donald trump giorgia meloni vladimir putin

"LE LUSINGHE HANNO LE GAMBE CORTE. ALLA CORTE DI TRUMP C’È SOLO L’OMBRA DI PUTIN” – GIULIANO FERRARA QUESTA VOLTA LA DICE GIUSTA: “SPIACE PER MELONI, MA L’IDEA CHE SI DEBBA PRESERVARE A TUTTI I COSTI L’UNITÀ DELL’OCCIDENTE NON STA IN PIEDI. UN MENTITORE SERIALE COME TRUMP NON PUÒ ESSERE LA GUIDA DI UN OCCIDENTE UNITO, AL MASSIMO UN MEDIATORE DISONESTO, CHE PREPARA LA SCONFITTA” – “AVALLARE TRUMP CHE AVALLA PUTIN E SI ALLEA CON LUI VUOL DIRE CONSEGNARSI ALLA SCONFITTA SENZA PIÙ COMBATTERE” – “SOLO LA RIVOLTA DEL POPOLO AMERICANO E DEL CONGRESSO, STIMOLATI DAL ‘NO’ E DALLA ROTTURA EUROPEA, POTRANNO SANARE CON LA CADUTA DI UN AUTOCRATE DA BARZELLETTA CHE È NELLE MANI DI UN AUTOCRATE DA TRAGEDIA…” - VIDEO: IL DISCORSETTO ADULATORIO DI GIORGIA A TRUMP ALLA CASA BIANCA 

 

Estratto dell’articolo di Giuliano Ferrara per “il Foglio”

 

giuliano ferrara

Detto a titolo personale, spiace per Meloni e per il governo italiano, ma l’idea benevola che si debba preservare a tutti i costi l’unità dell’occidente non sta in piedi.

 

Un mentitore seriale come Trump, un truffatore di professione come lui, uno che convoca e sconvoca, umilia e lusinga, passa da un vertice storico a un vertice iperstorico, e intanto se la fa con Putin, lo subisce, lo teme, lo blandisce, lo rafforza, gli offre ciò che non è suo, la libertà e la sicurezza di Europa e Ucraina, non può essere la guida di un occidente unito, al massimo può essere un dishonest broker, un mediatore disonesto, che prepara la sconfitta.

 

TRUMP E LA FELLATIO A PUTIN

Bisogna però essere realisti, si dice, e in generale è vero, dalla sua intelligence, dai suoi armamenti, dalle sue forze potenziali di pressione, dipende molto del destino di Ucraina e Europa.

 

E lui happens to be il presidente degli Stati Uniti. Dunque si capisce che le persone responsabili, i leader europei, abbiano il dovere di credere alla Befana, se questo significa tenere aperta la porta a soluzioni possibili. Ma noi irresponsabili questo dovere non l’abbiamo.

 

I leader facciano le loro gabole, i loro truschini, adottino tutti i mezzi e mezzucci necessari per mascherare la realtà nel teatro dell’assurdo messo in scena a Washington, però nella consapevolezza che con Trump a un certo punto bisogna rompere […].

 

Avallare Trump che avalla Putin e si allea con lui, lo spalleggia, gli regge il moccolo, vuol dire consegnarsi alla sconfitta senza più combattere. Tutti gli chiedono di mostrare la forza per ottenere la pace dall’aggressore. Lui non lo fa. Non lo farà, se le cose che invece ha fatto finora hanno un senso.

 

foto di gruppo vertice alla casa bianca con zelensky e i leader europei foto lapresse

Il suo tradimento è completo, parte dalla distruzione dell’establishment americano, dalla formazione di una squadra di presentatori televisivi al Pentagono e all’Intelligence, dalla corruzione e fascistizzazione della società americana, e solo nel caso di Israele e dell’Iran, dove ha subito egli stesso la forza esplosiva del governo Netanyahu, che lo ha portato per mano, riluttante, al bombardamento dei siti nucleari iraniani dopo aver conquistato i cieli di Teheran, Trump ha funzionato in una qualche forma di leadership occidentale.

 

L’Europa deve unirsi e potenziarsi, riarmarsi e coordinarsi, nel solco dei Willing. E sarà costretta, […] prima o poi, a denunciare l’accordo che le passa sulla testa e che svende con caratteristiche ultramonacensi eroismo e libertà e indipendenza degli ucraini, primo passo per la divisione e l’abolizione come entità europeista, al pari dell’entità sionista, dell’Unione.

 

emmanuel macron donald trump giorgia meloni foto lapresse

Qui interviene un realismo di secondo grado. Se l’America che abbiamo conosciuto non c’è più, non c’è più. Punto.

 

Lo schema per cui Trump detta ogni condizione possibile a tutti è la via più sicura per il trionfo che Putin non ha conquistato sul campo.

 

E che ha invece ottenuto con la vittoria elettorale di un uomo ricattabile erratico inaffidabile per le democrazie europee.

 

Le lusinghe hanno le gambe corte. Alla corte di Trump c’è solo l’ombra di Putin, Inghilterra Germania Francia e Italia avrebbero tutte le caratteristiche di un contrappeso efficace, se solo non si facessero incartare dal simulacro  di una tradizione atlantista tramontata nel deserto Maga e se non si facessero piegare da un’alleanza di fatto del lestofante e del kagebista che solo la rivolta del popolo americano e del Congresso, stimolati dal “no” e dalla rottura europea, potranno sanare con la caduta di un autocrate da barzelletta che è nelle mani di un autocrate da tragedia.

trump putin meme 1

donald trump vladimir putin anchorage alaska foto lapresse

trump putin meme 5trump putin meme 2la stretta di mano tra putin e trump ad anchorage, alaska. foto lapresse

ushakov - lavrov - putin. - trump - rubio - witkoff - summit anhorage, alaskaDONALD TRUMP - VLADIMIR PUTIN - MEME BY 50 SFUMATURE DI CATTIVERIA

foto di gruppo vertice alla casa bianca con zelensky e i leader europei foto lapresse volodymyr zelensky alla casa bianca con i leader europei foto lapresse volodymyr zelensky alla casa bianca con i leader europei foto lapressetrump putin meme 4

 

Ultimi Dagoreport

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)

francesco de tommasi marcello viola daniela santanche ignazio leonardo apache la russa davide lacerenza pazzali

DAGOREPORT - CHE FINE HANNO FATTO LE INCHIESTE MILANESI SULLA SANTANCHE', SUL VISPO FIGLIO DI LA RUSSA, SUL BORDELLO DELLA "GINTONERIA" AFFOLLATA DI POLITICI, IMPRENDITORI E MAGISTRATI, OPPURE SULL'OSCURA VENDITA DELLA QUOTA DI MPS DA PARTE DEL GOVERNO A CALTAGIRONE E COMPAGNI? - A TALI ESPLOSIVE INDAGINI, LE CUI SENTENZE DI CONDANNA AVREBBERO AVUTO UN IMMEDIATO E DEVASTANTE RIMBALZO NEI PALAZZI DEL POTERE ROMANO, ORA SI AGGIUNGE IL CASO DEL PM FRANCESCO DE TOMMASI, BOCCIATO DAL CONSIGLIO GIUDIZIARIO MILANESE PER “DIFETTO DEL PREREQUISITO DELL’EQUILIBRIO” NELL’INDAGINE SUL CASO DI ALESSIA PIFFERI – MA GUARDA IL CASO! DE TOMMASI È IL PM DELL’INCHIESTA SUI DOSSIERAGGI DELL’AGENZIA EQUALIZE DI ENRICO PAZZALI, DELICATISSIMA ANCHE PER I RAPPORTI DI PAZZALI CON VERTICI GDF, DIRIGENTI DEL PALAZZO DI GIUSTIZIA MILANESE E 007 DI ROMA - SE IL CSM SPOSASSE IL PARERE NEGATIVO DEL CONSIGLIO GIUDIZIARIO, LA CARRIERA DEL PM SAREBBE FINITA E LE SUE INDAGINI SUGLI SPIONI FINIREBBERO NEL CESTINO - LA PROCURA DI MILANO RETTA DA MARCELLO VIOLA, CON L'ARRIVO DELL'ARMATA BRANCA-MELONI, E' DIVENTATA IL NUOVO ''PORTO DELLE NEBBIE''?