PER FERMARE IL DECLINO CI VUOLE PASSERA - GLI ORFANI DI GIANNINO E I LIBERALI DA STRAPAESE SALGONO SULL’AIRONE – LISTA UNICA ALLE EUROPEE?

Tommaso Montesano per "Libero Quotidiano"

«Abbiamo rimesso insieme i cocci. Ci riproviamo. Del resto il progetto di fondo era ragionevole e adesso è più che mai necessario. E lo spazio politico c'è». Michele Boldrin rilancia Fare per Fermare il declino. Con un possibile aggregatore d'eccezione: l'ex ministro montiano Corrado Passera. L'ex banchiere, non a caso, siede in primafila nella sala stampa della Camera dei deputati che ospita la presentazione dei dieci punti programmatici in cui Fare, Partito liberale italiano, Liberali per l'Italia, Uniti verso nord (l'associazione dell'ex leghista Alessandro Cè), Partito federalista europeo e Progett'Azione annunciano la costituzione di un fronte comune in vista delle Europee del 2014.

«Esiste una galassia che condivide lo stesso progetto e la stessa visione per l'Italia», spiega Boldrin, che così ufficializza il cambio di marcia di Fermare il declino, che sotto Oscar Giannino aveva fatto dell'orgogliosa solitudine il suo cavallo di battaglia. D'ora in poi spazio alle alleanze. Magari in vista di una lista unica per Strasburgo. Presto altri tasselli potrebbero aggiungersi al mosaico che il nuovo coordinatore nazionale di Fare sta mettendo insieme.

«Con Italia Futura abbiamo già avviato la collaborazione a livello locale». Boldrin scommette sull'implosione di Scelta civica, pronto ad attrarre nella nuova galassia liberale la parte laica del movimento montiano, contraria a seguire popolari e Udc verso il centrodestra. In quest'opera di reclutamento una mano potrebbe dargliela Passera, ormai deciso a scendere in campo. «Quando c'è voglia di aggregazione, io ci sono.

Se non mettiamo insieme questi pezzi di società aperta...», assicura l'ex ministro delle Infrastrutture agli organizzatori dell'iniziativa. Di certo c'è che nelle ultime settimane i contatti tra Passera e Fare si sono intensificati. Registi Carlo Maria Pinardi, coordinatore lombardo, ed Ezio Bussoletti, esponente della direzione nazionale. Un avvicinamento, quello dell'ex banchiere a Fermare il declino, che ha già incuriosito Andrea Romano, montezemoliano a disagio per la deriva centrista di Scelta civica, e l'economista Mario Baldassarri, ex senatore finiano. Intanto non si placano le scosse di assestamento in Scelta civica. Ieri si è svolta la riunione del gruppo parlamentare al Senato, scosso nei giorni scorsi dallo scontro tra l'ala montiana e i popolari del ministro della Difesa, Mario Mauro.

Dopo quattro ore di riunione, la linea di Mauro ha avuto la meglio: Gianluca Susta, il capogruppo vicino a Monti, si è dimesso. E Scelta civica e Udc, al momento, restano unite in nome della linea del sostegno al governo, così come auspicato dalla stessa area popolare. Il nuovo capogruppo sarà eletto martedì prossimo. «Separarsi dall'Udc non sarebbe una scissione, ma un'espulsione», ha ammonito il ministro della Difesa, che a pranzo ha visto anche Luca Cordero di Montezemolo, leader di quell'Italia Futura i cui parlamentari sono da tempo in fibrillazione.

Intanto Mario Monti ci ripensa. Il Professore, infatti, pur confermando le proprie dimissioni da presidente di Scelta civica, ha deciso di restare nel gruppo parlamentare del partito a Palazzo Madama. Alla base della decisione, oltre al «pressante invito a riconsiderare tale decisione» che gli è stato rivolto, le conclusioni dell'assemblea degli eletti di due giorni fa, favorevoli alla separazione consensuale con l'Udc. Linea, però, da ieri ufficialmente minoritaria nel gruppo al Senato.

 

Corrado Passera CLINI E PASSERAMichele BoldrinOSCAR GIANNINO AD ATREJU OSCAR GIANNINO Mario Baldassarri e Michele Vietti il presidente dell eurogruppo juncker a destra in una rara foto con mario draghi e mario monti aspx

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