giorgia meloni carlo nordio antonio tajani marina berlusconi

LA GUERRA A DESTRA SUL CASO ROGGERO TRA VANNACCI, MELONI E SALVINI, CON IL QUIRINALE E LE TOGHE NEL MIRINO, METTE IN IMBARAZZO FORZA ITALIA - IL VICEMINISTRO ALLA GIUSTIZIA, SISTO, PRENDE LE DISTANZE DALL’INIZIATIVA DI NORDIO PER LA GRAZIA A ROGGERO: “PER NOI, LE SENTENZE VANNO RISPETTATE. E LA GRAZIA È DI PERTINENZA DEL CAPO DELLO STATO” - IL CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA, ENRICO COSTA: “SIAMO FAVOREVOLI ALLA GRAZIA QUALORA VI FOSSERO LE CONDIZIONI MA RISPETTEREMO QUALUNQUE DECISIONE VERRÀ ASSUNTA. NON È UN QUARTO GRADO DI GIUDIZIO E NON CANCELLA LA GRAVITÀ DEI FATTI” - IL PROSSIMO TERRENO DI SCONTRO È LA GIUSTIZIA, A PARTIRE DALLE INTERCETTAZIONI, SU CUI FORZA ITALIA PROMETTE BATTAGLIA CONTRO MELONI…

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

Francesco Paolo Sisto suona la chitarra

Un conto è la fiammata "law and order", altro è insistere nella sfida a Sergio Mattarella.

Ecco perché adesso Carlo Nordio sarebbe orientato a non forzare ancora la mano. Su un punto, in particolare: l'avvio dell'iter per la grazia a Mario Roggero. Dopo intensa riflessione – e con l'obiettivo di evitare altri frontali con il Quirinale – il Guardasigilli sarebbe dunque propenso ad attendere la pubblicazione delle motivazioni della sentenza prima di muovere passi formali per l'atto di clemenza. Significa che potrebbero passare fino a novanta giorni, l'orizzonte massimo fissato dalla legge.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

Un'eternità, se si considera la pressione della destra a favore del gioielliere autore del duplice omicidio. Un caso attorno a cui Lega, Fratelli d'Italia e Futuro nazionale combattono da giorni per il consenso.

 

È una dinamica che minaccia Forza Italia. Il partito di Antonio Tajani rischia di restare vittima di questa tenaglia di destra. Non a caso, tra gli azzurri qualcosa si muove. Basta parlare con alcuni dei big. Ad esempio, il viceministro alla Giustizia Francesco Paolo Sisto. Gli chiediamo dei toni di queste ore. «Per FI – risponde – le sentenze vanno sempre e comunque rispettate. E la grazia è di pertinenza del capo dello Stato».

 

ENRICO COSTA

Certo, il numero due di Nordio si dice anche «d'accordo» con il principio contenuto in un ddl del governo di non risarcimento del danno per gli autori di reati (tutela di cui, stando alla sentenza di appello, non avrebbe comunque beneficiato Roggero). Ma il nodo resta politico, sottolinea Sisto, consapevole che Futuro nazionale potrebbe lanciare una battaglia per allargare il perimetro della legittima difesa: «Vannacci? Fin dai tempi di Berlusconi siamo abituati a essere inseguiti, non a inseguire. Non lo faremo certo ora. Manteniamo fermi i nostri principi di garantismo e moderazione».

 

Il disagio è evidente. Va gestita una convivenza scomoda con Matteo Salvini. Il leghista medita di proporre interventi sulla legittima difesa che comunque, sempre secondo l'appello, non avrebbe scudato il gioielliere. E sostiene di voler candidare il commerciante anche se la legge lo impedisce.

giorgio mule 30 anni dell agenzia headline giornalista

 

«Mai pensato di candidarlo», si mostra freddo Tajani. E anche il capogruppo di Forza Italia Enrico Costa, che pure nel 2015 tenne un convegno con Roggero, ai tempi vittima di un'altra rapina («fu un video che mi colpì per la brutalità») si mantiene assai cauto. Certo, dice, «va tenuto conto del contesto». Ma poi aggiunge: «Le decisioni della magistratura si rispettano. Siamo favorevoli alla grazia qualora vi fossero le condizioni. L'atto è una prerogativa assoluta del capo dello Stato e rispetteremo qualunque decisione verrà assunta. Non è un quarto grado di giudizio e non cancella la gravità dei fatti».

 

Marina Berlusconi 2

È evidente lo sforzo di tenersi a distanza di sicurezza. Consapevoli del rischio di perdere consenso, ma anche di schiacciarsi troppo a destra. È Giorgio Mulè a tentare una sintesi, con parole aspre verso gli eccessi a destra: «Agli ultra-legalitari si risponde con la serena, ferma e radicata adesione ai valori del garantismo. […] Perché così come esiste il pericolo di una deriva ultra-legalitaria, c'è quella ultra-giustizialista, dove i populisti vanno a braccetto con settori della magistratura». E infatti il prossimo terreno di scontro è proprio la giustizia. A partire dalle intercettazioni, su cui Forza Italia promette battaglia contro Meloni. […]

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