legge elettorale giorgia meloni roberto vannacci carlo calenda

I “DUE FORNI” DI GIORGIA MELONI – LA DUCETTA SI PREPARA NELL’EVENTUALITÀ, MOLTO CONCRETA, CHE FORZA ITALIA E LEGA INSIEME NON RAGGIUNGANO IL 15% E, DI CONSEGUENZA, SALTI IL PREMIO DI MAGGIORANZA PREVISTO DAL “MELONELLUM” - IL PIANO B DELLA PREMIER È IL PIÙ CLASSICO DEL “DOPPIO FORNO”: UN’ALLEANZA POST ELETTORALE CON CHI È RIMASTO FUORI DALLE ALLEANZE. CORTEGGIARE CALENDA POTREBBE NON BASTARE (AZIONE DIFFICILMENTE AVRÀ ABBASTANZA PARLAMENTARI). E DUNQUE, POTREBBE APRIRSI UNA DELICATISSIMA TRATTATIVA CON VANNACCI – PERCHÉ LA DUCETTA SI È LANCIATA NELLA RIFORMA ELETTORALE CHE POTREBBE FARLA PERDERE, E FA INCAZZARE I PEONES DI LEGA E FORZA ITALIA (CHE POTREBBERO BOCCIARGLIELA CLAMOROSAMENTE IN PARLAMENTO)?

Estratto dell’articolo di Tommaso Ciriaco per “la Repubblica”

 

giorgia meloni fischiata - inaugurazione giochi del mediterraneo a taranto

C’è una percentuale che spaventa palazzo Chigi: 15%. È un numero che potrebbe condizionare l’iter della legge elettorale, attesa per fine agosto al Senato. Il cerchio magico meloniano considera questa soglia un autentico spartiacque: se la somma dei voti di Forza Italia e Lega non supererà il 15% - questa almeno è la stima su cui ragiona Giorgia Meloni, il centrodestra quasi certamente non riuscirà a raggiungere quota 42%, che è l’asticella da oltrepassare per chi punta al premio di maggioranza.

 

In uno scenario ottimistico, infatti, Fratelli d’Italia pensa di poter raggiungere il 26%: mancherebbe il 16% all’obiettivo (l’1% dovrebbe essere garantito da Noi moderati). Il problema è che le ultime rilevazioni indicano azzurri e leghisti in calo. Una tendenza che rischia di mandare in frantumi ogni possibile compromesso tra alleati già nelle prossime settimane.

 

giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 2

Fermiamoci un attimo su questo numero e analizziamolo alla luce della super media dei sondaggi elaborata periodicamente da Youtrend. L’ultima risale a fine luglio e attesta FI all’8% e il Carroccio al 5,9%. Totale: 13,9%, in discesa. Nessuno può ovviamente sapere se un ulteriore arretramento nel consenso possa essere compensato da un incremento dei Fratelli. Ma di certo, nella stessa rilevazione ai meloniani viene attribuito il 26,7%: anche con il contributo di Maurizio Lupi la coalizione si fermerebbe sotto il 42%.

 

Eppure, palazzo Chigi sembra voler andare comunque avanti. La ragione? Ai vertici del governo autorevoli fonti la spiegano così: se anche Meloni fallisse quota 42%, la crescita delle forze esterne ai due poli potrebbe frenare anche la corsa del centrosinistra, negando al Campo Largo il bonus di maggioranza.

 

marina berlusconi 1

In altri termini: non solo Roberto Vannacci a destra, ma anche Carlo Calenda al centro e Potere al popolo a sinistra dovrebbero danneggiare i progressisti. Con un’incognita in più: la potenziale nascita di un soggetto concorrente rispetto al Movimento, guidato da Alessandro Di Battista. [...] In ogni caso, e sempre dando retta alla super media, l’alleanza tra Pd, M5S, Avs, Italia Viva e +Europa si attesterebbe al 44,5%.

 

Meloni, comunque, sembra muoversi ipotizzando che il centrosinistra non raggiunga quella soglia. Per l’attuale legge, in assenza di una coalizione capace di accaparrarsi il 42%, scatta un proporzionale puro.

 

Ed è qui che ci si imbatte nel piano B della premier, almeno ad ascoltare le stesse fonti. È la teoria del “doppio forno”, un’alleanza post elettorale con chi è rimasto fuori dalle alleanze. Non il massimo per chi ha promesso coerenza e niente accordi all’indomani delle elezioni, ma neanche uno schema da larghe intese classiche. Fosse per la presidente del Consiglio, la strada migliore condurrebbe a un patto con Calenda. Non è detto, però, che i numeri di Azione bastino allo scopo. E dunque, potrebbe aprirsi una delicatissima trattativa con Futuro nazionale.

 

Giorgia Meloni Antonio Tajani Matteo Salvini 3

Non sono percorsi agevoli, né scenari a cui affidarsi a cuor leggero. E infatti in questa fase tutti si tormentano attorno al “pericolo 15%”. Di nuovo: conviene a Meloni lanciarsi in una riforma che al momento non sembra garantirle neanche di poter competere per il bonus?

 

Senza trascurare il dilemma che assilla berlusconiani e leghisti prima del decisivo passaggio in Senato: è ragionevole per gli alleati di FdI consegnarsi a una riforma che rischia di renderli irrilevanti? [...]  Fin dal primo momento, Antonio Tajani e Matteo Salvini hanno tentato di rassicurare le truppe, preoccupate dall’addio ai collegi e dall’introduzione delle preferenze, promettendo: saremo “ricompensati” con numerosi seggi nel listone previsto per il premio.

 

roberto vannacci

Un modo per bilanciare lo strapotere di FdI, hanno spiegato ai gruppi parlamentari in allarme. Anche perché, come già raccontato da questo giornale, il 5-6% assegnerebbe al Carroccio, in assenza del bonus per i vincitori, soltanto 30-35 eletti (un terzo degli attuali).

 

È per questo che soprattutto l’ala lombarda chiede a Salvini garanzie prima del voto di settembre a Palazzo Madama: pretende potere sulle liste e potrebbe non fidarsi delle promesse del capo, affossando la legge. E lo stesso vale per FI, dove non si placano i dubbi di Marina Berlusconi per un sistema di voto che, con le preferenze, consegna a Tajani il controllo degli eletti visto che tutti i ras del consenso sono dalla sua parte.

 

Nonostante i dubbi, Meloni dovrebbe andare avanti. Convinta che il voto palese al Senato favorisca l’ok alla legge. Altro discorso è la conta finale a Montecitorio, dove potrebbero invece sfogarsi i franchi tiratori. Con effetti ovviamente devastanti. La premier, attraverso i due vicepremier, ha già fatto sapere che aprirebbe la crisi per tornare al voto entro febbraio. La minaccia è anche “previdenziale”: con urne immediate, niente pensioni per i parlamentari. [...]

giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 6GIORGIA MELONI - NEW YORK TIMES giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 1roberto vannacci coi meloni in mano giorgia meloni al mare alla maddalena foto gente 4roberto vannacci fake GIORGIA MELONI NEL 2002

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