virginia raggi beppe grillo luigi di maio

LE GARANZIE DEL GARANTE GARANTISTA - GRILLO: ''NESSUNA SVOLTA, CHI SBAGLIA, PAGA''. MENTANA RIBADISCE LA QUERELA DURANTE IL SUO TG (VIDEO), E BEPPONE FA MARCIA INDIETRO: ''LO ABBIAMO INSERITO TRA I CREATORI DI BUFALE PER PAR CONDICIO CON GLI ALTRI MEDIA'' - PIZZAROTTI: ''IL TRIBUNALE DEL POPOLO PER LE NOTIZIE? ASSURDO E PREOCCUPANTE''- IL NUOVO CODICE ETICO PASSA CON IL 91% DI SÌ

 

VIDEO - L'ATTACCO DI MENTANA A GRILLO: ''DIFFAMA CHI LAVORA A QUESTO TG''

 

 

 

M5S E CODICE ETICO: «NESSUNA SVOLTA GARANTISTA, DA NOI CHI SBAGLIA È FUORI»

Alessandro Sala per www.corriere.it 

 

BEPPE GRILLO ED ENRICO MENTANA DIETRO AL PALCO DEL CIRCO MASSIMOBEPPE GRILLO ED ENRICO MENTANA DIETRO AL PALCO DEL CIRCO MASSIMO

Il nuovo codice di comportamento del Movimento 5 Stelle, presentato da Beppe Grillo e votato dagli iscritti al Movimento, non rappresenta affatto una «svolta garantista» dei pentastellati in vista di possibili avvisi di garanzia che dovessero raggiungere la sindaca di Roma, Virginia Raggi, o qualcuno dei suoi assessori per le vicende che hanno portato all’arresto dell’ex capo del personale del Campidoglio, Raffaele Marra.

 

Lo sostiene il blog dell’ex comico (in un post firmato dal Movimento) in cui si respinge la teoria di un alleggerimento delle regole interne per evitare di dover mettere alla porta Raggi qualora l’inchiesta arrivasse a coinvolgerla anche con una semplice informazione di garanzia. In passato il movimento aveva attaccato duramente la presenza di indagati nelle liste degli altri partiti. La nuova posizione, più morbida, che prevede dimissioni solo facoltative durante le indagini era apparsa dunque un dietrofront.

MENTANA INTERVISTA BEPPE GRILLOMENTANA INTERVISTA BEPPE GRILLO

 

«Con le nostre regole il Pd sarebbe azzerato»

«Garantiamo ai cittadini che chi tra i nostri eletti non rispetta i principi a cui ha aderito come portavoce viene messo fuori dalla porta - si legge nel testo -. Non aspettiamo il terzo grado di giudizio. Nel MoVimento 5 Stelle già al primo grado si prevede l’espulsione. Se nel PD si applicasse lo stesso nostro Codice, non resterebbe quasi più nessuno».

 

I pentastellati sottolineano come nel movimento non vi sia spazio per indagati per reati gravi, come associazione a delinquere o corruzione, e come anche «una condotta o un comportamento politico o sociale riprovevole ed eticamente censurabile» comporti sanzioni fino all’allontanamento «a prescindere dall’esito di un procedimento penale».

 

Viene poi citato il caso del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che aveva esortato un gruppo di amministratori a fare campagna pro-referendum ipotizzando di offrire ai cittadini fritture di pesce, che nei 5 Stelle «dopo l’oscena pagliacciata non sarebbe durato mezza giornata di più». «L’ipocrisia dell’attesa de terzo grado di giudizio», per i pentastellati, è servita agli altri partiti per consentire di restare in carica «alimentando corruzione e criminalità».

pizzarotti grillopizzarotti grillo

 

L’affondo di Pizzarotti

Sulla questione è intervenuto anche Federico Pizzarotti, sindaco di Parma, che dovette invece lasciare il Movimento in base alle vecchie regole etiche e alle polemiche di cui fu fatto oggetto proprio dalla galassia grillina . «Ora è possibile mio reintegro? Non mi appassiona - ha detto intervenendo a Omnibus, su La7 -. Questo regolamento certifica che quando hanno intrapreso azioni contro di me se le sono inventate, questo regolamento se volessero potrebbero interpretarlo per riammettermi.

 

beppe grillobeppe grillo

Ma sono uscito io. Ma forse dovrebbero fare una cosa mai fatta negli ultimi sei mesi: telefonarmi, ma forse aspettano un form da compilare». Pizzarotti ha anche parlato dell’idea dello stesso Beppe Grillo di costituire giurie popolari per verificare la veridicità delle notizie di giornali e tg: «E’ una distrazione di massa, ci sarebbero altri problemi molto più impellenti. Se noi guardiamo il contesto il blog di Grillo è il primo che distorce le notizie. Spesso le notizie in generale sono distorte in Italia magari per coprire il potente di turno. La frase di Grillo di ieri è grave, il pensiero di avere una giuria popolare è assurda e forse preoccupante».

 

Le mezze scuse a Mentana

Per una frase che aveva accompagnato la sortita di Grillo, che dava dei «fabbricanti di notizie false e che proponeva un collage dei loghi dei principali tg e delle principali testate italiane, il direttore del Tg La7, Enrico Mentana, aveva annunciato querela nei confronti dell’ex comico.

 

maratona mentanamaratona mentana

Anche a questo ha risposto oggi il blog di Grillo: «Non se la prenda direttore, è stato fatto per “par condicio” per non far sfigurare troppo i suoi colleghi. E inoltre si trattava di una denuncia politica per criticare il sistema mediatico nel suo complesso. Le auguriamo di continuare a fare informazione che sia rispettosa della verità e dei cittadini ancora a lungo». Mezze scuse a Mentana, insomma, anche se l’immagine «incriminata» è ancora in bella mostra sul blog.

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...