di maio cacciari salvini

GLI INTELLO’ DE’ SINISTRA NON SI RASSEGNANO E PROVANO ANCORA A DETTARE LA LINEA- SENTITE CACCIARI: IL PD PARLI AI 5STELLE PER ISOLARE LA LEGA - "ASSURDO CHE I DEM IGNORINO LE DIFFERENZE FRA DI MAIO E SALVINI E "LASCINO ANDARE" L' ALLEANZA TRA 5STELLE E LEGA, NELLA SPERANZOSA ATTESA CHE VADANO A SBATTERE PER MERITI PROPRI"

Massimo Cacciari per il “Fatto quotidiano”

 

MASSIMO CACCIARI

Credo che l' elettorato 5Stelle - non so quanto rappresentato dalla minoranza che, certo in buona fede, pensa sia espressione di democrazia diretta (diretta da chi?) partecipare ai ludi delle piattaforme Rousseau - dovrebbe ormai porsi il quesito: l' alleanza con la Lega di Salvini può essere ancora considerata una inevitabile coalizione di governo (resa tale anche dai pop corn di renziana memoria), o si tratta del primo balbettante passo verso intese di carattere strategico?

di maio

 

Penso infatti che molte delle correnti di opinione pubblica che si sono rivolte ai 5Stelle non l' abbiano fatto solo per protestare contro i precedenti governi e i loro leader, in base alle viete retoriche nuovistiche e rottamatorie, ma perché davvero interessate, in modo diverso, ad aspetti importanti della propaganda pentastellata. La subalternità culturale del centrosinistra alle mode tardo-liberiste in materia di lavoro, occupazione e distribuzione del reddito, l' assenza o quasi di una sua proposta davvero riformatrice per una nuova governarce dell' Unione europea, avevano portato a vedere nei 5Stelle una possibile risposta alla crisi del Paese forse più dei vaffanculo dei Grillo e dell' innocente incompetenza dei Di Maio. Ma ora?

MATTEO SALVINI CON LA FELPA DELLA SARDEGNA

 

Non sarebbe il momento di chiedersi quali e quante di quelle esigenze potranno trovare soddisfazione all' interno di un accordo strategico con la Lega? Ed è ragionevole pensare che il protrarsi di un "contratto" che si svolge attraverso micro-compromessi, strappi e strappetti, possa funzionare nel senso auspicato dalla stragrande maggioranza dell' elettorato grillino?

 

A differenza dei 5Stelle, la Lega ha strategia, rapporti internazionali, radicamento territoriale, una classe politica fatta di sperimentati amministratori a tutti i livelli. La disparità è eclatante. C' è qualcosa che possano strategicamente condividere i 5Stelle con chi viene esaltato dalle destre europee più cupamente reazionarie, dagli ideologhi putiniani che vorrebbero restaurare la grande Russia zarista, dal Trump della Grande Muraglia? Illudersi che posizioni simili possano non riflettersi anche sulle priorità da perseguire a livello nazionale è puro infantilismo politico. Gli obiettivi pentastellati - ammesso, e concesso, esistano ancora per il movimento - risulteranno del tutto subordinati a quelli della forza "globalmente" più rappresentativa del governo (e ciò anche a prescindere dalla quantità dei voti!).

di maio

 

Coloro che hanno votato 5Stelle ed erano a Genova coi no-global vent' anni fa, con Cofferati al Circo Massimo, che avevano fatto sventolare la bandiera della pace alle loro finestre negli anni della sciagurata guerra in Iraq voluta da Bush jr., trovano un qualche nesso tra il senso di quelle esperienze e ciò a cui vorrebbero portasse il "contratto" con la Lega? O le ritengono un puro errore? E ritengono, dunque, che avessero già ragione i leghisti di allora?

 

La Lega potrà forse concedere qualcosa ai 5Stelle, ma è chiarissimo che la sua direzione di marcia è un' altra, del tutto incompatibile (se non a una condizione, su cui torneremo). Ed è altrettanto chiaro che non si tratta di due rette parallele che mai si incontrano. Così stando le cose, la linea della Lega esaurirà l' energia dell' altra. La lotta politica, a un certo punto, assume sempre una prospettiva irreversibile, a prescindere dalle intenzioni dei contendenti.

salvini

 

Così avvenne in Italia anche negli anni 80. Così avverrà tra 5Stelle e Lega, se i primi non comprenderanno la deriva in cui corrono il rischio di collocarsi. Se non chiariranno quale idea hanno del sistema Paese, e di tale sistema nell' ambito dell' Unione, e la loro posizione all' interno degli equilibri politici della stessa Unione, è destino che, prima, la loro immagine venga oscurata da quella del "socio" di governo, e poi la loro funzione politica scompaia.

 

A un certo punto i fenomeni politici somigliano a quelli fisici: il corpo maggiore, più forte, più organizzato, più coerente nella sua impostazione, attrae nella propria orbita gravitazionale quelli più piccoli, le masse più confuse. Processi che avvengono in miliardi di anni per le stelle, ma magari in pochi mesi per i 5Stelle.

 

luigi di maio con la postepay in mano

Né credo che a chi ha riposto in loro la propria fiducia interessi qualcosa della cupiditas dominandi che trasuda dai sorridenti volti dei Conte e dei Di Maio. Il collante del potere non può qui funzionare come ha certamente funzionato nel centrodestra berlusconiano. E se ciò fosse, saremmo in presenza di una vera mutazione cultural-antropologica del movimento grillino.

Dall' altra parte, da parte di molti sedicenti dirigenti del Pd (da rottamare anche lui? Da rinnovare?

 

ubaldo pantani massimo cacciari

Da chi? Come? Quando?) non si perde occasione per dichiarare che tra Lega e 5Stelle la differenza non c' è, o se c' è non si vede, o se si vede è indifferente. Il Dio continua ad accecare coloro che sembra aver deciso di perdere. Incredibile non si colga l' importanza, niente affatto soltanto tattica, di mettere in primo piano gli elementi storici e culturali di contrasto; incredibile non ci si misuri concretamente sui temi caratterizzanti i 5Stelle con proposte magari alternative alle loro, ma tese a rispondere ai medesimi problemi, mostrando con ciò di ritenerli altrettanto e più essenziali; incredibile non si rilanci ai 5Stelle la proposta di riavviare insieme il piano delle indispensabili riforme istituzionali, affossate dai diktat renziani, e ora del tutto superflue per il capo Salvini (se si esclude l' avallo ai quattrini chiesti dai suoi presidenti di Regione, sotto le mentite spoglie di una idea federalista). Incredibile, infine, non si avverta il drammatico pericolo che si corre a "lasciar andare" l' alleanza tra 5Stelle e Lega, nella speranzosa attesa che vadano a sbattere per meriti propri.

 

di maio

A una condizione, si diceva, infatti, che questa alleanza potrebbe farsi strategica: che per rispondere a esigenze in sé sacrosante di occupazione e difesa dei ceti meno abbienti si pensi necessario subordinarle a istanze sovraniste, nazionalistiche, a obiettivi di sicurezza perseguiti in termini xenofobi, a una cultura dall' impronta esplicitamente autoritaria. Quando sociale e nazionale fanno così grumo, suona la campana del più profondo pericolo. Meditino i pentastellati, ma meditino ancora più quelli che li vogliono a tutti i costi alleati alla Lega.

MASSIMO CACCIARI

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”