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"IL GOVERNO PRENDE SOLDI DOVE CAPITA, ED È SEMPRE ALLA RICERCA DI COPERTURE FINANZIARIE" - I DEPUTATI DEL PD CHIEDONO A GIORGETTI DI RIFERIRE IN PARLAMENTO IN MERITO ALL'IPOTESI DI TASSARE IN MANIERA DIFFERENTE, IN FUNZIONE DELLA LORO ORIGINE, GLI UTILI DELLE BANCHE: "QUALI MISURE INTENDE ADOTTARE IL MINISTRO AFFINCHÉ LE MODIFICHE FISCALI NON SI TRADUCANO IN MAGGIORI ONERI PER CITTADINI E IMPRESE?" - IL RISCHIO È CHE IL CETRIOLONE FINISCA TRA LE CHIAPPE DEI CONSUMATORI, COSTRETTI A PAGARE SERVIZI PIÙ CARI - PS: CHE NE PENSA MARINA BERLUSCONI DELLA TASSA (FININVEST HA IL 30% DI MEDIOLANUM)?

'Economia Giancarlo Giorgetti

(Adnkronos) - L'ipotesi prospettata dal ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti di tassare in maniera differente gli utili delle banche, in funzione della loro origine, finisce in un'interrogazione parlamentare del Pd direttamente al titolare del dicastero di via XX settembre.

 

Firmato dal capogruppo dei senatori dem, Francesco Boccia, assieme ai colleghi Cristina Tajani e Daniele Manca, il documento pone questioni già sollevate in altre occasioni, quando sono state introdotte modifiche alle tassazioni sugli istituti di credito in Manovra: i riflessi sulle tasche di famiglie e imprese di eventuali interventi fiscali nei confronti delle banche, gli impatti sulla concorrenza nel settore anche guardando all'estero e, non da meno, l'incertezza generata sui mercati da ipotesi e non dalla presentazione di misure già strutturate.

 

francesco boccia ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE

A spiegarlo è all'Adnkronos proprio il senatore Boccia: "Il primo punto è che il governo, senza politica industriale, prende i soldi dove capita ed è sempre alla ricerca di coperture" e che, in tutto questo, "c'è un'unica certezza: quella che paga sempre il cittadino". Nell'interrogazione, i tre senatori chiedono a Giorgetti "la conferma se sia allo studio una riforma della tassazione degli utili bancari basata sulla loro diversa origine" e "quali siano le finalità perseguite".

 

E se il ministro, scrivono Boccia, Tajani e Manca, "intenda chiarire i dettagli dell'ipotizzata diversa tassazione degli utili e se essa prefiguri possibili vantaggi per taluni operatori a discapito di altri", così come "quali misure intenda adottare affinché eventuali modifiche della disciplina fiscale del settore bancario non si traducano, direttamente o indirettamente, in maggiori oneri per cittadini e imprese, e se intenda a tal fine prevedere, a differenza di quanto avvenuto nell'ultima legge di bilancio, un esplicito divieto di traslazione degli oneri sulla clientela".

 

giancarlo giorgetti ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE

Su questo punto, Boccia all'Adnkronos ricorda infatti l'emendamento alla legge di Bilancio dell'anno scorso, respinto dalla maggioranza, che introduceva l'impossibilità per le banche di far ricadere sui clienti eventuali aumenti delle tasse: "Avevamo chiesto di evitare ricadute sui costi, il nostro timore è che cittadini e imprese paghino servizi più cari", ribadisce.

 

I senatori dem. con l'interrogazione, chiedono di "verificare che qualsiasi intervento non sia adottato sulla base di presupposti propagandistici e privi di fondamento giuridico ed economico, che rischiano di determinare effetti distorsivi della concorrenza e che finiscano poi, anche indirettamente, per penalizzare cittadini e imprese attraverso un aumento del costo del credito o una minore capacità del sistema bancario di sostenere l'economia".

 

Nell'interrogazione si chiede anche se dal Mef sia stata fatta "una stima del gettito derivante dall'ipotizzata tassazione degli utili bancari, sulle possibili entrate per il bilancio dello Stato e a quali finalità saranno destinate tali risorse, nonché una stima sulle eventuali ricadute che tali misure potrebbero determinare sul costo del credito,

francesco boccia (2)

 

sulle condizioni applicate a famiglie e imprese per mutui e prestiti, e sulla tutela del risparmio; se abbia svolto una valutazione comparativa circa gli effetti che un'eventuale revisione della fiscalità bancaria potrebbe produrre sulla competitività del sistema bancario italiano rispetto ai principali gruppi europei e internazionali operanti nel nostro Paese".

 

Un punto fermo, ironizza Boccia, "sono le incertezze di Giorgetti, ma noi vogliamo sapere cosa voglia tassare, quanto, quando e perché voglia farlo. Vorrei ricordare - dice ancora il senatore - che il credito non si governa con dichiarazioni estemporanee, mentre bisogna parlare quando sono state prese decisioni, per non generare incertezza". Al momento, continua l'esponente dem "nessuno sa quali utili saranno tassati, non è stato spiegato: sono quelli generati dalle imprese, dai margini di interesse o quelli derivati dalla gestione del risparmio?".

 

Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti

E conclude: "Quello che è certo è che, dopo quattro anni di governo, non esiste una riforma organica del fisco, del mercato dei capitali e di quello del credito. La sensazione è che l'abbia buttata lì, ma non dimentichiamo che dopo l'estate si inizi a lavorare sull'ultima manovra" della legislatura.

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