giorgia meloni salario minimo

GIORGIA MELONI HA VISTO I SONDAGGI SUL SALARIO MINIMO E APRE AL CONFRONTO CON L’OPPOSIZIONE, ANCHE SE PREMETTE: “LA STRADA DA SEGUIRE È UN RAFFORZAMENTO DELLA CONTRATTAZIONE COLLETTIVA” – “SONO INCURIOSITA DA CHI, DOPO ESSERE STATO AL GOVERNO UNA DECINA D’ANNI, SCOPRE OGGI CHE C’È UN PROBLEMA DI PRECARIATO” – “GOVERNARE ALTRI 5 ANNI? SÌ, SPERO DI AVERE IL FISICO PERCHÉ CON QUESTI RITMI…” – LA RILEVAZIONE DI NOTO: I FAVOREVOLI AL SALARIO MINIMO HANNO RAGGIUNTO IL 70% (IL 60 TRA GLI ELETTORI DELLA MAGGIORANZA)

SONDAGGIO SUL SALARIO MINIMO

SALARIO MINIMO:MELONI, APRIAMO A CONFRONTO CON OPPOSIZIONE

(ANSA) - "Il salario minimo è un bel titolo, funziona molto bene come slogan, ma nella sua applicazione rischia di creare dei problemi".

 

Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenendo a Non Stop News su Rtl 102.5 aggiungendo subito di essere disponibile "ad aprire ad un confronto con l'opposizione" pur sottolineando che la via da seguire è quella della contrattazione collettiva "da rafforzare".

 

giorgia meloni conferenza internazionale sulle migrazioni roma.

Le accuse di voler rinviare? "Non stiamo rimandando alcuna posizione", è la risposta: "hanno chiesto un confronto e per confrontarsi serve tempo ma poi si sa: come si fa si sbaglia". 

 

SALARIO MINIMO: MELONI, CURIOSO CHE OPPOSIZIONE SCOPRA TEMA OGGI

(ANSA) - "Sono un po' incuriosita da un'opposizione che dopo essere stata al governo una decina d'anni, oggi scopre che in Italia c'è un problema di salario e di precariato e lo considera una responsabilità di un governo che è in carica da nove mesi".

 

Lo ha detto la premier Giorgia Meloni intervenuta a Non Stop News su Rtl 102.5. Ma sul tema, ha assicurato, "apriremo al confronto" perchè "il tema dei salari mi interessa" e perchè "c'è una opposizione che si pone in modo garbato e io credo sia giusto dare dei segnali di confronto".

 

giorgia meloni in campidoglio

MELONI, SCIOPERO CGIL A OTTOBRE FIGLIO DEL PREGIUDIZIO

(ANSA) - Lo sciopero preannunciato dalla Cgil per ottobre contro la legge di bilancio "prima che ci sia la legge di bilancio" darà la possibilità "finalmente a tutti di vedere come ci sia una opposizione che non è nel merito ma è figlia di una pregiudizio". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni a "Non Stop News" su Rtl 102.5.

 

MELONI,AL GOVERNO ALTRI 5 ANNI?SÌ SPERANDO DI AVERE IL FISICO...

(ANSA) - Governare almeno altri 5 anni? "Sì. Anche se io lo considero un po' una maratona e spero di avere il fisico perché con questi ritmi... Diciamo che sono stati mesi un tantino intensi ecco". Lo ha detto, rispondendo scherzosamente ad una domanda, la premier Giorgia Meloni, nel corso di Non Stop News su Rtl 102.5. (ANSA).

 

SALARIO MINIMO: GUERRA,MELONI APRE? RISPONDA A PROPOSTA PD

salario minimo 5

(ANSA) - "Presidente Meloni risponda sul punto. È da marzo che il tema del salario minimo e della giusta retribuzione è in discussione alla Camera. E lo è per volontà delle opposizioni".

 

"Possibile che in tutti questi mesi lei e la sua maggioranza non siate stati capaci di fare uno straccio di proposta? Noi ne abbiamo presentata una condivisa delle opposizioni. Cosa ne pensate? Vogliamo sapere questo. Ha detto che apre al confronto? Era ora. Noi ci siamo. Da oggi. Noi siamo pronti. E voi?". Lo afferma Cecilia Guerra, responsabile Lavoro della segreteria nazionale del Pd.

 

RIFORME: MELONI, ITALIANI DEVONO POTER DECIDERE CHI GOVERNA

(ANSA) - "Anche in Spagna non basta vincere solo le elezioni per essere certi di avere un Governo. Un problema che abbiamo avuto spesso in Italia, ciò ha comportato una fragilità istituzionale che diventa debolezza della politica.

 

lotta continua meme su giorgia meloni e matteo salvini by edoardo baraldi

Vogliamo arrivare a proporre una riforma costituzionale: gli italiani decidono chi Governa la nazione, chi vince le elezioni deve avere la possibilità di Governare cinque anni. L'elemento della stabilità non è stato spesso compreso in questi anni. Ad esempio in Germania abbiamo avuto tre cancellieri, in Italia non conto i Governi. In Italia i politici sono più scarsi? No. C'è qualcosa che non funziona". Lo ha detto la premier Giorgia Meloni rispondendo ad una domanda sull'elezione diretta del capo del governo a Rtl 102.5

 

LA PAGA BASE PER LEGGE PIACE A TUTTI IL CONSENSO SALE AL 70 PER CENTO ANCHE TRA CHI SOSTIENE IL GOVERNO

Estratto dell’articolo di Antonio Noto per “la Repubblica”

giorgia meloni conferenza internazionale sviluppo e migrazione 4

 

Più se ne parla e più la proposta dell’introduzione di una soglia minima salariale risulta convincente per gli italiani. A 20 giorni di distanza dalla prima analisi, condotta sul tema dall’Istituto demoscopico Noto Sondaggi per Repubblica , i favorevoli al salario minimo sono aumentati di ben 6 punti percentuali e hanno raggiunto il 70%. […]

 

Il corto circuito maggiore si registra però all’interno del centrodestra: a fronte di una dirigenza ancora fortemente contraria emerge altresì la chiara maggioranza degli elettori di Forza Italia (62%), Lega (60%) e Fratelli d’Italia (60%) a sostenere la quota minima. Un risultato, questo, che si registra anche all’interno dell’elettorato di Italia Viva (60%) che tra i partiti di opposizione è quello contrario alla soglia legale.

 

giancarlo giorgetti giorgia meloni

La chiusura al dialogo non sembra aver pagato, né le motivazioni utilizzate da chi non è favorevole hanno convinto quella parte prevalente di elettori di centrodestra che invece propende per l’introduzione del salario minimo. Questo vuol dire che se i partiti della maggioranza di governo, e Renzi, vogliono essere convincenti nei confronti dei propri votanti nel contrasto ad una retribuzione minima garantita, devono adottare una strategia di comunicazione rinnovata negli argomenti.

 

Al momento infatti i temi e le “parole d’ordine” utilizzati non hanno inciso nel cambiamento di opinione sia della maggioranza degli elettori del centrodestra che della popolazione complessivamente. Per esempio sono aumentati gli italiani (dal 54 al 58%) che ritengono utile stabilire una soglia minima anche se nel mercato sono prevalenti i lavoratori che guadagnano più di 9 euro l’ora.

 

salario minimo 2

È addirittura il 10% in più, dal 36% al 46%, ad escludere il rischio che con il salario minimo cipossa essere un adeguamento al ribasso dei compensi o che venga meno la contrattazione collettiva. Solo 20 giorni fa su questo punto l’opinione pubblica era divisa a metà.

 

Aumentano anche coloro che non pensano che la soglia minima possa generare disoccupazione e lavoro nero: dal 49 al 54% in 3 settimane. Tra l’altro in questo periodo è incrementata anche la quota di chi preferisce il salario minimo legale (dal 56 al 68%) all’alternativa di determinare il compenso attraverso la contrattazione fra imprese e sindacati (dal 37 al 22%).

 

[…] determinare il trend in crescita a favore dell’introduzione della soglia legale potrebbe aver contribuito anche l’apertura al dialogo della presidente Meloni che si è dichiarata adesso disponibile ad un confronto con le opposizioni. Così facendo potrebbe aver sdoganato i pregiudizi degli elettori di centrodestra su questa ipotesi di legge. […]

Ultimi Dagoreport

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…