOGLIO”: “MELONI NON VUOLE CHE IL SUO GOVERNO VENGA RACCONTATO DA CONTE E SCHLEIN COME IL GOVERNO DELLE ARMI. NON VUOLE PERCHÉ SIGNIFICA DARE FIATO, A DESTRA, ALLA PROPAGANDA DI VANNACCI E NON VUOLE PERCHÉ IL RAPPORTO CON MACRON È NECESSARIO MA IL MANDATO DI MACRON, RICORDANO AL GOVERNO, È UN MANDATO A TEMPO…”
Estratto dell’articolo di Carmelo Caruso per “il Foglio”
volodymyr zelensky emmanuel macron vertice dei volenterosi a parigi foto lapresse
Le parate o i voti? Meloni è indecisa se andare il 13 luglio, a Parigi, da Macron, con i Volenterosi e Zelensky. In agenda l’appuntamento non è ancora fissato e c’è una ragione: Meloni non vuole che il suo governo venga raccontato da Conte e Schlein come il governo delle armi.
Non lo accetta. Non vuole perché significa dare fiato, a destra, alla propaganda di Vannacci e non vuole perché il rapporto con Macron è necessario ma il mandato di Macron, ricordano al governo, è un mandato a tempo.
C’è una data sicura, cerchiata, ed è il 13 luglio (inizialmente era il 14). Quel giorno Meloni sarà a Palermo e parteciperà allo svelamento della Fiat Croma, l’auto su cui viaggiava Falcone e la compagna Morvillo insieme alla scorta. Significa, e c’è chi ormai lo pensa, che Meloni non parteciperà alla parata dei Volenterosi.
giorgia meloni e donald trump al vertice nato di ankara - foto lapresse
E il significato va al di là: c’è di mezzo la Nato, Trump, Vannacci e la campagna elettorale. Trump ad Ankara, al vertice Nato, ha dichiarato che “Meloni è una brava persona ma il nostro rapporto è peggiorato perché ha rifiutato di aiutarci […]”.
E’ una lingua che spaventa a Palazzo Chigi e che scatena i cattivi pensieri di chi ancora pensa che ci sia la mano americana sull’ultima storia italiana, da Enrico Mattei a Craxi.
Passata la sbornia, l’offesa (Meloni è entrata alla cena Nato evitando Trump) è il governo a precisare: “Non confondiamo. Nessuna intenzione di fare gli antiamericani. Non è mai stata la nostra volontà di mettere in discussione i rapporti”.
Si vuole evitare anche la confusione sul Safe, i prestiti europei per la Difesa. E’ come se la destra di Meloni volesse fare la sinistra e isolare Vannacci. Questo continuo richiamarsi a Giorgetti, che ricorda ai ministri: “Qualsiasi acquisto militare è sempre debito[…]”, ha la solita spiegazione: non farsi scavalcare da Vannacci, il parà della finta pace.
zelensky macron foto lapresse
giorgia meloni emmanuel macron foto lapresse
giorgia meloni al vertice nato di ankara - foto lapresse
zelensky macron starmer vertice volenterosi foto lapresse
mark rutte - giorgia meloni - recep tayyip erdogan - verrtice nato di ankara - foto lapresse
giorgia meloni emmanuel macron 9 foto lapresse
giorgia meloni emmanuel macron 10 foto lapresse