I FURBETTI DEL BOLLINO (SIAE) - LO SCANDALO DELLE CASE D’ORO DEL FONDO PENSIONI DELL’ENTE TOLTE AI BISOGNOSI E REGALATE PER POCHI SPICCIOLI A SINDACALISTI, DIRIGENTI, FIGLI, SEGRETARIE, FIDANZATE - LA FURBATA DI COMPRARSELE DI NASCOSTO, CON UNA CAPARRA MAI VISTA PRIMA (APPENA 500 EURO), CON MUTUI QUARANTENNALI CONCESSI A INQUILINI DI 90 ANNI - VENDETTA, TREMENDA VENDETTA, DEL DIRETTORISSIMO GENERALE BLANDINI…

Gian Marco Chiocci e Massimo Malpica per il Giornale

La Siae è la società che dovrebbe tutelare le opere d'ingegno, ma come si vedrà ha mostrato un grande ingegno nell'opera di tutelare gli amici e gli amici degli amici. Il vero scandalo non è la (inesistente) svendita del patrimonio immobiliare descritto settimane fa dal Corriere della sera e stigmatizzato dai sindacati.

Ma è quanto starebbe emergendo dall'indagine interna predisposta dal direttore generale Gaetano Blandini finalizzata - come si legge in un take dell'agenzia Ansa dell'11 gennaio 2012 - a «raccogliere documentazione per presentare un esposto alla magistratura al fine di accertare eventuali responsabilità di una passata gestione degli immobili del fondo pensioni, gestione che presenta gravissime ombre ed ha comportato pesanti e costanti oneri a carico del bilancio Siae».

Un'iniziativa che a detta di Blandini avrebbe scatenato «la reazione di quanti (evidentemente esperti di disinformazione) temono di perdere "orticelli", privilegi e "rendite di posizione..."».

Per capire a cosa diavolo si riferisse il Dg abbiamo provato a chiedere lumi direttamente all'interessato, che cortesemente ha declinato l'invito precisando che parlerà, se parlerà, solo al momento opportuno, cioè quando la magistratura avrà fatto il suo corso. Il sospetto è che abbiamo calpestato lo stesso orticello intoccabile evocato da Blandini, che avrebbe visto premiati direttori e vicedirettori Siae, segretarie, fidanzate, moglie, figli, sindacalisti che vivono in fitto, spesso a quattro soldi, negli appartamenti più belli della Siae del suo Fondo pensione.

Appartamenti ripetutamente negati a impiegati comuni, con più figli a carico, come riferito in lettere all'Ente visionate dal Giornale. Appartamenti che, con un colpo di mano, costoro avrebbero voluto pure comprarsi con mutui a 40 anni dando come anticipo la cifra stellare di 500 euro.

Seguiteci. Le polemiche scaturite nei confronti del nuovo direttore generale per la decisione di cedere parte degli immobili dell'Ente a fondi, denominati «Norma» e «Aida», curiosamente non affrontano il pregresso che avrebbe poi portato alla asserita vendita del patrimonio. Prima dell'arrivo del mostro Blandini, la Siae decide di avviare l'istruttoria per la cessione, a prezzi di favore, di alcune abitazioni di via Borgia, a Roma, in cui vivono i fortunati Siae (e loro discendenti).

I prezzi vanno da 170 a 500mila euro. I primi 16 fortunati sono, guarda caso, l'ex direttore del fondo pensioni e sua figlia, un sindacalista della Cgil e un bel po' di giovanotti nati tra il 1924 e il 1946 che approfittano dell'occasione perché per la caparra bastano solo 500 euro (in realtà, questi soldi nemmeno li versano, perché vengono decurtati dalla cauzione versata a suo tempo per il fitto di casa) ma soprattutto per il vantaggiosissimo piano di mutuo in 40 anni predisposto dalla Siae che prevede 480 comode rate mensili al 2 per cento d'interesse (nessuno si è posto il problema di immaginare un acquirente che termina di pagare il mutuo a 128 anni).

D'altronde, che non guardino al capello in società lo hanno capito, per tempo, quegli inquilini - tra cui chi grida allo scandalo per la mossa di Blandini di affidare a soggetti terzi e indipendenti la gestione di una porzione del patrimonio immobiliare - che si sono «dimenticati» di versare il canone mensile.

La lista dei morosi è lunga, le sorprese non mancano, e non mancano nemmeno i sindacalisti che si sono dimenticati di pagare l'affitto. C'è chi è in debito per 30mila euro non avendo saldato i canoni dal 2009 al 2011; chi ha smesso di pagare nel luglio del 2010 e a tutt'oggi ha 11mila euro di quote non corrisposte; chi - il sindacalista Massimiliano Begni, per fare un nome - dovrebbe versare nelle casse della società ancora 25mila euro per poter essere in regola con i pagamenti, eccetera.

Logico che, di quest'andazzo, le casse della società inizino ad andare in affanno e che i nuovi manager decidano di vederci chiaro e di intervenire: nella sola via Aristide Leonori, dove la Siae è proprietaria di svariate decine di appartamenti, il rosso segna 140mila euro per fitti non riscossi. Va meglio in via Ubaldo degli Ubaldi, dove le morosità sono all'incirca un terzo (50mila euro). Soldi che chissà se l'Ente rivedrà mai, come dimostra il fatto che un ex inquilino ha restituito le chiavi, ma non i 29mila euro di arretrati.

E pensare che i fitti sono tutt'altro che stellari. In via Ubaldo degli Ubaldi, ad esempio, il mensile scende fino 600 euro, che diventa di 300 in via Borgia. In media, in via Flaminia Vecchia e in via Pellati, così come in via Leonori, il canone si aggira sugli 800/900 euro al mese.

Per i sindacati, però, lo scandalo da denunciare è solo quello della cessione al fondo «Norma» di due immobili del valore di 91 milioni di euro e a quello «Aida» di 5 edifici, di proprietà del fondo pensione Siae, del valore di 58 milioni di euro, cessione pensata per strappare il patrimonio immobiliare alle fameliche orde di affittuari e aspiranti compratori. Nemmeno una parola, da parte dei sindacati, per chiedere spiegazioni - ad esempio - sugli appalti vinti dalla ditta che ristruttura l'appartamento di un ex presidente; i 100mila euro di fatture per 4 mesi di lavoro dell'idraulico; il lavatoio che si trasforma in un giardino pensile per cene a lume di candela.

E tanto altro. Prendete un sindacalista doc come il già citato ex segretario nazionale Confsal, Massimiliano Begni, già affittuario Siae. Contattato da il Giornale balbetta qualcosa e poi cade dalle nuvole: «Com'è 'sta storia della caparra da 500 euro? Beh, se è successo è grave, qualcuno deve fare un'indagine su questa cosa. Non credevo che si fosse avuta occasione per comprare casa dalla Siae con un anticipo del genere. Due anni fa, anche a me arrivò un foglietto con scritto il prezzo della casa, cioè 500mila euro, ma ho lasciato perdere... Resto sbalordito».

Ma è sul mutuo quarantennale concesso ai nonnini che Begni - che giustappunto vive in un appartamento della Siae - esplode in una sonora risata: «Quindi le case le vendono ai vecchietti di adesso? Boh. Sarà successo qualche cosa a livello di gestione, noi come sindacato non ce ne siamo mai occupati».

Non ride, Begni, quando chiediamo spiegazioni sul perché, da tre anni, non paga il fitto di casa (risulterebbe una morosità di quasi 25mila euro): «Adesso mi sembra proprio eccessivo parlarne. Però voglio dire che quei 25mila euro sono a compensazione di lavori di messa in sicurezza in cantina, che doveva fare il Fondo e siccome non ho avuto risposte da loro, ho fatto io. La casa l'ho avuta dopo 16 anni».

Chi, invece, ha usufruito dell'opzione-shock per l'acquisto della casa è un sindacalista della Cgil, ragioniere del Fondo Pensione Siae, Roberto Belli. Ecco cosa ci ha detto: «Ma nessuna trattativa per la compravendita è stata conclusa, perché la cessione delle abitazioni con il sistema dell'acconto da 500 euro è stata revocata (da Blandini, ndr). Non so perché fu stabilito, da parte del Cda, questa procedura. Anche io ho dato un acconto, ma è superiore ai 500 euro cui pure avevo diritto». Vero: 60mila per una casa che ne vale mezzo milione. Da pagare con comode rate, piano piano, al due per cento, per quarant'anni. Con bonifici dall'aldilà?

 

GAETANO BLANDINIPALAZZO SIAESIAE

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…