santanché senato

“IN AUTUNNO LA SANTANCHE’ RISCHIA” – LA CRONACA BY RONCONE DELLA GIORNATA AL SENATO CON LA MOZIONE DI SFIDUCIA NEI CONFRONTI DI DANIELONA CHE E’ STATA RESPINTA – DUE SENATORI LEGHISTI: “TRA OTTOBRE E NOVEMBRE, È PROBABILE E POSSIBILE CHE LA MELONI CHIEDA ALLA MINISTRA DI FARE UN PASSO INDIETRO E COLGA AL VOLO L’OCCASIONE PER ATTUARE PURE UN BEL RIMPASTO”- LA FREDDEZZA DI PEZZI DI FRATELLI D’ITALIA (“NON E’ UNA DI NOI”) NEI CONFRONTI DELLA "PITONESSA" CHE SFOGGIA UNA KELLY DI HERMÈS (SIAMO INTORNO AI 20 MILA EURO). CRONISTE LIVIDE: "SARÀ AUTENTICA?” - LA GENESI DEL SOPRANNOME "PITONESSA"…

Estratto dell'articolo di Fabrizio Roncone per il Corriere della Sera

 

 

(...)

 

 

daniela santanche - anna maria bernini

Siamo qui, nel salone Garibaldi, il transatlantico di Palazzo Madama, impiccati con la cravatta imposta dal dress code del cerimoniale e l’aria condizionata a palla contro le pareti di velluto rosso, per vederla da vicino ancora una volta, la Pitonessa (il soprannome nasce da uno scherzo tra lei e il primo marito, una vecchia barzelletta talmente zozza che, o già la conoscete, o davvero non potete sperare di farvela raccontare proprio ora):

 

tutti vogliamo comunque osservare la Pitonessa mentre avanza sicura e spavalda sui suoi leggendari tacchi nonostante porti addosso il peso tremendo delle accuse di «falso in bilancio» e «bancarotta», tra dipendenti tenuti sulla corda per pochi euro e pasticci di cassa integrazione, voragini contabili e malizie societarie, ogni dettaglio svelato dal programma Report , bufera politica, polemiche feroci, ma lei sempre — eccola, anche adesso — con le sue occhiate, che sono lame, promesse di innocenza e buona fede definitiva.

daniela santanche in senato

 

Certo oggi finalmente sa di essere indagata dai magistrati milanesi (lo scorso 5 luglio negò con forza di essere stata informata).

 

Santanchè sa pure che il governo si appresta a dimostrarle solidarietà granitica — schierati Salvini e Fitto, Bernini e Casellati — nessuno ha dubbi sull’esito finale del voto. Il problema è capire cosa accadrà in autunno: nemmeno tanto per un eventuale rinvio a giudizio, che tecnicamente avrà tempi lunghi; quanto, piuttosto, per lo stillicidio mediatico che verrà scatenato dal percorso giudiziario. Sul quale — così entriamo nella cronaca — in molti già ragionano.

 

Si avvicinano con aria subdola alla buvette. Ti fanno giurare che non scriverai il loro nome e il loro cognome: e tu giuri. Ma non si fidano.

Pretendono un secondo giuramento. E un terzo. Alla fine, però, spifferano.

 

nello musumeci daniela santanche

Coppia di senatori leghisti (autorevoli, uno dei due noto ospite dei talk televisivi): «La mozione di sfiducia che stiamo per rispedire al mittente, cioè ai 5 Stelle, è un passaggio obbligato. Il vero pericolo, per Daniela, arriverà dalla pressione dei giornali e dei social: diventasse insostenibile, la Meloni, per non rischiare un contraccolpo di immagine e credibilità, potrebbe chiederle di dimettersi. A quel punto, diciamo tra ottobre e novembre, è probabile e possibile che la premier colga al volo l’occasione per attuare pure un bel rimpasto».

 

 

Passa Maurizio Gasparri, uno degli ultimi veri berluscones (indistruttibile lealtà al partito). Claudio Lotito entra in Aula con il capogruppo della Lega Massimiliano Romeo. Maggioranza a ranghi compatti. Sì, va bene. Poi dovreste sentire i soffi dei Fratelli d’Italia: sulla Santanchè, sono i più sulfurei. Anche quando lei si alza e dichiara: «Mozione incomprensibile. Sono dispiaciuta».

daniela santanche giancarlo giorgetti

 

Gli sguardi bassi, torvi. Votano disciplinati e però in molti sono stretti dentro un tormento di fastidio e mortificazione: loro così orgogliosamente underdog obbligati a difendere una così sfacciatamente overdog , regina di Cortina ed ex socia di Briatore, pellicce di visone e Maserati, il bolide improvvisamente comparso nella narrazione di una destra fedele a un certo pauperismo, che ancora ricorda Giorgio Almirante al volante di una scassata Cinquecento e Teodoro Buontempo, «er pecora», che dormiva a Villa Borghese sul sedile posteriore di una Fiat 850.

 

daniela santanche maria elisabetta alberti casellati

I suoi Fratelli votano e la salvano e poi ti dicono: «Daniela è passata da Pomicino a Di Pietro, da Berlusconi a Storace. No, non è una di noi». Però è molto legata a uno dei fondatori del partito, Ignazio La Russa (che presiede, tranquillo, la seduta): amicizia profonda in un miscuglio di stima, feste e affari, compreso quel colpaccio con la villa del sociologo Francesco Alberoni, comprata e rivenduta nel giro di un’ora — guadagno di un milione di euro — da Laura De Cicco, moglie del presidente, e da Dimitri Kunz, l’ormai leggendario compagno della Santanchè, principe con una sparata di tredici cognomi più annessa diffida della casa D’Asburgo-Lorena — «Il tizio non appartiene alla famiglia, non lo conosciamo, non si fregi del nostro titolo». La ministra lascia la buvette con un ghigno dei suoi, sfoggiando una Kelly di Hermès (siamo intorno ai 20 mila euro). Croniste livide: «Mah. Sarà autentica?».

daniela santanche in senato daniela santanche matteo salvini daniela santanche in senato.

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?