HITLER A COLORI! - LE INCREDIBILI FOTO A COLORI DI ADOLF E BENITO, DA SANTA MARINELLA A MONACO, DALLE PARATE NAZI AI BRACIERI CON LE SVASTICHE

1. "LIFE" PUBBLICA LE FOTO DI HITLER A COLORI
Da www.blitzquotidiano.it

Le foto che ci sono state tramandate del dittatore nazista sono tutte i bianco e nero. Ma il sito LIFE.com, quel che rimasto del glorioso settimanale americano "Life", continua a pubblicare dozzine di foto di Adolf Hitler a colori ripreso da solo, o con i suoi collaboratori, o davanti alle folle osannanti.

Tutte le immagini di Hitler sono state scattate dal suo fotografo personale, Hugo Jaeger - dal 1936 al 1943 - che aveva un accesso preferenziale al dittatore, poi per decenni le ha tenute nascoste.

Quando nel 1945 gli alleati stavano per entrare a Monaco, Jaeger un giorno si trovò di fronte sei soldati americani nel villaggio presso la città dove abitava. I soldati perquisirono la sua casa e trovarono la valigia dove fino a quel momento Jaeger aveva conservato migliaia di foto del dittatore.

Sapeva che se fossero state scoperte rischiava l'arresto, o peggio, come stretto collaboratore di Hitler. Ma quel che successe quando gli americani aprirono la valigia ha dell'incredibile.

Assieme alle foto Jaeger nella valigia conservava una bottiglia di cognac di marca, e quando gli americani la videro furono talmente contenti che lasciarono perdere tutto il resto, si misero a bere il liquore assieme al fotografo ed al padron di casa e dimenticarono la valigia.

Una volta andati via i soldati, Jaeger mise i negativi delle foto in 12 contenitori di vetro e li seppellì in un campo distante dal villaggio. Negli anni successivi alla guerra tornò periodicamente a controllare i contenitori, scavandoli dalla terra e poi riseppellendoli.
Finalmente si riprese la collezione, 2 mila diapositive, tutte, sorprendentemente, in ottimo stato, e nel 1965 le vendette a Life, che ha atteso fino ad oggi per pubblicarle.

Life, che negli anni d'oro vendeva 14 milioni di copie, era stato fondato nel 1883 ed era famoso per i suoi eccezionali servizi fotografici. Dal 1972 il settimanale cessò per due volte la pubblicazione restando però in circolazione come allegato a vari quotidiani, fino a quando chiuse definitivamente il 20 aprile del 2007. Poi, è resuscitato ancora, questa volta su Internet.


2. HITLER, MUSSOLINI, SANTA MARINELLA E IL PATTO D'ACCIAIO
Da http://www.societastoricacivitavecchiese.it/

L'8 maggio 1938 Hitler assistette a delle manovre militari fra Civitavecchia e Santa Marinella. Alla fine di queste fu ospite del re, Vittorio Emanuele III, e del duce, Benito Mussolini, al Castello Odescalchi di Santa Marinella per una colazione.

Il fuhrer è in visita ufficiale in Italia dal 3 e vi rimarrà fino al 9. Il papa, Pio XI, si è rinchiuso a Castelgandolfo per non incontrare il dittatore tedesco. La visita è un continuo susseguirsi di incontri, di visite culturali (Hitler è affascinato dalle bellezze artistiche del nostro Paese), di sfilate militari. Le esercitazioni aeronavali e terrestri erano previste per il 7 maggio (come attesta il depliant originale pubblicato sul mio recente libro sul fascismo a Civitavecchia) ma il maltempo costringe il cerimoniale a rimandare tutto al giorno dopo.

L'affermazione che il funesto e insanguinato Patto d'Acciaio nasca a Santa Marinella durante quella colazione al Castello Odescalchi non è suffragata da nessuna testimonianza nelle memorie dei maggiori partecipanti all'evento come Galeazzo Ciano, ministro degli esteri italiano, che ricorda che all'inizio della visita tedesca sottopose al suo collega nazista, Von Ribbentrop, "uno schema di accordo volto a garantire formalmente il rispetto delle frontiere comuni e a stabilire con precisione e tutelare i rispettivi interessi nel settore danubiano-balcanico". Il 12 marzo le truppe tedesche avevano oltrepassato i confini con l'Austria. Si realizzava l'Anschluss che inquietava Roma per le possibili influenze naziste sull'Alto Adige.

Nelle memorie dell'interprete ufficiale tedesco, Paul Schmidt, leggiamo che:
"Negli otto giorni del viaggio, tra ricevimenti nelle reggie, banchetti ufficiali e manifestazioni spettacolari che si susseguirono quasi incessantemente, ebbi relativamente poco da fare come interprete.... La.. principale ragione del mio lavoro relativamente scarso durante tutto il viaggio fu il riserbo degli Italiani. Mussolini e Ciano sfuggivano visibilmente da ogni serio discorso politico, che ogni tanto Hitler e più ancora Ribbentrop, cercavano di intrecciare."

Come scrive Renzo De Felice (Mussolini il duce. Lo stato totalitario 1936-1940, capitolo V, passim, da cui sono tratte tutte le citazioni), confermando la tesi dello storico M. Toscano, la parte politica della visita di Hitler fu assai modesta e più simile ad un balletto d'opera buffa.

Il Patto d'Acciaio è il terribile frutto dei numerosi incontri fra i due dittatori, fra i ministri degli esteri e della difesa delle due nazioni, avvenuti a partire dal 1933, anno d'insediamento di Hitler. Il 25 marzo 1939 il dittatore nazista scrive al collega fascista sollecitando un'alleanza militare. L'ultima accelerazione fu data da Mussolini nel 1939, ad un anno esatto dagli incontri romani del 1938, quando ordinò a Ciano, che era a Milano con Ribbentrop, di definire un trattato di alleanza fra le due nazioni. Il suggello risolutivo ed ufficiale fu messo a Berlino il 22 maggio 1939, tre mesi dopo scoppierà la Seconda guerra mondiale con l'invasione nazista della Polonia.

Non capisco pertanto tutta questa smania di appropriarsi della paternità geografica di questo patto scellerato. A quel pranzo era presente il re Vittorio Emanuele III che definiva il dittatore nazista "una specie di degenerato psico-fisico", il podestà Del Greco ed altre minori autorità civili e militari della zona. Ci sembra veramente poco probabile che di fronte ad essi e in un tempo molto ristretto Mussolini ed Hitler abbiano raggiunto l'accordo fatale. La visita del fuhrer in realtà, scrive De Felice: "determinò o fece maturare nelle settimane e nei mesi successivi una serie di iniziative di politica interna ed estera che, pur non essendo né decisive né irreversibili, condizionarono pesantemente la realtà e l'immagine del regime in Italia e all'estero e le ulteriori scelte mussoliniano."

Il 14 luglio 1938, a settanta giorni dal pranzo di Santa Marinella, è pubblicato anonimo il "Manifesto degli scienziati razzisti". Il 28 luglio Pio XI espone la sua preoccupazione per gli atteggiamenti razzisti che si stanno manifestando in Italia. Il 5 agosto esce "La difesa della razza" di Telesio Interlandi. Il 1 settembre 1938 sono stabiliti dal governo fascista, e firmati dal re, una serie di provvedimenti contro gli ebrei.

E' la grande vergogna del fascismo italiano e della real casa Savoia. Il 1938 non è certamente un anno felice per il nostro Paese e credo che non sia interesse di nessuna città italiana rivendicare primati attinenti ai rapporti fra Hitler e Mussolini, due dittatori che tanto male addossarono ai loro rispettivi popoli e a tutti i popoli europei e mondiali.

 

NEVILLE CHAMBERLAIN E HITLER FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE HITLER E MUSSOLINI A COLORI FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE HITLER E MUSSOLINI A COLORI FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE HITLER E MUSSOLINI A COLORI FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE HITLER AL SALONE DELL AUTO DI BERLINO FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE HITLER E MUSSOLINI A COLORI FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE HITLER A COLORI FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE HITLER A COLORI FOTO DI HUGO JAEGER PER LIFE MAGAZINE

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