barconi migranti

GLI SCAFISTI IN AFFARI CON LA POLIZIA LIBICA: IL RAPPORTO DEGLI 007 SUL TRAFFICO DEI MIGRANTI – LA GUARDIA COSTIERA DI TRIPOLI FERMA I BARCONI E SE NON PAGANO IL PIZZO SEQUESTRA I MOTORI – IL PM DI TRAPANI CONFERMA ZUCCARO: LA MAFIA HA MESSO LE MANI SUI CENTRI D’ACCOGLIENZA

 

 

1. GLI 007: «FUNZIONARI LIBICI FAVORISCONO IL TRAFFICO DI MIGRANTI»

 

Valentino Di Giacomo per “il Messaggero”

 

Sono tre i principali gruppi di trafficanti di esseri umani attivi in Libia nel mirino degli 007 europei. Gruppi che riescono ad alimentare il flusso di migranti verso le nostre coste con la complicità della Guardia costiera del governo di Tripoli. Secondo fonti dell'intelligence austriaca, sarebbero queste connivenze, più che l'attività svolta in mare dalle navi delle ong, ad aver agevolato il recente flusso di sbarchi.

 

barconi in partenza da Sabratahbarconi in partenza da Sabratah

I contatti tra le Ong e gli scafisti, più volte documentati dalla Marina e dalle maggiori agenzie di sicurezza europee, è un fenomeno che è esistito, ma che, in base alle informazioni, avrebbe un impatto sulla quantità di sbarchi significativamente inferiore rispetto ai loschi rapporti imbastiti, sulla terraferma, tra scafisti e guardie libiche compiacenti.

 

LE ORGANIZZAZIONI

Un rapporto dell'Hna una delle tre agenzie d'intelligence austriache fa luce proprio sull'enorme giro di danaro tra i mercanti di uomini e i delegati del governo di Tripoli che, teoricamente, sarebbero preposti a tenere sotto controllo il flusso migratorio in partenza dalle coste nordafricane.

 

A Sabratah, la città a 80 chilometri a Ovest di Tripoli da cui salpano gran parte dei barconi, il capo del Dipartimento locale anti-migrazione irregolare, che opera sotto il ministero degli Interni del provvisorio governo Sarraj, appartiene a una potente tribù. È l'uomo che decide, in accordo con i trafficanti sotto un adeguato compenso, chi e quando deve partire. Secondo il rapporto, in questa città esistono due potenti organizzazioni che gestiscono il business dei migranti, la prima fa capo ad Ahmed Dabbashi, che nel 2011 si contraddistinse nella lotta all'ex regime di Gheddafi.

migranti in attesa di imbarcomigranti in attesa di imbarco

 

Grazie alla notorietà acquisita in battaglia Dabbashi ha messo in piedi una delle più potenti milizie locali che depreda e schiavizza i migranti prima di lasciarli partire sempre più spesso in accordo con i delegati libici verso l'Italia. L'altra organizzazione, specializzata nel business dei barconi, è gestita da Mussab Abu Ghrein, che si occupa prevalentemente di sudanesi e altri migranti subsahariani. Per i propri traffici Ghrein ha sfruttato invece i saldi rapporti di sangue tra la propria tribù d'appartenenza e quelle al confine con il Niger.

 

LA CORRUZIONE

Un giro di affari e connivenze, documentato da informative d'intelligence di più Paesi europei, mostra come i controllori (i delegati del governo) e i controllati (i trafficanti) anziché essere in conflitto, siano riusciti ad alimentare un sistema economico ben strutturato.

 

Libia Guardia CostieraLibia Guardia Costiera

È lo stesso fenomeno che avviene a trenta chilometri a Est di Sabratah, nella città di Ez Zauia dove si trova un altro hub del Mediterraneo. Anche qui i delegati del governo, che dovrebbero controllare la frontiera occidentale, fanno affari d'oro con i trafficanti e, quando invece non riescono a giungere ad un accordo, passano alle maniere forti. A Ez Zuia le organizzazioni degli scafisti sono costretti a pagare tangenti ai capi della marina libica, altrimenti, una volta partiti i barconi, gli uomini del governo fermano in mare le imbarcazioni e molto spesso si impossessano dei motori per poi rivenderli al mercato nero.

 

migranti 3migranti 3

Qui il capo dei trafficanti si chiama Abdurhaman Milad, da tutti conosciuto come «al-Bija» che ha parentele con chi gestisce il centro di detenzione per migranti della città. La «prigione degli stranieri», aperta lo scorso anno, è gestita dalla famiglia Nasser che appartiene alla tribù Abu Hamayra, la stessa di cui fa parte al-Bija. A Ez Zuia la situazione è ancora più paradossale: oltre al centro dei Nasser, c'era un altro campo dove venivano rinchiusi i migranti, quello di Abu Aissa sotto la diretta gestione del governo di Tripoli.

 

Ma gli uomini delle milizie di Nasser, grazie a continui raid armati di kalashnikov, hanno provocato la chiusura della struttura di Abu Aissa per accaparrarsi più migranti. E si ricorre a sparatorie ed esecuzioni anche tra le due potenti organizzazioni di Sabratah e quella di Ez Zuia che sono spesso in conflitto tra di loro su chi deve avere il controllo delle partenze. Il predominio viene risolto attraverso regolamenti di conti proprio come avviene tra clan della camorra o della mafia.

 

I VIAGGI

migranti 2migranti 2

Il dossier austriaco spiega che la maggior parte dei migranti arriva dalla Nigeria, dal Gambia, dalla Somalia e dall'Eritrea. I disperati fuggono da guerre e carestie affrontando ogni genere di sopruso pur di arrivare in Libia e poi giungere in Europa attraverso i barconi. I migranti sono motivati ad arrivare in Libia perché, prima della caduta del regime di Gheddafi, il Paese nordafricano era considerato uno Stato ricco e con buone possibilità per reperire mezzi di sostentamento da procurarsi prima di navigare verso l'Italia.

 

 

2. PM TRAPANI: ONG INDAGATE PER FAVOREGGIAMENTO ALL’IMMIGRAZIONE

 

Alessandra Ziniti per la Repubblica

 

"Alla Procura di Trapani risulta che in qualche caso navi delle Ong hanno effettuato operazioni di soccorso senza informare la centrale della Guardia costiera". Davanti ai componenti della commissione Difesa del Senato, il procuratore Ambrogio Cartosio da risposte secche e dirette pur non scendendo in alcun particolare dell'inchiesta aperta dalla sua procura sull'ipotesi di reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina  - ha precisato " che coinvolgono non le Ong come tali ma persone fisiche delle Ong".

ONG MIGRANTI2ONG MIGRANTI2

 

Il procuratore si è trincerato dietro il segreto istruttorio sul contenuto della sua indagine specificando solo che "la presenza delle navi delle Ong in un fazzoletto di mare potrebbe costituire, non da solo, ma con altri elementi, un elemento indiziario forte per dire che sono a conoscenza che in quel tratto di mare arriveranno imbarcazioni di migranti e dunque ipotizzare il reato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. Soggetti a bordo delle navi sono evidentemente al corrente del luogo e del momento in cui arriveranno i migranti.

 

Andrea TarondoAndrea Tarondo

“Ma - ha anche osservato il procuratore di Trapani - la risposta a questo quesito deve arrivare tenendo conto della legislazione italiana che prevede una causa di giustificazione. Se una nave qualsiasi viene messa al corrente del fatto che c'è il rischio che un'imbarcazione possa naufragare ha il dovere di soccorrerla in qualsiasi punto e questo principio travolge tutto. Insomma, per la legislazione italiana si potrebbe dire che viene commesso il reato di favoreggiamento di immigrazione clandestina ma non è punibile perché commesso per salvare una vita umana"

 

zuccarozuccaro

Il sostituto procuratore Andrea Tarondo ha poi riferito un recentissimo episodio che proverebbe il doppio gioco delle forze di polizia libiche. Due migranti algerini arrivati a Trapani il 28 marzo scorso hanno raccontato di essere saliti su un gommone in Libia scortati da un altro gommone con a bordo uomini in divisa con la scritta polizia. Dopo alcune miglia una nave della polizia libica avrebbe fermato le due barche sparando e ci sarebbe stata una lite in mare tra le due unita libiche. Probabilmente la nave che aveva fermato il gommone chiedeva soldi per lasciar passare i migranti scortati da un altro gommone della polizia evidentemente d'accordo con i trafficanti.

 

centri di accoglienza 8centri di accoglienza 8

Il procuratore Cartosio ha quindi sottolineato che la sua indagine non ipotizza affatto comportamenti che possano far pensare a reati di associazione per delinquere e dunque non di competenza della Direzione distrettuale antimafia di Palermo.

 

A conclusione della sua audizione il procuratore di Trapani ha escluso di avere elementi per dire che i finanziamenti delle Ong possano avere origini illegittime è che le finalità dei soccorsi in mare delle navi umanitarie possano avere obiettivi diversi. Cartosio ha invece confermato le affermazioni del collega di Catania Zuccaro sugli interessi mafiosi nei centri di accoglienza. "Qui - ha detto - la cosa è ben diversa. Dalle nostre indagini è emerso che soggetti contigui alle organizzazioni mafiose erano inseriti nel business dell'accoglienza e in qualche caso le autorizzazioni sono state revocate".

 

 

Ultimi Dagoreport

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…

nicole minetti carlo nordio francesca nanni

DAGOREPORT – TEMPI SEMPRE PIU' CUPI PER L'EX INVINCIBILE ARMATA BRANCA-MELONI - LA RESPONSABILITÀ NEL PASTROCCHIO DELLA GRAZIA A NICOLE MINETTI PESA, IN PRIMIS, SUL CAPOCCIONE DEL MINISTRO NORDIO - LA PROCURA GENERALE DELLA CORTE D'APPELLO DI MILANO, GUIDATA DA FRANCESCA NANNI, SI E' PRECIPITATA A DICHIARARE CHE L'ISTRUTTORIA SULLA PRATICA MINETTI SI E' ATTENUTA ALLE INDICAZIONI DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA: VERIFICARE LA VERIDICITA' DI QUANTO AFFERMATO NELLA DOMANDA DI GRAZIA SULLA CONDOTTA DI VITA DELLA MINETTI IN ITALIA - NULLA E' STATO APPROFONDITO SULLE ATTIVITA' IN URUGUAY (TRA ESCORT E FESTINI) DELL’EX IGIENISTA DENTALE DI BERLUSCONI E DEL SUO COMPAGNO GIUSEPPE CIPRIANI, SODALE D'AFFARI CON EPSTEIN – DALLA PROCURA DI MILANO, LA PRATICA MINETTI E' TORNATA AL MINISTERO DI NORDIO CHE, DATO IL SUO PARERE POSITIVO, L'HA INVIATA AL QUIRINALE - L'ACCERTAMENTO DI QUANTO RIVELATO DAL “FATTO QUOTIDIANO”, RENDEREBBE INEVITABILI LE DIMISSIONI DI NORDIO, GIÀ PROTAGONISTA CON LA "ZARINA" GIUSI BARTOLOZZI, DI UNA SERIE DI FIGURACCE E DISASTRI: ALMASRI, GLI ATTACCHI AL CSM E AI MAGISTRATI, LA BATOSTA DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA, ECCETERA - (LA REVOCA DELLA GRAZIA SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA DELLA REPUBBLICA...)

meloni buttafuoco fenice venezi colabianchi giuli brugnaro

FLASH! – DIETRO LA CACCIATA DI BEATRICE VENEZI C'E' UNA RAGIONE PIÙ “POLITICA” CHE MUSICALE: A FINE MAGGIO SI VOTA A VENEZIA PER IL NUOVO SINDACO CHE PRENDERA' IL POSTO DI BRUGNARO, GRAN SPONSOR DELLA “BACCHETTA NERA” (COME ANCHE IL MAL-DESTRO ZAIA) - QUANDO MELONI HA SBIRCIATO I SONDAGGI RISERVATI CHE VEDE IL CENTROSINISTRA AVANTI, SOSPINTO DALLO SCANDALOSO CASO-VENEZI (CHE STRAPPA ALLA DESTRA 4-5%), GLI OTOLITI SONO ANDATI IN TILT - E ALLA PRIMA OCCASIONE, CON LE IMPROVVIDE DICHIARAZIONI DI “BEATROCE” CONTRO L’ORCHESTRA, È STATA LICENZIATA - LO STESSO ''SENTIMENT'' VALE PER BUTTAFUOCO, MA IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE, PIU' FURBO, NON OFFRE PER ORA IL FIANCO PER LIQUIDARLO - E SE VENISSE CACCIATO, A DIFFERENZA DI VENEZI, HA L'“INTELLIGHENZIA” DEI SINISTRATI CHE LODA L'INTELLETTUALITA' DEL FASCIO-MUSULMANO CHE APRE IL PADIGLIONE AI RUSSI....

giovanni malago giorgia meloni giancarlo giorgetti andrea abodi gianluca rocchi

DAGOREPORT - IL CASO ROCCHI E' ARRIVATO COME IL CACIO SUI MACCHERONI PER ABODI E GIORGETTI, PRETESTO PERFETTO PER COMMISSARIARE LA FIGC, SCONGIURANDO IL RISCHIO CHE COSI' POSSA CADERE NELLE MANI DELL'INAFFIDABILE MALAGO’ - LANCIATO DA DE LAURENTIIS, "MEGALO' SAREBBE IN LIEVE VANTAGGIO SUL FILO-GOVERNATIVO ABETE - A PARTE GIANNI LETTA, TUTTO IL GOVERNO, IN PRIMIS IL DUO ABODI-GIORGETTI, DETESTA L'IDEA DI MALAGO' E PUNTEREBBE A NOMINARE COMMISSARIO FIGC IL PRESIDENTE DI SPORT E SALUTE, MARCO MEZZAROMA, CARO ALLA FIAMMA MELONIANA…

donald trump benzinaio benzina petrolio greggio

DAGOREPORT – LE UNICHE POMPE CHE NON PIACCIONO A TRUMP SONO QUELLE DI BENZINA! È VERO CHE LE ESPORTAZIONI DI GREGGIO AMERICANE CRESCONO A RITMI RECORD, MA IL PREZZO AL GALLONE NEI DISTRIBUTORI AMERICANI RESTA AI MASSIMI: IL CAOS IN MEDIORIENTE È STATO UN BOOMERANG VISTO CHE LO SCOTTO PEGGIORE LO STANNO PAGANDO I CITTADINI (SI VENDICHERANNO ALLE MIDTERM?), CHE HANNO LA BENZINA ALLE STELLE MENTRE I PRODUTTORI FANNO PROFITTI RECORD – IL MINISTRO DEGLI ESTERI IRANIANO, ARAGHCHI, VOLA A MOSCA E TRATTA CON QATAR E SAUDITI (MA NON CON EMIRATI E BAHREIN, CHE HANNO FIRMATO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE)

kyriakou repubblica radio capital tv8

DAGOREPORT - “LA REPUBBLICA” DI ATENE – THEODORE KYRIAKOU VUOLE CAPIRE CHE DIREZIONE DARE AL GRUPPO GEDI E SE C’È UNO SPAZIO POLITICO (E COMMERCIALE) PER DARE A “REPUBBLICA” UN ORIENTAMENTO PIÙ MARCATAMENTE DI SINISTRA. LA SVOLTA DEL QUOTIDIANO SI DOVREBBE ACCOMPAGNARE, NELLE INTENZIONI DELL’EDITORE GRECO, A UN INVESTIMENTO TELEVISIVO. LA SUA IDEA È QUELLA DI TRASFORMARE IN CANALE DIGITALE “RADIO CAPITAL TV”, GIÀ DI PROPRIETÀ DEL GRUPPO, MA NON È ESCLUSO (E DIPENDERÀ DAL PREZZO) L’ASSALTO A TV8 DEL GRUPPO SKY...