greta thunberg

GLI SCIENZIATI CHE NON SONO GRETINI - UNA PETIZIONE SUL CLIMA DI ESPERTI E STUDIOSI CHE NON VOGLIONO CEDERE A FACILI ALLARMISMI: ''IL RISCALDAMENTO DEL PIANETA NON È COSÌ ANOMALO, CI SI BASI SUI FATTI E NON SU CONGETTURE'' - DA ZICHICHI A FRANCO PRODI FINO ALL'ONCOLOGO UMBERTO TIRELLI: ''COMBATTIAMO L'INQUINAMENTO MA NON DIAMO ALL'UOMO TUTTE LE COLPE DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI''

 

Patrizia Floder Reitter per ''La Verità''

 

schwarzenegger greta thunberg

Innalzamento dei mari, avanzata del deserto, prosciugamento dei ghiacciai, scenari apocalittici. Troppi allarmismi, privi di autorevolezza scientifica, inducono a credere che il riscaldamento globale sia solo causato dall' uomo, ma è una congettura non dimostrata. Contro il catastrofismo imperante alla Greta Thunberg, la scienza si ribella.

 

Un centinaio di fisici, geologi, astrofisici, studiosi del clima e delle patologie tumorali, chiedono più rigore, più serietà e lo fanno con una Petizione sul riscaldamento globale antropico indirizzata ai presidenti della Repubblica, del Senato, della Camera, del Consiglio dei ministri. Il documento, nel quale gli scienziati invitano i politici a non intraprendere una riduzione acritica della immissione di CO2, con l' illusoria pretesa di governare il clima, è sottoscritto da figure di primissimo piano della ricerca.

greta thunberg

 

Da Antonino Zichichi, fondatore del Centro di cultura scientifica Ettore Majorana di Erice, a Renato Ricci, già presidente delle Società di fisica italiana ed europea, da Antonio Brambati, responsabile del Progetto Paleoclima-mare del Programma nazionale per la ricerca in Antartide (Pnra), all' oncologo Umberto Tirelli, direttore del Centro tumori di Aviano, decine e decine di professori e specialisti dichiarano che «è urgente combattere l' inquinamento ove esso si presenti, secondo le indicazioni della scienza migliore».

 

Chiedono pertanto che «siano adottate politiche di protezione dell' ambiente coerenti con le conoscenze scientifiche». Prima cosa da farsi, è dire apertamente che i modelli climatici, complessi programmi realizzati al computer e che vorrebbero spiegare un' origine antropica del riscaldamento globale - come pensa l' Ipcc delle Nazione Unite -, non sono invece in grado di riprodurre la variabilità climatica naturale.

 

ANTONINO ZICHICHI

La premessa è fondamentale, come ci aiuta a comprendere Franco Prodi, già ordinario di fisica dell' atmosfera all' Università di Ferrara ed ex direttore dell' Istituto di scienza dell' atmosfera e del clima del Cnr. «L' unico libero docente di meteorologia in Italia oggi vivente», ama sottolineare il professore, grande oppositore del catastrofismo climatico, 78 anni, bolognese, fratello dell' ex premier Romano Prodi, lo scienziato è tra i promotori della petizione assieme a Uberto Crescenti, Giuliano Panza, Alberto Prestininzi, Franco Battaglia, Mario Giaccio, Enrico Miccadei e Nicola Scafetta, tutti esperti di fisica, geologia o di economia delle fonti di energia. Prodi è un fisico delle nubi, «che sono al centro del sistema climatico».

 

Spiega: «il cambiamento è connaturato al clima, cambiano i parametri astronomici tra sole e terra, cambiano i flussi di radiazioni solari. Anche la sorgente cambia, il sole non è costante nella sua emissione. L' atmosfera si interfaccia con la criosfera, l' idrosfera, la vegetazione.

 

FRANCO PRODI

Ognuno di questi ha aspetti scientifici e problemi. Molti parlano senza conoscere i principi fondamentali del passaggio fotonico terra sole». I modelli di simulazione climatica che da anni sono mostrati per annunciare un futuro spaventoso, non sono realistici. «In modo particolare, non ricostruiscono i periodi caldi degli ultimi 10.000 anni», viene indicato nel documento. Dicono di più: «I modelli falliscono nel riprodurre le note oscillazioni climatiche di circa 60 anni.

 

Queste sono state responsabili, ad esempio, di un periodo di riscaldamento (1850-1880) seguito da un periodo di raffreddamento (1880-1910), da un riscaldamento (1910-40), ancora da un raffreddamento (1940-70) e da un nuovo periodo di riscaldamento (1970-2000) simile a quello osservato 60 anni prima. Gli anni successivi (2000-2019) hanno visto non l' aumento previsto dai modelli di circa 0.2 gradi per decennio, ma una sostanziale stabilità climatica». Il riscaldamento della superficie terrestre non sarebbe, così anomalo. Perché viene spacciata una congettura così sbagliata?

 

«Se i modelli funzionassero, con i dati dei primi decenni del 1800, scarsi, ma che possediamo, dovrei riprodurre le variazioni climatiche che ci sono state da quella data fino ad oggi», chiarisce Prodi. «Invece producono solo degli scenari, del tutto diversi dal quadro della meteorologia in cui la previsione, oggi, è parecchio affidabile.

 

antonino zichichi 7

Per il clima, che è il sistema più complesso presente sul nostro pianeta, non siamo in questa condizione. Certamente i modelli sono sempre più importati ma, producono solo degli scenari. Utili alla comprensione, però non permettono di fare previsioni attendibili. Anche un velo sottile di cirri può cambiare il bilancio delle radiazioni sulla terra e quindi l' essenza del sistema clima, lo scambio fra l' energia del sole con quella infrarossa terrestre».

 

Tutta colpa dell' uomo?

«L' uomo ha un ruolo nel cambiamento solo dal 1700, quando fu inventata la macchina a vapore di James Watt. L' emissione nell' atmosfera di gas da combustibili fossili da parte dell' uomo industriale è cominciata appena due secoli fa: un battito di ciglia nella storia del clima della terra».

 

al gore riscaldamento globale

La petizione sottoscritta dagli scienziati italiani afferma con chiarezza: «È scientificamente non realistico attribuire all' uomo la responsabilità del riscaldamento osservato dal secolo passato ad oggi. Le previsioni allarmistiche avanzate, pertanto, non sono credibili, essendo esse fondate su modelli i cui risultati sono in contraddizione coi dati sperimentali. Tutte le evidenze suggeriscono che questi modelli sovrastimano il contributo antropico e sottostimano la variabilità climatica naturale». E ancora: «Bisogna essere consapevoli che il metodo scientifico impone che siano i fatti, e non il numero di aderenti, che fanno di una congettura una teoria scientifica consolidata».

riscaldamento globale

 

L' invito è a non diffondere il messaggio che tutti gli scienziati siano d' accordo sulla causa antropica. «Non sono un negazionista», precisa Prodi, «dico che conosciamo l' enormità dei processi che avvengono fra i sottosistemi, ma non c' è ancora una modalità di previsione. Invece di insistere con gli allarmismi sulla CO2, sulla distruzione delle foreste tropicali, invece di impostare i rapporti internazionali sul dogma non scientifico del riscaldamento globale o dell' innalzamento dei mari difficilmente prevedibile, cerchiamo di rispettare il pianeta secondo il richiamo dell' enciclica Laudato si' di papa Francesco».

 

Il degrado ambientale deve preoccupare, ma non bisogna cadere nell' ideologia «L' umanità è uscita dal suo ciclo naturale, questa deve essere la nostra consapevolezza e gli uomini di scienza devono dirlo, ragionando sulle nostre risorse ormai limitate. Purtroppo però oggi nel nostro Paese c' è un anti accademismo preoccupante, che nuoce alla ricerca e all' università», conclude con amarezza Prodi.

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)