LA GUERRA DI "BIBI’" - NETANYAHU GETTA BENZINA SUL FUOCO IN MEDIO ORIENTE: “FINO A QUANDO SARO' PRIMO MINISTRO CONTROLLEREMO LA FASCIA DI SICUREZZA IN LIBANO". “BIBI” STA ALIMENTANDO IL CLIMA DI TENSIONE UTILE PER ESSERE RIELETTO ALLE ELEZIONI AUTUNNALI (E STA FACENDO DI TUTTO PER NON FARLE SVOLGERE IL 27 OTTOBRE: TEME CHE LA DATA RICHIAMI IL 7 OTTOBRE 2023, GIORNO DEL MASSACRO COMPIUTO DA HAMAS) – NETANYAHU ASSICURA DI NON PRENDERE ORDINI DA TRUMP: “NON GLI HO CHIESTO IL PERMESSO PER COLPIRE TEHERAN"
Estratto dall’articolo di Davide Frattini per il “Corriere della Sera”
Perfino il piccolo memoriale, poco ostentato come le operazioni dello Shin Bet, è troppo per David Zini, nominato direttore dei servizi segreti interni da Benjamin Netanyahu. Ha fatto smantellare lo spazio che all’ingresso della sede a Tel Aviv commemorava gli 007 caduti il 7 ottobre del 2023 e nelle battaglie successive contro Hamas a Gaza. «Ricorda l’errore», avrebbe motivato secondo il quotidiano Haaretz .
«Instilla un senso di disfatta». Così segue la linea del capo che sta manovrando perché le elezioni non si tengano il 27 ottobre, ultima data possibile: teme che quel 7 nel numero richiami memorie terribili agli israeliani, come se ci fosse bisogno, o che gli avversari politici in campagna elettorale sfruttino il giorno: un 2 cancellato e torna il 7 ottobre.
Netanyahu tira dritto con la sua ricostruzione di questi quasi tre anni di guerra permanente, fino ai conflitti con l’Iran: «Non ho chiesto il permesso a Donald Trump per colpire Teheran, ho semplicemente annunciato il nostro piano» (e sta parlando dei raid a giugno dell’anno scorso). [...]
benjamin netanyahu donald trump mar a lago
«Fino a quando sarò primo ministro controlleremo la fascia di sicurezza nel Libano meridionale». Per poi proclamare: «Ormai occupiamo il 70 per cento della Striscia di Gaza», dove i palestinesi uccisi hanno superato i 73 mila.
La permanenza di Tsahal sembra interferire con i piani di Trump: l’intesa definitiva da raggiungere con l’Iran (che chiede il ritiro israeliano per proteggere Hezbollah) e i progetti per Gaza devastata dai bombardamenti. Il suo Consiglio di Pace si riunisce alla fine del mese «per ripartire da zero», come ammettono fonti americane alla rivista Politico : «La guerra con l’Iran ha completamente distolto l’attenzione dalla Striscia», dove i due milioni di abitanti sopravvivono ammassati nei campi di tende tra le macerie.
benjamin netanyahu - assemblea generale onu
Israel Katz, il ministro della Difesa israeliano, sostiene che non ci sia «alcuna richiesta americana di abbandonare le posizioni in Libano». A Washington vanno avanti i colloqui a livello di ambasciatori tra il governo a Beirut e quello a Gerusalemme: sarebbe in discussione un progetto pilota per trasferire all’esercito libanese il controllo su parte del territorio invaso dalle truppe israeliane. La tregua sembra tenere anche se ieri i soldati di Tsahal hanno bombardato un veicolo che si stava avvicinando ai loro avamposti. [...]
Mentre Rafael Grossi, il direttore dell’Agenzia atomica Onu, già si scontra con l’Iran: sostiene che il memorandum preveda l’ispezione dei siti nucleari. Teheran smentisce e per ora nega l’accesso: «Queste questioni verranno risolte solo con il patto finale».
benjamin netanyahu a washington foto lapresse
proteste contro benjamin netanyahu in israele 5
donald trump benjamin netanyahu foto lapresse.
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