giorgia meloni stefano caldoro

DA GOVERNATORE A “MEDIATORE” PER LA MELONI, IL RITORNO DI STEFANO CALDORO CHE STRAPPÒ LA CAMPANIA AL PD – DOPO LE DIMISSIONI DAL CONSIGLIO REGIONALE (SEGUITA DALLA PROMESSA CHE NON AVREBBE LASCIATO LA POLITICA), ORA È CONSIGLIERE DELLA PREMIER PER I RAPPORTI CON LE PARTI SOCIALI, UNA SORTA DI RISARCIMENTO PER UNA LUNGA STORIA DI FEDELTÀ ALLA CAUSA DEL CENTRODESTRA – LUI SI SCHERMISCE: “È SOLO UN COMPITO TECNICO”…

Enrico Marro per corriere.it - Estratti

 

giorgia meloni stefano caldoro

Dalle recenti dimissioni da consigliere regionale in Campania a consigliere della premier Giorgia Meloni per i rapporti con le parti sociali.

 

Un percorso apparentemente strano, quello di Stefano Caldoro, tanto più che stiamo parlando di un politico di lungo corso e non di un tecnico (né giuslavorista né esperto di relazioni industriali).

 

Ma che si spiega proprio con le vicende che legano Caldoro e Meloni fin da quando, nel 2010, il primo, alla guida di una coalizione di centrodestra, fece l’impresa, conquistando la Regione Campania, dopo il decennio del comunista Antonio Bassolino.

 

giorgia meloni stefano caldoro

Stefano Caldoro, nato 64 anni fa a Campobasso e figlio d’arte (suo padre, Antonio, era un deputato del Psi) è uno di quei socialisti di lungo corso che, fin dall’inizio della diaspora dopo Mani pulite, scelse di stare nel centrodestra, fondando poi il Nuovo Psi, del quale è stato prima segretario e, dal 2011, presidente.

 

La sua scelta di campo è stata sempre premiata (viceministro dell’Istruzione nel Berlusconi II, ministro dell’Attuazione del programma nel Berlusconi IV) fino alla delusione subita con la nascita del governo Meloni, quando Caldoro non riuscì a entrare in squadra e di questo incolpò i vertici di Forza Italia, con il quale il Nuovo Psi era legato da un patto federativo fin dal 2013.

 

stefano caldoro

Lo spiegò benissimo il segretario del partito, Lucio Barani: «Non capiamo perché Raffaele Fitto sia ministro e Stefano Caldoro no. Eppure Fitto è di fatto un gemello politico di Caldoro. L’unica differenza è che Caldoro ha scelto di rimanere al fianco del Cavaliere. Così è stato ricambiato?».

 

Di lì a poco l’ex presidente della Campania lasciò il Dipartimento autonomie di Forza Italia e il Nuovo Psi ruppe il patto federativo con gli azzurri, dichiarando il proprio sostegno alla linea politica di Meloni.

 

Quando, lo scorso febbraio, Caldoro annunciò le dimissioni anche da consigliere regionale in Campania, dove era rimasto dopo aver fallito per due volte la riconquista della presidenza (perdendo sempre con il dem Vincenzo De Luca), molti pensarono che la sua carriera fosse finita. Eppure lui aveva precisato: «Non significa che lascio la politica».

 

stefano caldoro vincenzo de luca

Ora l’incarico ricevuto da Meloni non è tanto di natura politica quanto tecnica. È un fatto però che la premier lo ha affidato a un politico a tutto tondo. E allora si può interpretare come un risarcimento per una lunga storia di fedeltà alla causa del centrodestra, senza nulla togliere alle capacità di relazione e mediazione dimostrate da Caldoro durante i diversi incarichi ricoperti.

 

Ieri, nella sala verde di Palazzo Chigi, era seduto accanto al sottosegretario Mantovano e alla stessa Meloni. Toccherà a Caldoro tessere la tela del confronto con le parti sociali. Lui si schermisce: «È solo un compito tecnico», ripete a chi gli fa i complimenti.

giorgia meloni stefano caldoro

 

vincenzo de luca stefano caldoro 2

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