no tav schlein 44

LA GUERRIGLIA NO TAV E L’INDULGENZA DELLA SINISTRA CHE NON HA CAPITO CHE SULLA SICUREZZA SI VINCONO O PERDONO LE ELEZIONI – "LA STAMPA" SOTTOLINEA "IL SILENZIO" DI ELLY SCHLEIN "ANCHE DOPO LA PRESA DI POSIZIONE DI MATTARELLA" SUGLI “ATTI EVERSIVI” ANDATI IN SCENA A CHIOMONTE CON CENTINAIA DI INCAPPUCCIATI, BOMBE CARTA LANCIATE, CAMIONETTE DEI CARABINIERI IN FIAMME E OLTRE 50 AGENTI FERITI – “IL TEMA DELLO STATO E DELLA SICUREZZA PER LA DESTRA È UN MAGLIO DA SCAGLIARE CONTRO L'AVVERSARIO PER MIETERE CONSENSI E, MAGARI, PROPORRE PROVVEDIMENTI BANDIERA. PER LA SINISTRA È UN GRANDE "RIMOSSO", GRAZIE AL QUALE, APPUNTO, SI FORNISCE ALLA DESTRA UN ASSIST” – I "NUOVI PARTIGIANI" E QUELLA "ZONA GRIGIA", DI CUI PARLÒ LA PROCURATRICE LUCIA MUSTI, ALLA VIGILIA DELLA… - VIDEO

 

Alessandro De Angelis per la Stampa - Estratto

 

no tav scontri chiomonte

Partiamo dai fondamentali: in una democrazia, ogni manifestazione di dissenso, anche la più radicale, è sempre legittima. Con un unico discrimine: la violenza. Quel che è andato in scena ieri in Val di Susa non ha nulla a che fare con l'esercizio democratico del dissenso.

 

Centinaia di incappucciati, bombe carta lanciate, camionette dei carabinieri in fiamme, sono, tecnicamente, atti eversivi.

 

È uno spettacolo tetro che si ripete, uguale a se stesso, da vent'anni. L'attesa quasi febbrile di ciò che accadrà, sapendo già quale sarà il finale: antagonisti che arrivano da ogni parte d'Italia e d'Europa, cortei scientificamente divisi, un'azione paramilitare decisa a monte, episodi di guerriglia, scontri.

 

Elly Schlein 23

Dal 2005 Askatasuna diventa il punto di riferimento nazionale e internazionale della galassia dei centri sociali e utilizza la Val di Susa come palestra dell'antagonismo, con la copertura e il tacito assenso di alcune amministrazioni locali.

 

Si è perso il conto dei poliziotti rimasti feriti. È una battaglia reale e simbolica, la cui narrazione dei "nuovi partigiani" è sostenuta da intellettuali, artisti, docenti e comunque non contrastata da quella "zona grigia", di cui parlò la procuratrice Lucia Musti, alla vigilia della famosa manifestazione di Torino dove fu preso a martellate un poliziotto lo scorso gennaio. Anche in quel caso, l'esito era scritto nelle premesse della mobilitazione e nella regia.

 

no tav scontri chiomonte

In un paese normale, davanti a atti eversivi le forze politiche democratiche dovrebbero, con equilibrio e misura rispetto all'entità del fenomeno – ovvero senza enfatizzarlo o minimizzarlo – condannare in modo unitario, in nome dei valori dello Stato democratico.

Punto. In Italia, invece, non è così perché tutto, nell'epoca del primato dell'identità, è curvato rispetto al consenso.

 

E succede questo: mezzo governo, in difficoltà su altri terreni – il paese reale, la benzina, il contesto internazionale – a camionette ancora in fiamme non si limita alla denuncia dell'accaduto ma lo cavalca attribuendo alla sinistra la responsabilità dei disordini. La sinistra, invece, e neanche tutta, dichiara a scoppio ritardato sugli esagitati. Ma non Elly Schlein in prima persona, neanche dopo la presa di posizione di Sergio Mattarella.

 

Scontri No Tav cantiere Chiomonte 24

E così, nel rimpallo di giornata, la questione scivola via, trascinandosi dietro l'essenziale, meritevole invece di una riflessione. Che è il tema dello Stato e della sicurezza. Per la destra è un "maglio" da scagliare contro l'avversario per mietere consensi e, magari, proporre provvedimenti bandiera. Per la sinistra è un grande "rimosso", grazie al quale, appunto, si fornisce alla destra un assist.

 

La Val di Susa arriva dopo la sventurata manifestazione indetta dal sindaco di Bologna, quando ancora non erano acclarate – non lo sono tuttora – le responsabilità per la morte di Abderrahim Fakir secondo un riflesso pavloviano per cui le colpe sono sempre della polizia, paragonata sciaguratamente all'Ice da qualche improvvido dirigente.

 

no tav scontri chiomonte

E se nello specifico degli scontri di ieri è strumentale attribuire delle responsabilità dirette a partiti che non hanno partecipato, è altrettanto vero che si impone una riflessione seria sul tema della zona grigia. Il punto non è la condanna successiva, ma il fare i conti, a monte, con quei mondi dell'indulgenza, evocati dalla procuratrice Lucia Musti, e con quei pezzi di sinistra radicale che flirtano coi centri sociali.

 

Dell'indulgenza fa parte il non parlare più della Tav, perché divisiva rispetto a quei mondi.

 

Per Enrico Berlinguer i terroristi non erano "compagni che sbagliano", ma nemici della Repubblica, e su questo il Pci ingaggiò una discussione vera, al suo interno, e una battaglia politica dura all'esterno. Nella consapevolezza, su cui tenere e conquistare le masse popolari, che l'estremismo chiama sempre la reazione. È l'opposto della logica del "tanto peggio per gli altri, tanto meglio per noi" secondo cui più si radicalizza lo scontro meglio è. Qui non c'entrano le "mediazioni" dentro una coalizione, ma il senso profondo della partita in atto.

Scontri No Tav cantiere Chiomonte 22Scontri No Tav cantiere Chiomonte 23

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