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IL PARADOSSO DELL'EUROPA: MALTRATTATA DA TRUMP, NON PUO’ FARE A MENO DEI MISSILONI MADE IN USA – “THE DONALD”, MENTRE DA UN LATO PIANIFICA IL RITIRO DI SOLDATI AMERICANI, DALL’ALTRO FA SAPERE CHE POTREBBE AMPLIARE LA DETERRENZA NUCLEARE NEL VECCHIO CONTINENTE. È SOLO UN MODO PER “RASSICURARE” I PARTNER O FA SUL SERIO? – L’AMBASCIATORE STEFANINI: “COSA SUCCEDE SE, OLTRE RITIRARE TRUPPE E MEZZI, GLI AMERICANI RITIRANO ANCHE LE FORZE NUCLEARI? SENZA L'OMBRELLO USA, L'EUROPA HA DUE POTENZE NUCLEARI, FRANCIA E REGNO UNITO. NESSUNA DELLE DUE HA NEPPURE LONTANAMENTE LA DUTTILITÀ E GAMMA DELLE FORZE USA. E METTEREBBE LA DETERRENZA NUCLEARE EUROPEA NELLE MANI DI DUE GOVERNI CHE RISPONDONO A LOGICHE NAZIONALI, NON EUROPEE O ALLEATE…”

Estratto dell’articolo di Stefano Stefanini per “La Stampa”

 

donald trump

In era Trump la Nato vive alla giornata. Ieri, non brutta. Apprende che gli Usa potrebbero ampliare la deterrenza nucleare in Europa, in controtendenza con la riduzione della presenza militare convenzionale.

 

Quindi avrebbero i Dca ("dual capability Aircraft"), F-35, F-15, Tornado in grado di trasportare ordigni nucleari, in altri Paesi oltre i sei attuali (Belgio, Germania, Italia, Olanda, Turchia, Gran Bretagna). Naturalmente in quelli che hanno più bisogno di deterrenza: Polonia e baltici […]

 

stefano stefanini

Per ora solo "discussioni in corso", con l'intento americano di rassicurare. «Non ce ne andiamo dall'Europa»: niente abbandono della sicurezza transatlantica, anzi un consolidamento. Gli annunci di ritiro di truppe – anticipati, talvolta poi ritirati – hanno lasciato l'Alleanza atlantica in trepidazione su quanto dirà Trump al vertice di Ankara il 7-8 luglio. Se andrà. Scommesse aperte a Bruxelles.

 

La previsione è che in un arco di tempo indefinito – che pure conta molto – gli Usa ritireranno dal teatro europeo circa un terzo dello spiegamento attuale di effettivi e mezzi.

 

vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni

Di fronte a una Russia aggressiva, economia e macchina di guerra in cerca di affermazioni, specie se bloccata in Ucraina, sarà un taglio notevole di capacità difensive. Ma non uno che, se condotto gradualmente da Washington, gli europei non possano compensare, se si rimboccano le maniche.

 

[…]

 

Ma cosa succede se oltre ritirare truppe e mezzi gli americani ritirano dall'Europa anche le forze nucleari? Con cosa e come sostituire l'ombrello nucleare Usa? L'amministrazione Trump non l'ha mai minacciato ma, con un presidente, e un segretario alla Guerra che sollevano continuamente dubbi sul rapporto Usa-Nato e, di conseguenza, sul perdurare dell'impegno americano nella sicurezza europea, domandarselo è inevitabile. E inquietante.

 

DONALD TRUMP PRENDE LA MIRA CON UN FUCILE IMMAGINARIO

La notizia, riportata dal Financial Times, che invece Washington starebbe considerando l'espansione dello spiegamento territoriale dell'ombrello ci metterebbe una pietra sopra.

 

È doppiamente rassicurante: sottrae l'Europa e la Nato alla ricerca di alternative, altamente acrobatiche e problematiche, alla deterrenza nucleare Usa; segnala che, malgrado i dissensi vociferati da Trump, l'America non intende abbandonare l'Europa a sé stessa.

 

[…]

 

Senza l'ombrello Usa, l'Europa ha due potenze nucleari, Francia e Regno Unito. Nessuna delle due attrezzata per una deterrenza allargata. Nessuna ha neppure lontanamente la duttilità e gamma delle forze Usa. Hanno una finalità molto più modesta: sia per Parigi che per Londra l'arma atomica è la garanzia ultima di sicurezza e sopravvivenza nazionali.

 

emmanuel macron keir starmer vertice europeo sull ucraina foto lapresse

Quand'anche, per sostituire l'ombrello americano, venisse "natoizzata" non andrebbe oltre la "deterrenza avanzata" che, in questi tempi di sfiducia negli Usa di Trump la Francia sta già offrendo e a cui hanno già aderito Belgio, Danimarca, Germania, Grecia, Norvegia, Olanda, Polonia, Svezia e Gran Bretagna. Consiste, per il momento, nella partecipazione a esercitazioni, tutti i poteri decisionali rimangono a Parigi.

 

Nell'annunciarla Macron si offrì come potenza protettrice dell'intera Europa ma fu "strategicamente ambiguo" sul come e a che condizioni si muoverebbe in situazioni d'emergenza.

Immaginiamo comunque che affidarsi a Francia, e Regno Unito, diventi il ripiego in caso di ritiro dell'ombrello americano.

 

OMBRELLO NUCLEARE EUROPEO

Metterebbe la deterrenza nucleare europea nelle mani di due governi che rispondono a logiche nazionali, non europee o alleate, e la cui dottrina è condizionata da arsenali e capacità limitate. E sarebbe la soluzione migliore. Sorvoliamo sulle fantasticazioni di "atomica europea".

 

Chi la dà l'atomica a Bruxelles – Parigi, mai – e chi la gestisce? Un "trilogo" Ue? Senza i Dca Usa, nell'incertezza sulla protezione francese e/o britannica, qualsiasi Paese europeo che si ritenga a rischio concluderebbe che l'unica vera garanzia sarebbe dotarsi della propria bomba atomica nazionale. Soluzione Israele o Pakistan/India o Nord Corea. In privato, fra esperti europei del settore se ne parla da tempo. In gergo «proliferazione orizzontale».

 

vertice dei volenterosi a parigi - friedrich merz emmanuel macron keir starmer Giorgia meloni

Ben venga dunque la permanenza e, se del caso, l'estensione territoriale dell'ombrello nucleare Usa/Nato. Deterrenza collaudata, strutturata e partecipativa: sui Dca americani sono addestrati anche piloti dei Paesi ospitanti. Ma lo stazionamento sul perimetro dell'Alleanza non fa sorgere nuovi rischi che i velivoli siano in Belgio o in Lettonia, una sola capitale decide: Washington.

 

Mosca lo sa benissimo. Ed è questo che fa funzionare la deterrenza: malgrado gli sproloqui di Dmitry Medvedev, nessuno dei due azzarda la tragedia di uno scambio nucleare: «Una guerra che non può essere vinta e non deve essere combattuta». Ci arrivarono Mikhail Gorbacëv e Ronald Reagan 41 anni fa. Per tenere fermo il punto serve anche, e ancora, la deterrenza.

OMBRELLO NUCLEARE

DONALD TRUMP - FOTO LAPRESSE

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