rossignol velo francia islam

TOGLIAMO IL VELO ALL’IPOCRISIA - IN FRANCIA E’ POLEMICA PER LE PAROLE DEL MINISTRO DELLA FAMIGLIA, LAURENCE ROSSIGNOL: “IL VELO ISLAMICO È UNA FORMA DI IMPOSIZIONE. CI SONO DONNE CHE LO SCELGONO COME C'ERANO NEGRI FAVOREVOLI ALLO SCHIAVISMO”

Stefano Montefiori per il “Corriere della sera”

 

LAURENCE ROSSIGNOLLAURENCE ROSSIGNOL

Laurence Rossignol, ministra delle Famiglie e dei Diritti delle donne, qualche giorno fa ha suscitato molte reazioni in Francia per le sue dichiarazioni sul velo islamico, considerato come una forma di imposizione: «Ci sono donne che lo scelgono come c'erano negri americani favorevoli allo schiavismo».

 

Dopo le polemiche la ministra ha parlato di un «errore di formulazione», confermando però il fondo del suo pensiero. Come conciliare diritti delle donne e libertà religiosa? Laurence Rossignol torna sul tema con questa intervista al Corriere della Sera. La Francia ha proibito il velo, e ogni altro segno religioso visibile, nelle scuole.

LAURENCE ROSSIGNOL LAURENCE ROSSIGNOL

 

Solo per difendere la laicità, o il velo islamico è in sé un problema?

«Il principio di laicità in Francia risale al 1905. Organizza la separazione tra Stato e Chiesa. I codici di abbigliamento islamici non erano davvero la priorità del legislatore del 1905. Dal 2004 i segni religiosi sono proibiti nelle scuole per tenerle al riparo da scontri inter-religiosi. Nei luoghi pubblici, solo gli abiti che nascondono il volto (come il burqa, ndr) sono proibiti. A parte questo, ognuno può vestirsi come vuole».

 

Al di là dell' uso di alcune parole, che lei ha già precisato, pensa che, per una donna, l' idea di portare il velo non sia mai davvero volontaria?

«Siamo libere? Alcune di nascondere il corpo, le mani, il viso; altre di infliggersi operazioni di chirurgia estetica dolorose, di affamarsi per assomigliare a modelle da rivista che non esistono nella realtà. Il libero arbitrio degli individui in una società, un gruppo, una famiglia - che produce codici, rappresentazioni e che in base al rispetto di questi codici esclude o accetta gli individui - è molto relativo».

LAURENCE ROSSIGNOLLAURENCE ROSSIGNOL

 

Il velo islamico è dunque o un' imposizione del marito o del fratello, o un segno di militanza per l' Islam politico?

«Siamo chiari, noi parliamo di abbigliamento islamico, non semplicemente di un foulard che copre la testa. Ho già evocato la pressione, spesso implicita, del gruppo. E allo stesso tempo esiste un Islam politico che sostiene un progetto di società i cui valori non sono i miei e che conta tra i suoi ranghi anche militanti».

DONNE ISLAMICHE DIFENDONO IL VELODONNE ISLAMICHE DIFENDONO IL VELO

 

Nel romanzo «Sottomissione» Michel Houellebecq descrive un atteggiamento europeo di resa, talvolta voluta e calcolatrice, nei confronti dell' ideologia islamista. Lei pensa che la nostra società corra questo rischio?

«Non condivido l' idea sviluppata dall' estrema destra francese secondo la quale le nostre civiltà sarebbero minacciate dall' islamismo. È un' assurdità che sfrutta la paura dell' altro. La Repubblica comporta doveri ma anche diritti: i musulmani di Francia devono beneficiare totalmente dei valori di uguaglianza tra donna e uomo. Sono loro a essere minacciati dall' azione di estremisti che vogliono isolarli dal resto della società».

 

ISLAM IN FRANCIAISLAM IN FRANCIA

Che cosa risponde alle accuse di islamofobia?

«Sono senza fondamento. Quando degli individui mettono delle teste di maiale davanti a una moschea è un atto abietto, quando una donna viene aggredita perché musulmana, è un atto razzista e sessista. La Francia garantisce la libertà religiosa e garantisce anche la libertà di opinione. Questo mi autorizza a dire che le "collezioni di moda pudica" che nascondono la pelle e le forme delle donne contribuiscono al controllo dei corpi delle donne, e della loro sessualità. Soggetto centrale in molte società nel corso dei secoli».

 

Molte femministe hanno preso posizione in suo favore sottolineando il suo coraggio. È difficile esprimersi su questi argomenti oggi in Francia e in Europa?

ISLAM IN FRANCIA  ISLAM IN FRANCIA

«Il mio impegno è di garantire alle donne le condizioni della loro emancipazione e di vigilare sulle minacce di regressione. Quando il mercato, perché ci sono in mezzo dei soldi, promuove dei vestiti che i marchi designano come "pudichi", è mio dovere lanciare l' allarme. Non fosse altro che a nome di tutte le donne che vogliono continuare a vestirsi come vogliono, senza essere tacciate di "impudicizia"».

 

Qual è stata la sua reazione ai fatti di Colonia? La filosofa Élisabeth Badinter ha detto che per difendere gli stranieri dalla xenofobia le autorità tedesche hanno rinunciato a tutelare le donne. Condivide la sua opinione?

ISLAM IN FRANCIA   ISLAM IN FRANCIA

«Il razzismo è presente, c' è chi lo usa in politica. E noi conosciamo quelli che sfruttano tutte le occasioni per esprimere la loro xenofobia. Ma queste persone non si interessano ai diritti delle donne che quando possono usarli come pretesto per denunciare gli immigrati e i rifugiati. Le femministe, senza lasciarsi intimidire o colpevolizzare, devono rivendicare alta e forte la denuncia delle violenze sessuali contro le donne, perché nessuno lo farà al posto loro».

Ultimi Dagoreport

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...

rai via teulada paolo corsini giulia innocenzi presutti daniele piervincenzi danilo procaccianti report sigfrido ranucci

DAGOREPORT – RIUNIONE INTERLOCUTORIA MA CON QUALCHE PICCOLA APERTURA TRA IL DIRETTORE DELL'APPROFONDIMENTO RAI, PAOLO CORSINI, E I MEMBRI DELLA SQUADRA DI “REPORT”: I GIORNALISTI HANNO RIBADITO IL “NO” ALLA CONDUZIONE DI GIULIA PRESUTTI E DANIELE PIERVINCENZI, MA SU QUEST’ULTIMO LA POSIZIONE SAREBBE PIÙ MORBIDA: POTREBBE AVERE UN VIA LIBERA MAGARI COME CONDUTTORE DEL “REPORT LAB”, CON LA CONDUZIONE VERA E PROPRIA DA AFFIDARE A DUE “STORICI” (CHE DIVENTEREBBERO TRE NEL CASO DI UN REINTEGRO DI RANUCCI DA PARTE DEL TRIBUNALE).  SULLA PRESUTTI IL MURO RESTA GRANITICO – PALAZZO CHIGI, INVECE, SAREBBE IRREMOVIBILE SUI DUE NOMI – EPISODIO PITTORESCO NEL MEZZO DELLA RIUNIONE: UN GIORNALISTA DI UNA PRESTIGIOSA TESTATA DELLA RAI SAREBBE STATO BECCATO A ORIGLIARE DA UN BAGNO VICINO ALLA SALA…

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...