GLI UCRAINI HANNO IL DENTE AVVELENATO CON LA BIENNALE DI VENEZIA – DOPO GLI SCAZZI CON BUTTAFUOCO, ORA DA KIEV PROTESTANO CONTRO L’INSERIMENTO IN PROGRAMMA DEL FILM SPERIMANTALE “DAU”, DEL REGISTA RUSSO ILYA KHRZAHANOVSKY. L’ARTISTA È UN DISSIDENTE E DA ANNI HA LASCIATO IL SUO PAESE D’ORIGINE, MA LA PELLICOLA È UN PROGETTO CHE VA AVANTI DA VENT’ANNI, HA RICEVUTO FINANZIAMENTI STATALI RUSSI TRA I PRODUTTORI E GLI INTERPRETI CI SONO PERSONE VICINE A PUTIN (E SANZIONATE DALL’UE)
Venezia 83, Ucraina contro il film “Dau” in concorso alla Mostra: “È propaganda”
Estratto dell’articolo di Chiara Ugolini per www.repubblica.it
L'Ucraina, in una nota congiunta del ministero degli Esteri e di quello della Cultura, ha protestato ufficialmente contro l’inserimento nel programma della prossima Mostra del cinema di Venezia del film sperimentale Dau, firmato dal regista russo dissidente Ilya Khrzahanovsky che da anni ha lasciato il suo Paese d'origine.
Il film, frutto di un lavoro ventennale, era stato definito dal direttore della Mostra Alberto Barbera “un progetto unico, un esperimento audace” ed è tra i titoli in concorso a Venezia 83.
Il regista con cittadinanza britannica, tedesca e israeliana ha rinunciato a quella russa dopo l’invasione di Putin dell’Ucraina. Il suo progetto, iniziato nel 2006, aveva l’obiettivo iniziale di raccontare la storia della figura di Lev Landau, fisico premio Nobel che sviluppò i primi ordigni nucleari sovietici e fu per decenni a capo dell’Istituto di problemi di fisica a Mosca e che "ha contribuito controvoglia" alla prima bomba nucleare russa, ma poi si è ampliato in un progetto più ampio.
dau di ilya khrzahanovsky alla biennale di venezia
Alberto Barbera ha raccontato in conferenza stampa come “il regista ha ricreato nel sud dell’Ucraina un autentico istituto di ricerca della fine degli anni Trenta”. […]
"In un momento in cui la Russia continua la sua guerra di aggressione contro l’Ucraina, distruggendo sistematicamente le nostre città, il nostro patrimonio culturale e la nostra identità nazionale, concedere a un progetto legato allo Stato russo e alle sue reti di influenza una delle più prestigiose piattaforme culturali del mondo manda un segnale estremamente preoccupante” si legge in una dichiarazione congiunta del ministero della Cultura e di quello degli Esteri, come riportano diversi media ucraini.
[…] Nel catalogo della Mostra il film risulta di produzione tedesca con fondi svedesi e francesi, senza riferimenti ai finanziamenti russi che risalgono a una fase precedente del progetto. Alcuni media ucraini puntano il dito contro la presenza, tra gli interpreti, del celebre direttore di orchestra di origini greche Teodor Currentzis "che ha ottenuto la cittadinanza russa concessagli da Vladimir Putin e ha sviluppato la sua carriera musicale grazie ai finanziamenti di banche statali russe e istituzioni culturali statali sanzionate".
Come sanzionato - da Usa e Ucraina - risulta il produttore del film, l'imprenditore russo Sergei Adoniev che aveva fornito i fondi al progetto di Khrzahanovsky e al precedente film Dau. Natasha presentato a Berlino nel 2019. Nel cast, accanto a Currentzis che interpreta Landau, Radmila Shchogolieva è la moglie Nora, mentre il regista teatrale Anatoly Vasiliev è il direttore dell’Istituto.
[…]
Dau è stato girato a Kharkiv tra il 2008 e il 2011, "ma la città ucraina è rappresentata nel film esclusivamente attraverso una lente sovietica, senza alcun riguardo per la sua storia e identità" lamentano a Kiev, denunciando il "modello narrativo imperiale che la Russia continua a imporre attraverso la sua guerra di aggressione contro l'Ucraina".
"Non stiamo chiedendo la censura della cultura o degli artisti", ci tengono a sottolineare i due ministeri nel comunicato, "chiediamo alla Mostra di Venezia e alla più ampia comunità culturale di riconoscere come la Russia trasformi la cultura in uno strumento della sua guerra ibrida e di smettere di considerare i progetti culturali sostenuti dal Cremlino come politicamente neutrali".
La polemica sul film Dau si inserisce nella questione che ha coinvolto la Biennale Arte e la scelta del presidente Pietrangelo Buttafuoco di riaprire il Padiglione russo. In occasione della conferenza stampa di presentazione del programma cinematografico Buttafuoco aveva avuto parole molto dure nei confronti della Commissione europea e della sua scelta di togliere due milioni di finanziamento alla Mostra del cinema. “Si è sfilato quest’anno, senza un impatto significativo, un compagno di strada con cui abbiamo condiviso un percorso, in ragione di un punto tutto politico e non giuridico e figurarsi se non culturale. Questo compagno di strada ci lascia e noi non facciamo politica, non assecondiamo i tamburi”.
dau di ilya khrzahanovsky
ilya khrzahanovsky
marina abramovic ilya khrzahanovsky
ilya khrzahanovsky
ilya khrzahanovsky


