trump fucile armi

AMERICA FATTA A MAGLIE - GLI AVVISI DI TRUMP SULLA NORDCOREA HANNO UN PRECISO DESTINATARIO: IL REGIME COMUNISTA DI PECHINO - “THE DONALD” SI È FATTO PIÙ FURBO ANCHE CON L'AVVERSARIO STORICO CHE MINACCIA DI RESTARE IN CAMPO, BARACK OBAMA, MA CHE ORA DEVE MISURARSI CON LA REALTÀ DELL'EX PRESIDENTE

Maria Giovanna Maglie per Dagospia

 

DONALD TRUMP CON IL FUCILEDONALD TRUMP CON IL FUCILE

Te li do io i primi famosi 100 giorni di performance presidenziale.Trump li liquida così’: “Non importa quante cose io abbia realizzato secondo la  ridicola regola dei 100 giorni,e sono state tante, compresa South Carolina, i media le uccidono”. Politics, direbbe  il presidente che si sente ancora un non politico, meglio un sano tweet che scavalca Washington eppure le parla.

 

“La Corea del Nord ha ignorato le richieste  della Cina e del suo presidente così tanto degno di rispetto, quando ha lanciato seppur fallendo un missile  oggi. Che brutta cosa”. Il colpo sembra assestato solo al dittatore di Pyongyang, ma in realtà il destinatario, quello a cui si indica bonariamente che evidentemente non controlla quel che crede di controllare, o meglio che conviene che si sbrighi a farlo, e’ il potentissimo regime comunista di Pechino.

TRUMP MCMASTERTRUMP MCMASTER

 

Il pericoloso gioco coreano si fa così, tra un riarmo fino ai denti nella penisola e un richiamo continuo al ruolo della recalcitrante Cina, la quale Cina del Commercio con gli Stati Uniti non può  veramente fare a meno. Qualche giorno prima il tweet aveva detto: “la Cina è fino in fondo il sostegno economico della Corea del Nord, niente e’ facile, ma se vogliono risolvere il problema della Corea del Nord possono farlo”.

 

Il primo che continua ad affermare che Donald Trump è un ingenuo in politica estera e diplomazia, e che i suoi Twitter non servono a niente se non a coprire quel che non fa, prende il premio di rosicone numero uno. Un po' come quelli che sfottono dicendo che aveva promesso sfracelli e non li sta facendo, e usano l'argomento del Nafta, l'accordo di Commercio con Canada e Messico, che Trump aveva in campagna elettorale promesso di  perché, come è dimostrato, è tutto a svantaggio del commercio nazionale, e invece si rinegoziera’, che è come aver già vinto.

 

TRUMP NEI SIMPSONSTRUMP NEI SIMPSONS

Twitta il presidente in risposta alle polemiche: “Ho ricevuto delle chiamate dai  presidente del Messico e dal primo ministro del Canada che mi hanno chiesto di rinegoziare il NAFTA invece di annullarlo. Ho detto di sì, a condizione che se non raggiungiamo un accordo buono per tutti, il Nafta lo chiudiamo. Le buone relazioni e i buoni accordi sono sempre possibili”.

 

E a dimostrazione che il problema è reale, non frutto della sua follia e ostinazione, precisa dichiarando il dato negativo senza timore: “Gli Stati Uniti registrano la crescita economica più bassa degli ultimi 5 anni nel 2016, il prodotto interno lordo aumenta solo del 1,6. I deficit commerciali  colpiscono la nostra economia in modo durissimo”.

 

TRUMPTRUMP

Trump si è fatto più furbo anche con l'avversario storico che minaccia di restare in campo, Barack Obama, ma che ora deve misurarsi con la realtà dell'ex presidente. il Nobel per la Pace osannato come campione dei poveri e dei diseredati ritorna in pista con una conferenza al mondo della finanza, retribuito quattrocentomila dollari per meno di un'ora di chiacchiere?

 

Trump non twitta niente direttamente, si limita a riportare le dichiarazioni barricadere di Elizabeth Warren, senatrice democratica del Massachusetts,che a Fox News dice: “sono così turbata, ah, l'influenza del denaro è come un serpente che si insinua dentro Washington”, lasciando così a Obama quel che è di Obama, cioè di essere già diventato un conferenziere strapagato aspirante tycoon, e ai democratici quello che e’ dei democratici, cioè essere finiti guidati da alcuni pericolosi pauperisti ed estremisti.

trump gentiloni1trump gentiloni1

 

Via tweet gli americani vengono regolarmente informati degli executive order, che vanno dall'educazione allo sfruttamento del sottosuolo ai veterani alla costruzione del famoso muro, che ora si comincia a capire che i messicani manderanno giù pur di tenersi il NAFTA, e vedrete quanto ci metterà a cambiare la faccia legislativa dell'intera nazione in senso conservatore; ma anche della lotta difficile contro i giudici liberal, per la serie tutto il mondo è paese.

 

Scrive il presidente: Prima i giudici del nonno circuito hanno sentenziato contro il bando, ora di nuovo sono tornati a colpire sulle città santuario, in tutti e due i casi sentenze ridicole. Ci vediamo alla Corte Suprema”.

TRUMP SOLDITRUMP SOLDI

 

Già, perché La Casa Bianca ha capito che le dispute si potranno solo chiudere nella sede costituzionale finale dove già Trump gode di una maggioranza di 5 contro 4, con la più che fondata speranza di poter sostituire un secondo giudice entro l'anno, e siccome tutti e due i probabili dimissionari sono vicini al mondo liberal, la percentuale dei conservatori affini al presidente diventerebbe di 6 a 3,incontrastabile. 

 

Basta per tracciare  un primo bilancio tutto positivo?100 giorni di casino, liquida la partita il New York Times, che su Trump non solo non ha cambiato idea ma gli fa una guerra senza quartiere e della quale non si capisce quale possa essere l'esito per il quotidiano.

 

donald   trumpdonald trump

Più serio e senza pregiudizi, fresco di un Pulitzer per come Peggy Noonan ha seguito la campagna elettorale del 2016, il Wall Street Journal scrive cose condivisibili. Ovvero che contano i prossimi 200 giorni, e spiega che se vuole ottenere la riforma delle tasse, cardine del mandato, la Casa Bianca ha bisogno di maggiore disciplina.

 

Il termine sembra difficile da comprendere per il presidente che in un’intervista alla Fox News proprio della troppa disciplina e della mancanza di libertà della sua nuova vita si è lamentato palesemente e sinceramente, come può capitare solo a un non politico che abbia avuto una vita di divertimento, conquiste, privilegio, successi, non certo a un politico di professione che ha fatto un po’ il topo di Campidoglio tutta la vita e per il quale 1600 Pennsylvania Avenue era l'obiettivo impossibile finale.

 

TRUMP E LA BOMBA ATOMICATRUMP E LA BOMBA ATOMICA

Ma il Wall Street Journal invece insiste che i prossimi 200 o 300 giorni decideranno se Trump è un presidente di successo o un Jimmy Carter repubblicano, e quando dice Jimmy Carter il quotidiano della finanza intende un presidente incapace inetto, un fesso pericoloso.

 

Certamente problemi ci sono, e nessun ordine esecutivo può nascondere a lungo le disfunzioni presenti nella Casa Bianca e nel Congresso, disfunzioni che vanno da una incapacità di gruppi partigiani di trovare un compromesso, ha un partito repubblicano che non si è ancora abituato ha un leader così diverso e viceversa, fino a un presidente della Camera come Paul Ryan,privo di carisma e autorevolezza.

 

donald trump  jeff sessionsdonald trump jeff sessions

Queste disfunzioni hanno impedito che si venisse a capo del gran casino della Obamacare, la sciagurata  riforma della salute dell'ex presidente democratico. Così com'è’ e’ troppo cara, inefficiente, ma il senso di urgenza non è stato trasmesso ai parlamentari, nessuno si è spaventato,il primo a non aver fatto il Trump è stato proprio Trump. Perché se fai il Trump te ne vai in Kentucky dove nessuno ha l'assicurazione perché le regole dell'Obamacare sono così pesanti che nessuna compagnia vuole vendere più la copertura,e da lì minacci gli altri, ma anche i tuoi, se non si danno una mossa.

 

donald  trump barack obamadonald trump barack obama

 Il Wall Street Journal segnala giustamente che deve finire anche la fretta  nel preparare le cose per la fretta di annunciarle, ovvero che lo statista deve avere la meglio sul promoter, e precisa che la fretta potrebbe colpire anche sulla fondamentale riforma delle tasse annunciata due giorni fa.

 

Una riforma va riempita infatti anche nei dettagli e nelle insidie burocratiche in cui si nasconde il veleno, servono funzionari e burocrati, e mentre le prime file della nuova Amministrazione sono di alto livello, le seconde e le terze sono vuote,perché mancano 465 posti su 556, e tutti richiedono la conferma del Senato.

 

donald  trump  barack obamadonald trump barack obama

Finora la Casa Bianca ha cercato di evitare nomine di persone che non erano state trumpiane durante la campagna elettorale, ma la ricerca disperata di un numero così alto e qualificato di trumpiani e’ per il momento fallita. E’ l'altra faccia del non essere un uomo di partito e non avere quindi una base organizzata di sostegno. Trump deve intendere questo quando dice che se lo mmaginava meno faticoso il suo nuovo lavoro.

Ultimi Dagoreport

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO, POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…