migranti canale di sicilia

IL ‘GIORNALE’ GONGOLA PER IL CASO MIGRANTI-ONG - SALLUSTI: ‘SBUGIARDATI I BUONISTI, TRA L’INCHIESTA SUGLI IMMIGRATI ALLE PRIMARIE E LE DIVERSE PROCURE CHE INDAGANO SUI SALVATAGGI NEL CANALE DI SICILIA: TRAPANI, PALERMO, CATANIA. RISCHIA DI CROLLARE TUTTO L' IMPIANTO POLITICO E CULTURALE BUONISTA. E CON ESSO ANCHE GLI AFFARI CHE SI PORTA APPRESSO. PER QUESTO TENTANO DI INSABBIARE’’

1. BUONISTI SBUGIARDATI - ERCOLANO, INCHIESTA SUI CLANDESTINI ALLE PRIMARIE PER VOTARE RENZI ALMENO QUATTRO FASCICOLI APERTI. MA MANCANO I MEZZI PER INTERCETTARE GLI SCAFISTI

Alessandro Sallusti per il Giornale

 

SALLUSTISALLUSTI

Anche se lentamente, si sta squarciando il muro di omertà e demagogia che accompagna e agevola l' invasione di immigrati. Ascoltato ieri dalla commissione della Camera, il procuratore di Catania Carmelo Zuccaro, che per primo ha lanciato l' allarme sulla complicità tra alcune organizzazioni dei soccorritori e gli scafisti (e per questo finito nei guai), ha confermato i suoi sospetti. Che non si basano ha spiegato - su visioni o teoremi e neppure su veline di chissà quali servizi segreti, ma su indizi raccolti addirittura da Frontex, l' agenzia europea per la guardia costiera, cioè un organismo ufficiale e autorevole.

 

Ma qui viene il bello: la sua indagine (che esiste, non è fantasma) è bloccata per la mancanza di mezzi capaci di intercettare le telefonate che avvengono in mezzo al mare via satellitari. Roba da non crederci.

 

Siamo nel Paese delle intercettazioni facili, per le quali spendiamo senza battere ciglio quasi trecento milioni all' anno. Politici, imprenditori, giornalisti: tutti vengono ascoltati giorno e notte, il più delle volte a vanvera. Sulle intercettazioni sono stati costruiti processi che non sempre a ragione hanno rovinato vite, fatto chiudere aziende e cadere governi, ma nessuno si è mai occupato di origliare chi davvero sta mettendo a rischio l' integrità nazionale e la pace sociale.

Carmelo ZuccaroCarmelo Zuccaro

 

Molti giornali, lo stesso Csm (organo supremo dei magistrati) hanno difeso a spada tratta gli investigatori e il procuratore che hanno usato una falsa intercettazione, riferita al padre, per fare fuori Matteo Renzi e ora gli stessi si scagliano contro un pm che implora: vi prego, vi scongiuro, fatemi intercettare quei criminali che trafficano in essere umani. Non c' è logica, non è da Paese serio. Di che cosa si ha paura?

 

Che l' inchiesta sia infondata? Anche se così fosse (ne dubito) ci saremmo tolti un dubbio più che fondato e non crollerebbe il mondo (i magistrati del caso Tortora, una delle più vergognose bufale giudiziarie della storia, hanno poi fatto una brillante carriera). Il problema è che, se per caso si scoprisse che è vero, crollerebbe tutto l' impianto politico e culturale buonista. E con esso anche gli affari che si porta appresso.

Per questo tentano di insabbiare.

 

 

2. ALTRO CHE BUFALE E FANGO

Chiara Giannini per il Giornale

 

Il procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, aveva ragione. L' attenzione delle altre procure siciliane è puntata dritta verso le Ong e ora arriva la conferma che la procura di Trapani ha aperto un' inchiesta penale a tutti gli effetti su una di queste organizzazioni non governative estere. Si tratterebbe di un soggetto operante nel Mediterraneo già da diversi mesi.

LA SEDE DELLA PROCURA DI PALERMO LA SEDE DELLA PROCURA DI PALERMO

 

Ma anche la Procura di Palermo ha un' indagine vera e propria aperta sul tema. Non un' indagine conoscitiva come quelle delle procure di Catania e Reggio Calabria, ma un fascicolo che punterebbe a individuare eventuali connivenze tra realtà private che si occupano del recupero migranti e gli scafisti libici.

 

 Anche se, al momento, non ci sarebbero iscritti nel registro degli indagati. Il reato di cui sarebbe accusata la Ong messa sotto inchiesta dalla procura di Trapani sarebbe quello di immigrazione clandestina. Per il settimanale Panorama «viene condotta nel massimo riserbo dalla Polizia di Stato ed è partita dopo una operazione in mare della nave della Ong, che sarebbe entrata in azione senza aver ricevuto un Sos e neppure una richiesta di intervento da parte delle autorità italiane».

 

migranti 3migranti 3

Il procuratore di Trapani, Ambrogio Cartosio, di recente aveva spiegato che «le Ong hanno necessariamente un proprio codice etico che prescinde dalla legislazione nazionale dei singoli Stati in cui operano e hanno necessità di muoversi liberamente in acque internazionali. Ci sono Paesi in cui il favoreggiamento dell' immigrazione clandestina è reato, come l' Italia, altri in cui non lo è. Non c' è dubbio che una persona può muoversi per spirito umanitario, ma può per questa regione commettere un reato. Noi facciamo i magistrati. Possiamo capire umanamente un determinato comportamento, ma se c' è una legge dobbiamo applicarla».

 

A coordinare l' inchiesta trapanese sarebbe il sostituto procuratore Andrea Tarondo.

 

MIGRANTI SCAFISTI ONGMIGRANTI SCAFISTI ONG

Dice invece di non potersi «esprimere sull' argomento Ong» il procuratore di Palermo Calogero Ferrara. «Posso solo dire - spiega al Giornale nel suo ufficio del capoluogo siciliano - che abbiamo un' esperienza pluriennale nel campo del traffico dei migranti. Dopo il 2013, in seguito alla tragedia di Lampedusa del 3 ottobre, abbiamo intensificato le nostre indagini al fine di identificare non solo lo scafista, che spesso viene coinvolto in attività criminali, ma soprattutto le reti che stavano dietro questo sistema criminale. In particolare - prosegue - abbiamo costituito un gruppo di 11 magistrati all' interno della Procura di Palermo, su 60 sostituti che, in aggiunta al loro lavoro, si occupa di traffico di stupefacenti nel Mediterraneo e della tratta di esseri umani».

 

Ferrara prosegue chiarendo: «Abbiamo fatto operazioni come Glauco, Glauco II e Glauco III, che hanno portato in carcere un centinaio di persone, alcune già condannate in primo e secondo grado. Sono tutti eritrei ed etiopi, che fanno parte di un gruppo criminale organizzato».

 

MIGRANTIMIGRANTI

E chiarisce di aver avuto evidenza di contatti anche «con soggetti italiani». Il problema maggiore nel condurre indagini sia sui trafficanti, che sulle reti criminali legate al traffico di esseri umani che per le Ong è senz' altro, come ha più volte chiarito anche Zuccaro «quello di trovare interpreti fidati e che parlino molte lingue e dialetti. Mancano i mezzi. Le comunità somale hanno paura di ritorsioni».

 

Ferrara conclude precisando: «Abbiamo intercettato quasi 50mila telefonate. Abbiamo collaborato anche con Paesi esteri, nell' ambito di EuroJust, agenzia Ue finalizzata a favorire la cooperazione internazionale e le operazioni giudiziarie, per scambiarci informazioni, ma servono più mezzi, questo è certo».

 

 

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO